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Il tuo voto x rita non è bastato...
 

garoflea | 28/04/2006 ore 23:53:00 | @

 


Infatti...
Ma guardiamo agli aspetti positivi: stavolta non c’è stato il candidato perdente che a caldo, davanti alla telecamera fa autocritica e dichiara:
- Non abbiamo saputo guardare ai bisogni della gente.
Perché i famosi bisogni della famosa gente, a saperli guardarli sono esattamente il problema della Sicilia. Il Sistema Cuffaro consiste proprio nel guardare ai bisogni della gente e adoperarli a proprio vantaggio. Non hai lavoro? Eccoti qua 300 euro al mese per tirare avanti, ma solo fino al prossimo dicembre. Sarebbe solo ordinario clientelismo, se non fosse che lo stato di bisogno perpetuo in cui versa la Sicilia viene creato scientificamente. Non è solo frutto dell’ignavia di governo. C’è l’intenzione attiva di mantenere questa regione nel sottosviluppo per poi intervenire con una serie di cure calibrate a breve termine, in modo che lo stato di bisogno rimanga cronico. E’ come se il medico si chinasse sul malato e lo confortasse tenendo il piede sul tubo dell’ossigeno. Gli basta sollevare il piede per un attimo per regalare una boccata d’aria e guadagnarsi persino la gratitudine del paziente. Poi il piede torna sul tubo, e la storia ricomincia daccapo, fino alle prossime elezioni.
Di fronte alla scelta fra l’uovo oggi e la gallina domani, i siciliani hanno scelto a maggioranza l’uovo. La saldatura fra pessimismo, ignoranza e malafede rende difficile persino immaginare che esistano, sia la gallina che un possibile domani.
Per cui s’è capito che a promettere galline postdatate, in Sicilia si perde. E’ un buon motivo per mettersi a promettere uova marce per tutti? Io credo di no.
 
 

RA | 28/04/2006 ore 13:25:00 | @

 

Sì, parliamone. Io mi vergogno come un ladro a condividere lo stesso tetto professionale con qualcuno. Eppure mi incavolo quando dicono: "I giornalisti sono tutti leccac..."
 

Roberto Puglisi | 25/04/2006 ore 03:53:00 | @

 

Quella è una sindrome tipica anche siciliana: parlar male della categoria di appartenenza e ribellarsi quando a parlarne male sono gli altri.
E come i siciliani non sono tutti mafiosi, anche i giornalisti non sono tutti venduti. Però, come si dimostra a ogni tornata elettorale, forse la maggioranza sì.
 

RA | 24/04/2006 ore 20:25:00 | @

 

leggo soltanto ora il commento di Gabriella Alù. Mi scuso per l'inconveniente, ma si tratta esclusivamente di un accorgimento per evitare l'iserimento casuale di messaggi spam, prodotti da spider e simil. Come avete un po' tutti notato in precedenza nonostante l'accorgimento qualche messaggio indesiderato è comunque apparso in passato, e ritengo che il sistema di questo software semplicissimo verrà nuovamente bucato (mi auguro il meno possibile).
 

rospe | 23/04/2006 ore 18:38:00 | @

 

Roberta, credo attualmente le più evidenti della chiesa cattolica.
Ci sarebbero tante cose da dire. I vangeli non fanno mai riferimento ad un'indirizzo di celibato, per chi opera proselitismo, non ne esiste traccia. Ovviamente, l'organizzazione delle prime chiese cristiane e la regolarizzazione o secolarizzazione del culto, risente di retaggi patriarcali, pertinenti all'epoca, in cui furono decisi (vedi un ruolo sottoposto degli ordini monastici femminili).
Però, che la chiesa, sia così rigida, su certe possibili aperture, anche a cambiamenti sociali ormai del tutto assimilati, é quasi surreale. Come se, la modificazione delle norme ecclesiastiche ( e non dei principi religiosi), comportasse un pericolo di incoraggiamento allo scetticismo, come se l'adeguarsi all'evoluzione della cultura, costituisse un pericolo, anche per i dogmi della chiesa, per il fondamento teologico, cosa che credo non sia.
Ma se nella paura di perdere i pochi rimasti, la chiesa cattolica perdesse i molti?


