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Grazie a te, grazie a Sandro Veronesi e grazie a Milano. Siete stati tutti molto generosi.

Roberto Alajmo | 21/11/2018 ore 11:39:01 | @

 

Contenta che Milano ti abbia accolto con una rara giornata di sole terso. Grazie per l'ora densa che ci avete regalato.
Manuela

Manuela | 18/11/2018 ore 23:16:42 | @

 

Grazie, Fernando. Ne approfitto per segnalare che sto riscrivendo integralmente quel libro: una nuova versione "remix" di Palermo è una Cipolla uscirà in primavera.

Roberto Alajmo | 28/10/2018 ore 18:35:46 | @

 

Ciao Roberto,
primo di tutto dirti che sono uno straniero e ti domando scusa per mi mancanza di vocabolario.
Ho finito di leggere il tuo libro "Palermo è una cipolla" in italiano e mi è piaciuto tantissimo.Io non vedo che sia una guida, per me, oltre che una guida è un dipinto di una città che non conosco e adesso mi piacerebbe conoscerla.
Grazie tante

Fernando | 27/10/2018 ore 14:29:59 | @

 

..ci conto. Manuela

Manuela | 14/09/2018 ore 23:08:28 | @

 

Grazie dell'istinto, Manuela. Ogni tanto capita di venire a Milano. Restiamo in contatto, come si suol dire.

Roberto Alajmo | 09/09/2018 ore 19:39:58 | @

 

Non ti conoscevo. Ora si. Ti ho letto per istinto. Che è infallibile se davvero libero di muoversi. Traggo un sospiro di sollievo: esiste ancora quel tipo di persona.... esisti vero??
Passi mai dai momenti culturali milanesi? Speriamo di si.

Manuela | 08/09/2018 ore 22:51:20 | @

 

Certo che sì, Paola. Il mio posto non vuole essere minimamente polemico con chi in buona fede indossa una maglietta rossa. Voglio solo sottolineare come, in assenza di una strategia qualsiasi di contrasto (anzi, in presenza di distinzioni bizantinissime fra le diverse anime del progressismo) qualsiasi iniziativa rischia di avere il respiro corto, e col respiro corto non si va lontano.

Roberto Alajmo | 08/07/2018 ore 07:18:48 | @

 

Vabbè, ma una maglietta rossa, in silenzio, si può fare

Paola | 07/07/2018 ore 13:06:09

 

Ti ringrazio molto. Ecco il link:
[LINK]

Roberto Alajmo | 21/06/2018 ore 13:01:31 | @

 

Buongiorno, io sono di Trieste, dall'altra parte dell'Italia :-) Volevo dirle che ho letto il suo splendido libro "L'estate del '78" e che mi sono permesso di pubblicare una piccola "recensione" sul Forum Anni 70.net nella sezione Letteratura, con il nickname di Insight. Se ha piacere di leggerla... :-)

Grazie, saluti da Trieste.

Massimiliano

Massimiliano | 21/06/2018 ore 09:41:04 | @

 

Ti ringrazio, Antonino.

Roberto Alajmo | 02/06/2018 ore 00:02:23 | @

 

Caro Roberto, ho appena finito di leggere (in due giorni) il tuo ultimo libro (L'estate del '78): complimenti! Lo ritengo uno dei migliori libri che abbia letto negli ultimi mesi (e sono un lettore accanito). E normalmente ... non scrivo agli autori!
Ciao e buon lavoro.
Antonino

Antonino Lo Nardo | 01/06/2018 ore 22:28:38 | @

 

Caro Paolo, prendilo come un invito a tornare in Sicilia...

Roberto | 18/05/2018 ore 12:09:18

 

Sono stato nella Sicilia sud-orientale nella prima settimana di maggio e, in una delle non frequenti librerie incontrate, ho acquistato "L'arte di annacarsi". Il libro ho finito di leggerlo ora, al mio ritorno a casa, ma rimpiango di non averlo letto prima : il viaggio sarebbe stato più bello.

Paolo Ciappi | 16/05/2018 ore 12:10:43 | @

 

Grazie Vincenzo. Era tante, in quegli anni. Forse sono tante anche oggi.

