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La Nuova Duna..... hahahahaha.

antonia | 30/06/2014 ore 11:12:56

 

Non sono siciliana ma ho vissuto a Palermo 30 anni. Da quello che ha scritto Roberto, da quello che sento da amici rimasti là, da quello che ho vissuto io, da quello che mi dicono gli amici stranieri che vanno lì in vacanza, posso azzardare che la Sicilia è stupenda quando la realtà gioca un ruolo minore. Mi spiego: Marina che è emigrata sogna il suo rientro in Sicilia, però c'è sempre qualcosa che non le quadra nella sua città. I turisti che vorrebbero stabilirsi in Sicilia si innamorano dell'isola quando sono in vacanza, non perché ci vanno a lavorare un paio d'anni. Io ogni tanto ho dei flashback di profumi, consistenza dell'aria, luce, sapori, amici ma ogni volta che sono tornata già dopo due giorni volevo andare via. Gli amici che sono lì sono a dir poco avviliti: loro vivono la realtà quotidiana.

antonia | 27/06/2014 ore 18:16:38

 

Quorum ego.

roberto alajmo | 26/06/2014 ore 09:29:41

 

...sempre con il solito concetto che quelli che siamo rimasti siamo degli emeriti cretini... mah...

Fiorella | 26/06/2014 ore 09:07:33 | @

 

"Quadro di Lontananza": l'Italia, direi.

Paola | 25/06/2014 ore 16:57:32

 

Eppure ci avrei scommesso anche la casa! Da figlia di emigranti, "scendo" in Sicilia tutti gli anni e sono a 43 ormai! Tutte le volte ci lascio un pezzo di cuore;tutte le volte mi dico che prima di morire ci dovrò vivere almeno per un po'. Giusto per non andarmene col rimorso.
Ma qualcosa mi trattiene sempre. E gli anni passano.
Ci sono stata a Pasqua: ci tornerò ad agosto. Poi a Natale. Non ne posso fare a meno.
Però forse cittadina di Scicli non lo sarò mai, perché c'è sempre qualcosa che non mi quadra.
Peccato.

marina | 25/06/2014 ore 13:44:59 | @

 

Quello che hai appena esposto non è un quadro di lontananza ma un quadro iperrealista.

Fara | 25/06/2014 ore 12:09:58

 

Gli americani hanno percepito la capacità di mettersi in relazione, comunque sia, col proprio passato.
Avendocelo.

roberto alajmo | 24/06/2014 ore 06:19:54

 

Ho visto, finalmente, "La Grande Bellezza". Ero un po' scettica, lo confesso, ma sono rimasta colpita. Fotografia, colonna sonora e montaggio fantastici. La "storia", beh, fa riflettere. Mi sono chiesta soprattutto, visto che l'Oscar gli è stato conferito da una giuria per lo più americana, cosa gli americani abbiano visto nel film. Cioè, il film mi sembra assolutamente romano ancor più che italiano. La convivenza fra capolavori, bellezza assoluta, storia antichissima e superficialità, degrado morale, cinismo, fra quiete spirituale e casino, la presenza della Chiesa in un certo modo pervasiva. I grandi palazzi ed i nobili oramai senza senso. L'estetismo all'eccesso. E poi quei tramonti unici. Guardando le immagini sentivo quell'aria particolare di Roma.
Davvero, cosa avranno percepito gli americani?

[LINK]

antonia | 23/06/2014 ore 11:07:09

 

@ Antonio: concorrenza al padrone di casa? Magari ne fossi capace!!

In effetti, Antonio, mette in risalto una peculiarità siciliana (e forse anche di altri luoghi del sud): chhi lavora si sente svantaggiato nei confronti di chi può andare in pensione a 40 anni o di chi lavoricchia qualche ora al giorno e amen. In effetti solo in Sicilia ho sentito dire "mischino, lavora...". Un veneto non si sognerebbe mai di essere "mischino" perché ha un lavoro. Ed anche il napoletano, comunque, Lavorare = faticare......