               











 

Uma | 23/04/2006 ore 18:30:00 | @

 

A Roberto, una sola osservazione, in tema giornalistico. Il secondo articolo sui Capuccini sembrava una ripetizione del primo e non sempre 'repetita juvant'.
Aveva il sapore di un accanimento e non di un sollevamento di problema. Era troppo mirato all'ordine e non al problema, vero, secondo me, del ripensamento dell'istituzione del celibato, magari.
Che il tale frate si fosse poi spacciato per docente universitario, la dice lunga, sulla presunzione che definirsi tali, li si tenga fuori , dalle normali vicissitudini.
 

Uma | 23/04/2006 ore 16:50:00 | @

 

La "saga" dei Cappuccini è una cosa assai difficile da raccontare. Perchè, comunque, ci sono persone che ci stanno male. Ma - anche se ti ringrazio per l'attenzione gentile che appaga il mio smisurato egocentrismo - preferirei non si parlasse del mio lavoro, almeno non riferendolo a me. Ciao.
 

Roberto Puglisi | 22/04/2006 ore 17:23:00 | @

 

Sono contenta della mia città, non riesco ad andare a lavorare se non vedo il mare. Ma certi momenti ti senti veramente abbondonata da tutti, dalle persone, dalle istituzioni. Un pò da tutti. Ti verrebbe di farti giustizia da sola. A volte mi chiedo veramente che significa la parola " legalità". E i diritti chi li difende? Sembra che abbiamo solo doveri e obblighi.
 

cz | 22/04/2006 ore 12:45:00 | @

 

Ok. Roberto. Omertà. Da adesso in poi. Come non detto.
Poi mi spiegherai come si fa a parlare del tuo lavoro non riferendolo a te.
Casomai, pongo un caso generale, e faccio la vaga, capisco.
 

Uma | 22/04/2006 ore 06:43:00 | @

 

Ma perchè, Uma, tu pensi davvero che i giornali siano luoghi adatti per promuovere un dibattito? Tsk, tsk... Sulla qualità, che dirti? Nessuno è perfetto. Ciao.
 

Roberto Puglisi | 21/04/2006 ore 18:02:00 | @

 

A scanso di equivoci, vorrei aggiungere che viaggio in treno perché la bretella che collega Caltanissetta all'autostrada è una vergogna e la galleria tra Caltanissetta ed Enna è praticamente al buio...il romanticismo del viaggio in treno per la campagna dell'entroterra sicula non può far dimenticare che abbiamo un'autostrada indegna di questo nome. Prendersi il buono di qualcosa e amarlo non significa non vedere quello che non va...
 

Daniela V. | 21/04/2006 ore 12:23:00 | @

 


Ma cara Carmela,
tutti siamo nostalgici almeno un po'.
 
 

RA | 14/04/2006 ore 12:22:00 | @

 

Ieri sono stata alla presentazione del tuo nuovo libro. mi è piaciuta molto, mi sono divertita e ovviamente ho saputo cose che per l'età non avrei potuto mai conoscere. Mi auguro che non sia soltanto un libro per nostalgici ma per tutti.
 

Cz | 13/04/2006 ore 08:00:00 | @

 

Caro Roberto, non condanno la nostalgia, anzi ma vorrei che anche i ragazzi leggessero il tuo nuovo libro con lo stesso piacere e la stessa passione delle persone che ieri erano alla tua presentazione.
 

Cz | 13/04/2006 ore 00:46:00 | @

 

Caro Roberto, ho apprezzato moltissimo il pezzo "L'ultima moda, girare in tondo". Il palermitano non ha eguali nello stravolgere le regole.Ma io,preciso,attento,"pillicusu","non palermitano", come mi definiscono familiari,amici e colleghi, nelle rotatorie soffro maledettamente.Quando si parla di rotatorie racconto sempre questo episodio.Poco tempo fa sono andato in Francia con mia moglie,ho noleggiato una macchina e via verso la Normandia. Strade pianeggianti,perfette,rotatorie.Tante.Ovviamente le regole sono super rispettate. Ed io ne ho approfittato!Ma in maniera bastarda!Sono entrato in rotatoria e ho girato,girato,due,tre,quattro volte.Mia moglie ha sussurrato: "Ma che stai facendo?".La mia risposta è stata:"Ma non provi piacere a vedere gli altri automobilisti che rispettano le regole;sono fermi da un po' ma non suonano il clacson,non imprecano,non fanno il segno di "cornuto"? Fammi godere questo momento!".Dopo qualche giorno,tornato a Palermo,pensavo con nostalgia a quell'episodio.