Roberto | 04/05/2018 ore 05:13:05

 

Ciao Roberto, ho finito ieri di leggere il tuo ultimo libro "L'estate del '78". Grazie. Ho vissuto solo per certi versi la stessa tua esperienza. Mia madre soffriva di quello che negli anni '70 chiamavano "esaurimento nervoso". Ha convissuto per tutta la vita con questa "malattia" finché improvvisamente un arresto cardiaco non posto fine alla sua sofferenza. Ma è stata una donna forte, che nonostante il peso che si portava dentro, ha saputo accudire mio padre fino alla fine e reggere al disperato dolore della morte del figlio. Mi ha lasciato in eredità, anche se in forma più lieve, il suo mal di vivere. Spero di essere forte come lei nel sopportarlo...
Grazie ancora!!!

Vincenzo | 02/05/2018 ore 20:36:17 | @

 

Nadia, non ti dico niente. Ma idealmente ti abbraccio.

Roberto Alajmo | 28/04/2018 ore 23:20:54 | @

 

Ho letto L' estate del 78 durante i duri e difficili giorni di ospedale che hanno portato alla morte di mia madre, a causa della demenza senile.
Ho fatto i conti con il senso del mio rapporto con lei, affascinante e bionda borderline, naufragata nel suo dolore di vivere.
Libro intenso, commovente e anche a tratti ironico con uno sguardo affettuoso su come a volte sia difficile essere figli e anche padri.
Splendido e coinvolgente.

Nadia | 28/04/2018 ore 21:55:20 | @

 

Grazie a te, Nunzia, di essere entrata in risonanza con questo libro.

Roberto Alajmo | 28/04/2018 ore 07:50:12 | @

 

Grazie per aver condiviso con noi lettori i suoi sentimenti, che sono diventati anche i nostri.

nunzia alfano | 26/04/2018 ore 16:45:22 | @

 

Grazie Roberto. Ancora non ho capito se è coraggio o incoscienza. Qualche presentazione farò, ma non so ancora bene.

Roberto Alajmo | 06/04/2018 ore 07:47:36 | @

 

che coraggio. Libro profondissimo, ma bello . Difficile, ma ogni famiglia ha i suoi lati oscuri, spesso sommersi. . Il suo libro mi ha colpito molto, complimenti...
Sono previste presentazioni di questo libro?

Roberto | 05/04/2018 ore 09:37:42 | @

 

Sorrido...

Roberto Alajmo | 01/04/2018 ore 17:38:22 | @

 

La sensazione, arrivando all'ultima pagina, è che ne esci più appuntito di prima. Che quell'addormentarsi nonostante la decisione di non farlo, sia scaramantico, come quel tapparsi in casa alla data fatidica. Che se c'è un sonno, è ristoratore.

yorick | 01/04/2018 ore 10:38:06 | @

 

Continua nei prossimi giorni...

Roberto Alajmo | 19/03/2018 ore 15:59:45 | @

 

Fiato sospeso. Perché funziona così: l'autointervento se lo fa lo scrittore, ma l'effetto benefico lo avverte pure il lettore. Che magari può imparare a trattare la propria materia invisibile allo stesso modo.

yorick | 19/03/2018 ore 11:22:36 | @

 

...come l'errore che volutamente i grandi artisti persiani del tappeto inserivano nei loro capolavori: per non competere con la perfezione, che apparteneva solo ad Allah.

Roberto Alajmo | 14/11/2017 ore 08:38:47 | @

 

I E io che pensavo che fosse per non suscitare l'invidia degli dei! (Alajmo docet)

Paola | 13/11/2017 ore 09:21:01

 

Be', anche cercare un indirizzo a Venezia è piuttosto avventuroso: sestiere e numero progressivo sono gli unici indizi. Un postino al primo giorno di lavoro rischia di impazzire.
Bel racconto, comunque.

Roberto Alajmo | 06/11/2017 ore 08:14:44 | @

 

Il Costa Rica, paese in pieno sviluppo, non ha vie e strade con il nome. Quindi, un indirizzo tipico è: Quartiere X, seconda strada a destra, 100 metri dal semaforo, quarto portone a sinistra... ecc ecc.
Ma da dove inizia il conteggio della strada? Cioè, la prima a partire da dove? E poi, a destra o sinistra da quale direzione di percorso? Complicato!
Mi chiedo anche come facciano a compilare quei formulari standard in cui solitamente alla voce “indirizzo” c’è solo lo spazio per una trentina di caratteri.