Tursimo: secondo me oggigiorno non può più esistere l'improvvisazione in campo turistico. Si deve sapere gestire economicamente un locale, saper scegliere l'offerta, i collaboratori, la presentazione (vedasi Cannavacciuolo in Cucine da Incubo). Il locale sciatto, il cameriere che ti versa mezza granita nel portarla al tavolo, il padrone scorbutico saranno forse "molto naturali e pittoreschi" una volta, ma due no.

antonia | 23/06/2014 ore 10:20:01

 

Ogni tipo di lavoro che ha a che fare con il rapporto diretto con un cliente non è semplice perché tutti, da clienti, pretendiamo solo perché siamo pagando. Ci lavora con il turista ha un problema in più: il turista vuole rilassarsi e divertirsi quindi qualsiasi scusa può far nascere una discussione poco piacevole, se va bene. Per questo credo che ci lavora con il turismo dovrebbe avere un pò di tatto in più

Angelo | 23/06/2014 ore 07:48:45 | @

 

Angelo...avevo premesso che la discussione su questo argomento, se affrontata, avrebbe richiesto moltissimo tempo...l’alterativa, secondo me, era solo il silenzio.

Antonia...vuoi forse fare concorrenza al padrone di casa ?!?
Non hai, comunque, assolutamente nulla di cui scusarti.

Ho il sospetto che ad alcuni quello che “sta un po’ sul cazzo” non è il turista ma proprio il lavoro...in una terra dove il lavoro è, solitamente, ottenuto per raccomandazione, dove la gente, spesso, si imbosca in un un ufficio pubblico a leggere il giornale, dove si può andare in pensione a 40, 50 anni o ottenere pensioni di invalidità non dovute, ecc...ecc... chi è costretto a lavorare realmente può finire per considerarsi un paria e covare dentro di sé una grande rabbia per non avere accesso ai “privilegi” di cui godono gli altri. Non si può, comunque, estrapolare un comportamento dall’ambito sociale, culturale in cui si produce e certi comportamenti hanno effetti a catena che si ripercuotono, anche per vie occulte e sotterranee, sull’intero corpo sociale, i compartimenti stagni non esistono. Potrebbe essere quindi questo il misterioso motivo ?

Antonio | 22/06/2014 ore 06:56:00

 

Ho fatto notare allo scorbutico gestore che c'erano altri 4 tavoli vuoti. Volevo anche avventurarmi a spiegare che un locale vuoto non attrae nessuno, un lacale pieno sì. Poi ho guardato la sua faccia bovina e ho rinunciato a questa stupida lezioncina di marketing.

roberto alajmo | 21/06/2014 ore 16:56:23

 

....hai ragione Roberto....è proprio così!!! Infatti se il turismo non funziona in Sicilia è a causa dei....siciliani!! che rabbia!!

marystone | 21/06/2014 ore 12:52:23 | @

 

Penultim'ora: Roberto, quello che riporti è avvilente. cacciare via il turista dal tavolino. Vero è che anche il contrario dà sui nervi. Qui, quando c'è il sole, tutti fuori a sedersi ai tavolini dei bar e ristoranti, e, se piove, tutti dentro nelle birrerie. Gente che sta seduta lì ore. E non è piacevole per chi arriva dopo, non trova posto e deve aspettare all'infinito. ma il cliente non si caccia mai

antonia | 21/06/2014 ore 12:49:09

 

Eh, sì, Angelo, hai ragione. Discutere davanti ad una granita al caffè con la panna, un privilegio. Ma la Sicilia è un po' lontana per ora.
Antonio, grazie per il complimento. In effetti mi considero una cantastorie moderna, racconto ricordi e realtà che mi passa sotto il naso.
Non ho risposto ai tuoi punti solo per mancanza di tempo. Scusa se ho dato priorità al ricordo

antonia | 21/06/2014 ore 12:01:33

 