               











 

Mauro Monterosso | 12/04/2006 ore 15:55:00 | @

 

Complimenti per il blog! Non c'è che dire sui contenuti: Roberto Alajmo ha la capacità di farti sentire protagonista di un film documentario ogni volta che parla di Sicilia. Unica pecca: non c'è la possibilità di commentare i singoli post. Provvederai? ;)
 

Maria Izzo | 12/04/2006 ore 00:11:00 | @

 

Cara Maria, per i commenti ai singoli post ci stiamo organizzando. Forse basterà un sistema più agile di consultazione di questa pagina di commenti. Quanto a Maria, grazie per la fiducia. Io mi considero un agnostico poetico, però manda pure. Ti leggerò volentieri.
 

RA | 08/04/2006 ore 19:48:00 | @

 

Caro Mauro, devi stare attento a raccontare degli aneddoti così divertenti ed esemplari a uno come me. Guarda che gli scrittori sono ladri di storie. Per te farò un'eccezione e chiederò il permesso: è bellissima, questa storia; posso rubartela?
 

RA | 08/04/2006 ore 15:23:00 | @

 

Gentile Roberto, la lettura delle prime pagine di "Palermo è una cipolla", sommata a "u 'ruppu" che mi accompagna ogni volta che riparto dalla mia città natale, mi ha ispirato una poesia. Il fatto è che io non avrei mai pensato di scriverne una. Se ti interessa, mi piacerebbe fartela leggere, visto che in qualche modo ne sei responsabile. Complimenti per il libro e auguri per l'anno che viene. Giovanna
 

Giovanna Cardella | 08/04/2006 ore 14:42:00 | @

 

come dice il saggio Tommaso: "A Palermo non solo lo stile dei momunenti è barocco. E' proprio la città che lo è".
augh!
 

lucy van pelt | 07/04/2006 ore 19:37:00 | @

 


Cara Lucy,
dì al saggio Tommaso che Palermo vuol far credere di essere barocca. In realtà nel suo intimo è una città molto asciutta.
 

RA | 07/04/2006 ore 13:38:00 | @

 

Com'è possibile commemorare Falcone e votare Cuffaro? Il governatore sarà senz'altro illibatissimo. E' innocente e lo dimostrerà, ne sono convinto. Intanto, però, è sospettato di connivenze indigeste. In una società fanaticamente sdraiata sul binario commemorativo-giustizialista, che non auspico, dovremmo preoccuparci dell'eccessiva influenza del sospetto sulle elezioni. Invece siamo all'opposto, le parole, le carte dell'accusa, le frequentazioni presunte losche sono aghi di zanzara sulla pelle dell'elefante. E neppure una persona splendida come Rita Borsellino è riuscita a invertire la rotta.
 

Roberto Puglisi | 07/04/2006 ore 12:54:00 | @

 

In riferimento a quanto detto da gabriella. Ma sai quante volte, dimentico di allegare l'indirizzo mail e tutto quello che ho scritto mi si dice 'riscrivilo'?
L'ho sempre trovata un'occasione anche per ripensare a quello che potevo avere scritto, sull'onda di un impulso. Magari per non riproporla. Magari riscrivendola, mi accorgevo, che si modificava, perché panta rei, anche io mi ero nel frattempo modificata.
A volte capisco che possa fare rabbia, che un pensiero o una comunicazione, faticosamente costruita, svanisca, perché non valida, come dici.
Ma dico, può essere un'occasione, per ipensarla, per non mandarla, o per modificarla.
Questa mia comunicazione, Gabriella, la sto infatti riiscrivendo, perché anche lei rigettata, perché l'indirizzo mail era parziale.
E' la mia seconda occasione, ovviamente alla terza abbandono.
 

Uma | 07/04/2006 ore 08:41:00 | @

 

mi sembra che ci sia un atteggiamento quanto meno impietoso nei confronti del "mezzo tecnologio". Sarà pure limitato, ma a me sembra funzionare. Quanto al sentirsi trattati da "ingoranti" perché questo "coso" non permette di scrivere in html è una pura sciocchezza. I tag html non servono per la formattazione di un testo qualsiasi, ma esclusivamente per testo compilato in HTML, e non c'è nessuna relazione con la normale formattazione (corsivo, neretto, sottolineanto, lettere accentate, sbandieramenti e altri attributi paragrafo) che offorno gli editor di testo tipo MS word ecc.