Comunque questa cosa ha suscitato in me un ricordo di tanti tanti anni fa. 1969, avevo 13 anni e, tramite Topolino, che leggevo ogni settimana e che pubblicava gli indirizzi di potenziali “amici di penna”, avevo cominciato a corrispondere, in inglese, con tre coetanei. Una ragazza di Tokio, un ragazzo di Timisoara ed una ragazza di Wroclaw. Ai tempi ero già fissata con le lingue e con la “conoscenza del mondo”, per cui avevo scelto di scrivere in inglese ad una giapponese e a due giovani dell’est.
Erano lettere molto neutre, ci si raccontava com’era la propria scuola, la casa, quali erano gli hobbies, cosa si voleva fare da grandi, ecc.
La cosa che mi ricordo ancora era l’attesa e l’emozione di ricevere la lettera dal Giappone, scritta con caratteri ordinatissimi su quella carta velina che si usava per la posta aerea. Anch’io, per rispondere, usavo quella carta e quelle buste con tutto il contorno colorato e la scritta “ By air mail - par avion”. E, dato che in Giappone non avevano, e forse non hanno ancora, gli indirizzi come i nostri, con nome della via e numero civico, ma un sistema di zoom-in che indica la prefettura, il quartiere, le intersezioni, il blocco di edifici e via dicendo, dovevo sempre scrivere un indirizzo lungo. Ne ricordo ancora l’inizio: Nakahara-ku, Kawasaki-shi......

È un ricordo tenero. Le lettere dei ragazzi dell’est erano più “abbottonate”. Michiko dal Giappone invece mi raccontava molto minuziosamente la sua giornata, cosa vedeva dalla finestra della sua stanza. Io le raccontavo del vento caldo, dei gelati. Non ci scambiavamo foto, ci comunicavamo il materiale necessario per immaginare. Era una cosa che prendeva tempo, una cosa lenta. Bella

antonia | 05/11/2017 ore 15:52:37

 

Purché non valga come attenuante.

Roberto Alajmo | 04/11/2017 ore 09:58:47 | @

 

Vale più per i popoli che per o singoli

Fara | 04/11/2017 ore 07:37:40

 

Mi fa piacere che tu lo abbia notato: certe volte prima mi viene il titolo, addirittura, e poi il pezzo.

Roberto Alajmo | 18/10/2017 ore 16:42:27 | @

 

Interessante il punto di vista sulla turpe faccenda Weinstein. Ma il titolo è da applausi a scena aperta.

yorick | 18/10/2017 ore 08:39:56

 

"Il preambolo dell'odiatore" è una espressione bellissima.

Roberto Alajmo | 09/10/2017 ore 10:15:06 | @

 

Triste quando sono persone a cui saresti anche mediamente affezionato a esibirsi nel preambolo dell'odiatore, e di seguito in tutto il resto dello spettacolo. In questi casi mi sembra di essere solo al mondo.

yorick | 08/10/2017 ore 17:39:16 | @

 

"Odio ergo sum"

Roberto Alajmo | 08/10/2017 ore 09:28:15 | @

 

I cultori del “ma” e i confusi tra “libertà di parola e libertà di offesa”

Fara | 08/10/2017 ore 07:24:01

 

Mi fa piacere trovare ogni tanto un commento qui, adesso che quasi tutto passa su facebook.

Roberto Alajmo | 24/09/2017 ore 16:00:05 | @

 

Hai lucidamente ragione

Fara | 23/09/2017 ore 10:46:28

 

Bella descrizione, Antonia. Secondo me vale per tutte le latitudini, di sicuro in occidente: gli odori della vecchiaia si somigliano.

Roberto Alajmo | 10/07/2017 ore 16:49:31 | @

 