Antonia e Antonio, scusate l'intromissione ma dovreste incontrarvi a quattrocchi, magari al bar, seduti davanti ad una decina di caffè. Per risolvere tutte le divergenze avete bisogno di un bel pò di tempo e se vi incontrate in Sicilia, come scrive Roberto, senza una consumazione adeguata vi fanno sloggiare dopo pochi minuti! Sconsiglio Taormina: le lancette girano più velocemente da quelle parti

Angelo | 21/06/2014 ore 08:27:17 | @

 

Antonia...io non nego un 40% (o 25% che sia) ma contesto, a monte, un’idea totalmente falsa di democrazia, la vera democrazia, te lo ripeto per l’ennesima volta, è cosa infinitamente più complessa di una semplice percentuale numerica.
Ti faccio comunque notare che tu non hai risposto ad una sola delle lunghissime e dettagliatissime obiezioni che ti ho posto, a me sembri proprio tu a voler negare caparbiamente l’evidenza... Seguendo comunque il tuo discorso tutto quello che è avvenuto con Berlusconi è, allora, il trionfo della democrazia e lui ha (aveva) perfettamente ragione quando invoca (invocava) l’immunità assoluta in quanto eletto...ti rendi conto di fare discorsi contraddittori ? Se poi non vuoi discutere più...ma, cortesemente, non mi mettere in bocca cose che non ho mai detto e non offendere la mia intelligenza.
Cosa fare ? In un paese normale, con dei politici onesti e di buon senso sarebbe non solo semplicissimo ma banale, lapalissiano. Renzi, per ora, potrebbe benissimo rimanere dove è, certo dovrebbe proprio togliersi dalla testa di farsi delle leggi per risolvere i suoi personalissimi “problemucci” ma, soprattutto, levarsi dalla testa riforme costituzionali. In tempi ragionevoli, senza frette eccessive, fare una nuova e valida legge elettorale (non un pastrocchio folle, osceno, antidemocratico, che ripropone pedissequamente le caratteristiche di una legge elettorale già giudicata incostituzionale) e poi tornare a votare per ridare legittimità democratica al parlamento, sicuramente non arrivare a fine legislatura come se tutto fosse perfettamente normale. Ti sembra campato in aria tutto questo ? A me sembra solo democratico, forse, però, per te è proprio la democrazia, in quanto tale, a essere campata in aria e con essa qualsiasi rigoroso discorso, che percepisci con fastidio e insofferenza.
Ti faccio infine notare che in un paese normale, civile, democratico, un politico con i “problemucci” di Renzi non dovrebbe neanche essere candidato, così come non avrebbe dovuto essere candidato e aver fatto il premier un politico con i “problemucci” di Berlusconi...un politico, un premier devono essere irreprensibili. L’attrazione per l’uomo forte (che tu dici di non avere...) ha come specifico e sintomatico corollario l’insostituibilità del soggetto, in democrazia le persone sono, invece, sempre, sostituibilissime.
P.S. : (off-topic) Ti faccio i complimenti per come racconti certe storie...

Antonio | 21/06/2014 ore 06:27:19

 

Renziana, non genziana. Colpa del correttore

antonia | 20/06/2014 ore 11:39:19

 

Antonio, prendi pure atto, a non sono genziana. Mi dispiace deluderti. E non sono particolarmente attratta dai "conducator". Non credo di potere discutere con qualcuno che nega l'evidenza del fatto che chi è andato a votare ha per il 40% e più preferito Renzi. E che quindi lui abbia fiducia dei cittadini.
E se si mandasse via Renzi perché illegittimo, perché il 40% è inesistente ecc.... che si fa? Vorrei sentire una proposta. Ma non campata in aria, se possibile

antonia | 20/06/2014 ore 11:24:05

 