E' una mia personale sensazione, ma forse il caldo colpisce proprio quando meno te l'aspetti: magari davanti alla tastiera.

Mi pento di quello che ho appena scritto soltanto perché ritengo che RA sia un passo davanti a noi: i "pistolotti" risparmiamoceli... almeno d'estate.
 

Ruychi | 07/04/2006 ore 08:39:00 | @

 

Secondo me c'è un surplus di onanismo mentale
 

Roberto Puglisi | 06/04/2006 ore 18:06:00 | @

 

Gentilissimo,
leggendo il giornale di Sicila del 31 agosto 2006 alla pagina Spettacoli, vedo l'immaggine dell'attore L.M.Burruano amatissimo (artisticamente parlando) di mio figlio Nicolò pensi che in piccole manifestazioni si esebisce in "fofò lo verso" e "la punta" cantata-recitata dal suddetto attore.
E vedendo che debutterà su un suo romanzo, ho deciso di mettere sul motore di ricerca il suo nome-cognome, ed un link mi porta al suo blog, dove ho letto molte su quello che ha scritto.
Mi ha colpito molto:
LA GALLINA POSTDATATA
per una persona che ha dei figli anche se io sonoimpiegato e non mi posso lamentare, pensando a loro mi sono sentito senza aria, come se qualcuno avesse passato con un mezzo pesante ed avrebbe bloccato l'aria.
La preoccupazione per un figlio attualmente arruolato nell'esercito nelle truppe alpine paracadutiste a bolzano, per il fatto di queste continue guerre-fantasme e per la breve scadenza del contratto VFB1.
La preoccupazione di un figlio 13 enne per un futuro incerto che i goveni ci riservano.
MA...ma!!! con tutto ciò, io sono stato un paio d'anni fuori dalla Sicilia xchè arruolato nella M.M. delle Sicilia non ho potuto farne almeno, difendendo il mio dialetto e tutti i Siciliani.
Oggi pomeriggio mi diriggerò per qualche giono in Francia a trovare dei parenti Siciliani, anche loro costretti ad emigrare, passando da bolzano per passare qualche giono con mio figlio visto che la nostra Sicilia non riesce a trattenerli.
Mando il link di Nicolò: (copia e incolla tutto il link)

http://www.allcasting.it/xoops-2.0.9.2/html/
curriculum/scheda.php?id=1047


Mi scuso se sono stato "lungo" nello scrivere e spero che accetti questa mia riflessione.
Con Osservanza
 
 

Giuseppe | 06/04/2006 ore 06:30:00 | @

 

Sulla opportunità delle citazioni: io qui come te sono ospite di una persona che (come te) stimo moltissimo. Ergo...
 

RP | 05/04/2006 ore 22:04:00 | @

 


Visto che il tema è sentito, e nel caso qualcuno pensasse che si tratti di un tema solo siciliano, vi segnalo un bel libro dal titolo un po' bislacco: Bajani: "Mi spezzo ma non m'impiego". Lo ha pubblicato Einaudi.
Comunicazione di servizio: come fa balenare Giuseppe nel suo commento, sabato e domenica a villa Pantelleria Gigi Burruano prova a mettere in scena "E' stato il figlio". Tutti i contribuenti di questo blog che vorranno intervenire, riceveranno in cambio una pacca sulla spalla.
 

RA | 04/04/2006 ore 10:45:00 | @

 

Vedrei volentieri questo "tentativo "(ho finito recentemente di leggere il libro)! Ma la distanza è, per me, impegnativa.
Merito lo stesso la pacca sulla spalla?
Ciao a presto
 

roberta | 03/04/2006 ore 20:32:00 | @

 

Rispondo sisnteticamente a Roberto, che ha la stoffa, secondo me del giornalista d'inchiesta, ed anche un linguaggio ed una capacità evocativa poco comune.
E' vero, come dici tu, che é difficile fare giornalismo d'inchiesta sui nostri giornali.
Concordo. E' quindi scusami della mia superficialità.
 
 

Uma | 03/04/2006 ore 10:52:00 | @

 

Ma certo che puoi! Per me è un onore! Auguri a tutti!!!
 

Mauro Monterosso | 03/04/2006 ore 09:59:00 | @

 

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