Vite parallele
Ieri si è allagata la cantina. Disastro! Non danni gravissimi, ma ora devo scendere di nuovo a controllare con calma in che stato sono le cose finite a mollo. La riparazione, finalmente, è finita ieri sera alle 10 e mezza. Stamattina ho ancora nel naso l'odore di quell'acqua e di muffa. Bleah.
Però: i vicini sono stati estremamente gentili e collaborativi, uno è addirittura venuto ad aiutare.
Ma una cosa mi è rimasta impressa, un "quadro umano" più malinconico che triste. Per spiegare meglio: io vivo all'ultimo piano di un palazzo di fine 800, un appartamento nuovissimo e tecnologico costruito dove c'erano le soffitte. Ma sotto di me gli appartamenti sono vecchi. In uno di questi, in cui io e l'operaio siamo dovuti andare per controllare i tubi, vive una signora anzianissima e malata con la sua badante. Entrare in quell'appartamento mi ha stretto il cuore. Il pavimento di legno un po' scricchiolante, la tappezzeria così vecchia da essere diventata quasi incolore, coi disegni appena percettibili, apparecchio telefonico color beige-nocciola anni 70, porte del colore dell'apparecchio telefonico, più gialline e un po' scrostate, cucina con le piastrelle rosso mattone (perché si usavano così scure?), vecchie pentole usate per 50 anni almeno, poche cose, non un apparecchio elettrico, non un colore, neanche un freezer... e poi, eccolo, QUELL'ODORE, odore di caldo e centrini di velluto forse mai lavati, di scatoloni dimenticati sull'armadio, di vita che sta finendo. In tutto questo squallore malinconico brillava la badante, come un momento di luce ed aria fresca in quell'atmosfera di passato polveroso. Una signora sui 40, slovacca, coi capelli rossi. Dolcissima con la sua "paziente", come la definiva lei, allegra in quella specie di prigione triste. Non l'ho mai vista in giro; date le condizioni della signora anziana penso non possa uscire e non la possa lasciare un momento. Sembrava quasi contenta dell'imprevisto che portava un po' di vita là dentro. Quando sono tornata su, a riparazione fatta, per dirle che poteva di nuovo usare il lavandino della cucina, era lì, aveva lasciato la porta di ingresso aperta, e stava seduta su una sedia a guardare una televisione minuscola. Ci siamo augurate la buona notte con un grande sorriso.

antonia | 06/07/2017 ore 09:32:59

 

Mi mordo la lingua, caro Salvatore...

Roberto Alajmo | 30/06/2017 ore 11:42:13

 

L'equivoco di fondo è: ma la Rai deve essere anche intrattenimento? Deve essere una piccola Rai che rinuncia alla pubblicità in favore delle private? Ma il livello qualitativo complessivo (al netto delle singole trasmissioni e dei singoli conduttori più o meno apprezzati) è peggiore di quello delle private? E se sì perchè Rai continua ad avere sempre più ascolti ? La tv privata italiana (leggasi soprattutto Mediaset) ha veramente tanto innovato e migliorato l'offerta? La proliferazione dei talk (amati più dai politici che dagli spettatori) rende un vero servizio al pubblico? Oppure rende un favore agli ospiti? Sempre gli stessi in un circo insopportabile. Domande e ancora domande. Sono trentasette anni che me le pongo.

Salvatore Cusimano | 29/06/2017 ore 11:46:37 | @

 

Ciao Gippe. Mi farà piacere vederti.

Roberto Alajmo | 09/06/2017 ore 22:37:34 | @

 

Ciao Roberto,

Ho visto che la prossima settimana sarai in cucina con Gigi Mangia all'Istituto Italiano di Cultura.

Ci saro'........

Gippe

gippe | 09/06/2017 ore 10:14:19 | @

 

Questo dico: in Italia a ribellarsi contro le tasse sono quelli che le tasse non le hanno mai pagate.

Roberto Alajmo | 07/06/2017 ore 11:55:19 | @

 

Per evitare che Antigone possa essere considerata una ribellista senza costrutto, ci viene in aiuto Gandhi: "Solo chi normalmente obbedisce alle leggi, acquista il diritto alla disobbedienza civile." Quindi, solo chi dimostra di sapere rispettare le leggi giuste - anche a costo di rimetterci soldi, carriera, privilegi e magari anche la vita - ha il diritto di opporsi a quelle leggi che gli risultano ingiuste e/o immorali. La resistenza per ragioni etiche a norme ingiuste si differenzia dal ribellismo per ragioni di interesse privato perché chi resiste alla legalità ingiusta è disposto a pagare le conseguenze della propria disobbedienza. Antigone, nell’immaginario collettivo, continuerà a splendere di luce propria; l'evasore delle tasse è un opportunista che finirà dimenticato nel cestino della Storia.

Maria D'Asaro | 06/06/2017 ore 19:43:26 | @

 

Grazie Maria. Ogni tanto dubito che ci sia qualche lettore vero. Di quelli coi quali si crea vera intimità. Mi togli un dubbio.

RA | 17/05/2017 ore 12:06:03

 

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