Ieri ho visto, finalmente, in DVD, ”La mafia uccide solo d’estate”.
Io penso che questo film possa essere visto da un punto di vista “universale” (la mafia a Palermo è una cosa che ha avuto a che fare con la vita di tutti, anziani, adulti e bambini, fuori da Palermo e dalla Sicilia ha sicuramente suscitato impressione, orrore) ma anche generazionale. Cercherò di spiegarmi
Prendiamo l’episodio dell’attentato a Chinnici. Nel 1983 Pif aveva 11 anni. Mio fratello, che si è commosso nel vedere il film, ne aveva 16. Io, che ricordo benissimo quel giorno, ne avevo 27 e la mia idea sulla mafia me l’ero già fatta da anni.
Quella mattina mi ero svegliata prestissimo, come sempre in quei giorni: ero commissario di esame per il tedesco al Liceo Cannizzaro. Dovevamo essere a scuola prima delle 8 e in quelle mattine già alle 6 il caldo cominciava piano piano ad avere il sopravvento sui residui di aria più fresca della notte. Sarebbe diventato caldo da emicrania man mano che le ore passavano, lo sapevo, era una tortura per me, ma inevitabile. Dovevo fare la strada a piedi, una mezz’oretta, di parcheggiare non se ne parlava: era pesante soprattutto il ritorno, con il caldo “conclamato” e con le ora di lavoro in quelle aule vuote e fredde solo all’apparenza, in effetti pervase da un’aria appiccicosa e afosa.
Avevo già fatto un pezzo di strada quando c’era stato il boato, il fumo, il chiasso degli allarmi. Poi un silenzio strano, di quelli che precedono una crisi isterica. Poco dopo, sirene, confusione. Volevo andare a vedere ma non potevo, sarei arrivata in ritardo a scuola. Un solo pensiero, quello che ho sempre quando vedo incidenti, quando sento di terremoti: che non ci siano vittime. Mano a mano che procedevo, il traffico aumentava, ricordo di avere avuto la percezione chiara di un caos in aumento veloce.
A scuola la notizia arrivò con la radio: tutti si chiedevano cosa fosse successo, fino a che il bidello ci informò. Ricordo esattamente il presidente della commissione, un palermitano che viveva da tanti anni a Milano, diventare cadaverico, nervoso, sbattere i pugni sui banchi aggirandosi come una belva in gabbia. Imprecando contro la sua città natale.
Eppure la nostra vita scorreva, parallela, in un certo senso, a quei fatti che ci colpivano, ci indignavano ma poi sembrava che tutto tornasse come prima. Io ho sempre sinceramente detestato quella borghesia palermitana che vagava fra baretti, capanne, villini e negozi del centro e che non voleva vedere, non voleva sapere. E che era infastidita dalle sirene delle scorte. Come nel film, davvero qualcuno proponeva di mettere tutti i giudici a vivere in un posto fuori dalla città, tutti insieme, “ma per la sicurezza looooooro”, per carità. Ipocrisia pezzente.
Amici rimasti a Palermo mi dicono che questi atteggiamenti ci sono ancora. Purtroppo

antonia | 20/06/2014 ore 11:18:22

 

1) 4 agosto 2011, condanna in primo grado per danno erariale della Corte dei conti della Toscana. Un articolo della nuova legge Madia sulla P.A. è fatto apposta per cancellare un simile “problemuccio”. C’è ben di più che lo sgambetto a Letta, stiamo parlando di processi e di leggi “ad personam”. Per esempio...
2) Effettivamente è facilissimo guarire dal cancro, basta un po’ di buona volontà e tutto è risolto...scusa, dici seriamente o stai scherzando ? Darsi da fare dove ? Nel PD che è, oramai, una rocca inespugnabile ? Nei 5 stelle ? Che ancora non sono neanche riuscito a capire cosa sono e si alleano, intanto, a Farage ? Credi forse che, anche volesse, un emerito signor nessuno possa arrivare in un partito italiano e sperare di poter, anche solo, dire una sillaba ? Credi forse che sia legittimo pretendere da un cittadino un impegno politico a tempo pieno che potrebbe non avere il tempo, le condizioni, le capacità di portare avanti ? Dovrebbe essere la politica attiva, in una società sana, a fornire proposte convincenti che il cittadino vota. È pura follia, comunque e in ogni caso, pensare a un impegno a tempo pieno nella politica di 50 milioni di persone. Ti ripeto soprattutto, che, a prescindere da qualsiasi percentuale, la democrazia non è un becero “la maggioranza fa quello che vuole” ma un sistema difficile, complesso, articolato, regolato a monte, che si regge su delicatissimi equilibri e contrappesi, se non ti piacciono le cose difficili, complesse, articolate, delicate, se ti danno fastidio le regole, non può piacerti, semplicemente e banalmente, una cosa come la democrazia.
3) La gente, il mondo sono assolutamente identici a quelli del tempo di Hitler e Mussolini, non mi risulta che siano intanto emerse mutazioni genetiche nella specie umana.
4) Assimilare un parlamentare a un diplomatico è un assurdo totale, secondo me dovresti rileggere attentamente l’articolo 67, le regole costituzionali sono, solo ed esclusivamente, queste. Mineo non ha trasgredito a nessuna regola, le uniche cose che gli si possono imputare sono una battuta infelice e una non perfetta coerenza (ma quest’ultima cosa riguarda lo stare in un partito in sé non autenticamente democratico... e non parliamo neanche di sinistra...). Ci piove, eccome ! È il diluvio. Fa rotolare per terra dalle risate, comunque, nella sua drammaticità, che una fondamentale riforma costituzionale attuata, come ti ho già fatto, dettagliatamente, notare, in condizioni già assolutamente improponibili, sia talmente risicata da reggersi su un solo voto di scarto.
5) Prendo atto che hai una grandissima attrazione per “l’uomo della provvidenza”, per il cesarismo (che è dittatura)... è assolutamente inutile che tu ti nasconda dietro a un dito, ti assicuro che, dall’esterno, si vede benissimo.
6) Il mondo va avanti ? La storia insegna che, a volte, andare avanti significa precipitare in un baratro...non basta, nel modo più assoluto e categorico, andare avanti, bisogna vedere come si va avanti e verso dove.

Antonio | 20/06/2014 ore 07:49:10

 

Penultim'ora: prima comunque bisognerebbe prendere il mostro giusto e almeno assicurarsi che sia tale prima di darlo in pasto alla folla inferocita. Che barbarie, che casino.

In Inghilterra mi pare che in questi casi si possano solo pubblicare disegni neon foto

antonia | 19/06/2014 ore 13:15:09

 

L'unica cosa disonesta che Renzi ha fatto, mi pare, sia stato lo "sgambetto" a Letta. Non dico che è onesto perché intorno ha dei disonesti.
Sulle persone che si astengono ho la mia opinione. Tu hai diritto di voto, se non lo esprimi ti devi adeguare a quello che decidono quelli che hanno votato. E se non vuoi essere soggetto passivo che guarda, vaglia e decide che nulla va bene, allora datti da fare in associazioni, partiti, per fare sentire la tua voce e fare sì che le cose cambino. Lasciamo perdere Hitler e Mussolini. La realtà era diversa, la gente pure, il mondo pure.
Certo che i parlamentari non sono burattini . Ma ognuno ha il diritto di esprimere le sue opinioni, le sue idee nel giusto luogo. Immagina un ambasciatore italiano che va ad una riunione internazionale a dire che l'Italia è un posto che fa schifo, pieno di ladri, ecc. Magari lo pensa ma non è quella la sede per esprimere il suo pensiero individuale. Lui rappresenta l'Italia in quel contesto, non se stesso. Lo stesso vale per Mineo: nella commissione rappresentava il PD, non se stesso. Ha agito scorrettamente. Cosa si doveva fare? Bloccare tutto ed aspettare che il sen. Mineo discutesse ad libitum nella speranza che si convincesse della linea del partito? In quella sede? Comunque, in questo caso, chi ha ignorato le regole è stato Mineo. Non ci piove.
Secondo me, Renzi, con tutti i suoi difetti e provvedimenti su cui c'è da discutere, è come un mestolo che si è infilato in una pentola di minestrone che sobbolliva stancamente. E chiaramente provoca degli effetti. Ma se è vero, ripeto, se è vero che anche Letta era in qualche modo coinvolto nel caso delle tangenti MOSE, beh, ben venga il mestolo, allora.
Se poi il 40% dei voti (rispettiamo quelli che si sono espressi, per favore) sono inesistenti, allora state pure nel minestrone a sobbollire, intanto il mondo va avanti . Alcuni treni, se si perdono, non si riprendono più.
Pure nel calcio non funziona più: addio passaggini e tiki-taka. Si corre

antonia | 19/06/2014 ore 11:57:47

 

Antonia, il mio post era solo una riflessione nata dalla lettura di altri commenti in cui si chiedeva se determinati comportamenti fossero di sinistra e in cui, tu stessa, esprimevi la tua personale, opinabile visione della democrazia e della libertà di pensiero. Comunque...
1) Renzi non è più disonesto di chi lo circonda ? Quindi se tu sei circondata da ladri e rubi, ti consoli pensando che lo fanno pure tutti quelli che ti circondano ? Scusa, che razza di discorso è ? L’onestà si valuta in assoluto.
2) Saprai che Hitler aveva un consenso plebiscitario, saprai che Mussolini aveva un grandissimo seguito...far diventare “democrazia” il concetto : “la maggioranza fa quello che vuole” è, semplicemente, dittatura, non democrazia.
3) Chi non è andato a votare, forse, l’ha fatto perché non ha trovato convincente nessuna proposta, liquidarli con un “peggio per loro”, non è democrazia, è democrazia invece porsi, seriamente, il problema ma, soprattutto non auto attribuirsi un, inesistente, 40%.
4) Renzi non l’ha eletto nessuno, l’attuale parlamento è stato dichiarato illegittimo, l’attuale maggioranza non è valida perché eletta con una legge dichiarata incostituzionale, in un’elezione europea (che lo stesso Renzi aveva dichiarato totalmente scissa dalla situazione politica italiana) prende il 25% (perché è questa la verità)... e in queste perfette condizioni, questo signore, vuole stravolgere con un atto di forza, con un atto di parte, la costituzione, cioè le stesse fondamenta, la struttura portante della nostra democrazia ? Il trionfo della democrazia, non c’è che dire...
5) Esiste l’articolo 67 della costituzione, i parlamentari non sono burattini agl’ordini del ducetto di turno, le regole sono queste non quelle che Renzi si inventa, non è democrazia ignorare (a propria convenienza) le regole.
6) Effettivamente ciò di cui ha più bisogno oggi l’Italia è l’abolizione del senato per sostituirlo con una mostruosità antidemocratica e una nuova, assurda, folle legge elettorale, altrettanto antidemocratica, concordata con un noto pregiudicato...Se Renzi riuscirà a fare quello che vuole fare l’unica cosa certa che otterrà sarà distruggere quel poco di democrazia che ancora c’è in Italia...contenta tu...io sicuramente no.

Antonio | 19/06/2014 ore 07:51:32

 

Mi ha colpito un'immagine di riempimento ripresa da un tg. Un uomo guardava la villa del delitto attraverso una recinzione. Poi mi è scattata un'associazione di idee che non riesco a levarmi dalla testa: quando i notiziari del traffico parlano di incidente su una carreggiata e di file per curiosi sull'altra carreggiata.

yorick | 18/06/2014 ore 19:54:47 | @

 

In verità è assai difficile guardarsi allo specchio in piena luce

fara | 18/06/2014 ore 12:30:57

 

Ripeto, secondo me c'è un tempo per discutere ed un tempo per agire.
Di disonesto in Renzi non ci vedo molto, almeno in confronto a quelli che lo attorniano. Esatto significato di certi termini, Antonio. Tipo? Democrazia= governo del popolo. Se il popolo (quello che è andato a votare, il resto, se non ci va, peggio per lui) ripone fiducia in una persona, nella sua linea, nel suo modo di agire, nel suo programma, questa persona è autorizzata ad andare avanti con il mandato del popolo. Chi non è d'accordo può dissentire, discutere, fare sentire le proprie ragioni ma non deve, all'interno delle regole parlamentari, fare pesare in maniera sproporzionata il suo pensiero e bloccare il cammino delle riforme che la gente vuole. In Commissione Mineo rappresentava il PD, non se stesso. Se non se la sentiva di rappresentare la linea del suo partito in quella sede doveva dimettersi e fare spazio a chi invece poteva ricoprire meglio quel ruolo. E poi votare contro in aula. Nessuno lo priva di nessuna libertà. Ma la sinistra, o quello che resta, a forza di discussioni&distinguo e accoltellamenti alle spalle ci ha già regalato il ventennio berlusconiano. Dobbiamo continuare così? Bersani era più a sinistra. Quanti voti ha preso? Renzi lo è meno, quanti voti ha preso? La lista Tsipras e quella Ingroia prima eranodavvero a sinistra. Quanti voti hanno preso? E nella lista Tsipras hanno iniziato subito a litigare fra di loro. L'Italia non è un paese di sinistra. Non è un posto dove si possa fare la rivoluzione cubana. E' un dato di fatto. Quindi ora il PD può essere forte del suo risultato, FI annaspa e pure i 5S si sono dovuti arrendere alla necessita di dialogo. E' ora di utilizzare questo vantaggio nel migliore dei modi, non di fare troppa filosofia e soprattutto di fare azioni sbagliate nel luogo sbagliato.

antonia | 18/06/2014 ore 10:38:14

 

Secondo me il PD (e Renzi in particolare) non solo non hanno assolutamente nulla di sinistra ma neanche di autenticamente democratico e neppure di onesto...
Forse, per chi è interessato, per chi non la considera un’inutile, stupida perdita di tempo, sarebbe il caso, prima di tutto, di mettersi d’accordo sull’esatto significato di certi termini; mi sembra che oggi ognuno tenda ad accaparrarsi certe parole, in quanto lusinghiere, attribuendogli però significati arbitrari a proprio insindacabile giudizio e a propria personale convenienza, questo però rende totalmente impossibile la comunicazione, sommamente inutile qualsiasi tipo e genere di discussione. Se quindi non perdiamo molto tempo a ridiscutere, fino in fondo, i parametri fondamentali che ognuno si tenga la sua personale idea di democrazia, di sinistra, di libertà, di progresso, ecc...ecc...e buona notte al secchio.

Antonio | 18/06/2014 ore 04:37:23

 

ho citato Annah Arendt perché non avrebbe avuto significato citare me stessa o riportare un mio pensiero . Anche se la pensiamo allo stesso modo

fara | 18/06/2014 ore 00:51:42

 

A proposito di efferatezze : Annah Arendt, nel suo libro "La banalità del male" 51 anni fa ha scritto: "Quel che ora penso veramente è che il male non è mai 'radicale', ma soltanto estremo, e che non possegga né profondità né una dimensione demoniaca. Esso può invadere e devastare il mondo intero, perché si espande sulla superficie come un fungo. Esso 'sfida' come ho detto, il pensiero, perché il pensiero cerca di raggiungere la profondità, di andare alle radici, e nel momento in cui cerca il male, è frustrato perché non trova nulla. Questa è la sua 'banalità'. Solo il bene è profondo e può essere radicale".
La Harendt fece queste considerazioni assistendo al processo contro il gerarca nazista Adolf Eichmann. Cercare di non essere banali e prevedibili, di fronte a certe tragedie, forse è il modo giusto per onorare le vittime e rispettare il dolore dei loro cari. E anche per non sprecare il nostro legittimo orrore.

fara | 18/06/2014 ore 00:43:59

 

La mia risposta a Fara:
No! Chi non ha sufficiente autorevolezza spesso deve ricorrere ad un po' di arroganza. Però a volte il decisionismo viene visto da molti come arroganza. Chi è decisionista deve un po' sgombrarsi la strada da chi invece tergiversa. E spesso con la pazienza e la calma non è possibile.

antonia | 17/06/2014 ore 19:31:14

 

Una domanda da chi sempre chiede risposte. Secondo voi , decisionismo e arroganza sono sinonimi?

fara | 17/06/2014 ore 17:44:13

 

È vero. Forse mai. Erano due enunciati distinti, ma non mi sono spiegata bene. Volevo mettere insieme due diversi comportamenti e per ognuno di essi chiedermi se fossero queste cose di sx.

Gilda | 17/06/2014 ore 17:02:01

 

A proposito del Pd, cara Gilda.
Guarda che di recente a far morire un governo Pd è stato il nuovo segretario Pd, mica gli intellettuali boriosi...

roberto alajmo | 17/06/2014 ore 16:11:16

 

"come è fatta la testa di un triplice omicida è una vertigine, per quanto somiglia a quella di ciascuno di noi." Dici bene, Roberto, è questo il punto ed è questo che ci fa paura (paura di noi stessi, che si tramuta in rabbia). Sono propensa anch'io a pensare che l'uomo in questione fosse molto dissociato, quelle dissociazioni lucide che non impediscono di comportarsi da "apparentemente normale", ma che ti fanno vivere come proiettato in un personaggio "altro da te".

Gilda | 17/06/2014 ore 09:46:12

 

Si continua da più parti ad urlare che il PD non fa cose di sx. Ma davvero pensiamo che l'esaltazione individualistica delle virgole della proprie idee di intellettuali illuminati che non si mescolano con il popolo bue e cioè con la collettività sia cosa di sinistra? Lo sport di far saltare governi appena nati è di sx?

Gilda | 17/06/2014 ore 09:32:19

 

Alle feste dell'Unità "Zappa sui Piedi" era uno dei divertimenti più gettonati.

roberto alajmo | 17/06/2014 ore 08:57:53

 

....come può il PD..darsi continuamente la...zappa sui piedi? come si va avanti così? ...e l'opposizione..sbava!!!

marystone | 16/06/2014 ore 21:05:54 | @

 

Questa "vicenda Mineo" mi ha fatto ricordare i tempi del liceo/università, delle Assemblee, delle occupazioni.
Si discuteva, ci si sgolava, si creavano gruppetti che poi si scioglievano per ricrearne altri e alla fine, esausti, si arrivava ad una base di intesa comune e ad un'idea di azione. E lì arrivava il personaggio (di solito iscritto a Filosofia) che diceva: "Mah, veramente bisognerebbe capire bene il concetto..... e bla bla boa" Manco a farlo apposta, Corradino Mineo è laureato in Filosofia

antonia | 16/06/2014 ore 18:56:17

 

Il mio problema è capire se quello che Renzi propone ha qualcosa di sinistra o di sinistro. Ma io, ormai, posso solo stare a guardare

fara | 16/06/2014 ore 18:01:47

 

Il problema è, come diceva Enzo Sellerio, che in Italia la Destra è sinistra, e la Sinistra è maldestra.

roberto alajmo | 16/06/2014 ore 14:31:39

 

Penultim'ora: Malo chiffare davvero.

Secondo me le persone come Mineo e i suoi sostenitori pensano che democrazia e libertà di pensiero sia uguale a discussioni infinite sul pelo nell'uovo+ sesso degli angeli. E' un bel po che si discute di questa benedetta riforma del senato. I poteri di forza in Parlamento sono quelli che sono. Il voto delle europee al PD di Renzi ha indicato chiaramente che si deve andare avanti, che bisogna darsi una smossa. Sulla base di questi due fattori, l'azione di Mineo è davvero fuori logica.

antonia | 16/06/2014 ore 13:39:33

 

Secondo me il problema è che la vita da tanti viene vista come una specie di fiction. E si cerca sempre di emulare personaggi che possono essere Qualcuno nel contesto in cui si vive. Nel mio contesto una persona "faro" può essere uno scrittore, un musicista. Nel contesto di uno che vive a Scampia, allo Zen, a Quarto Oggiaro chi può essere, oltre al calciatore, la velina? Genny! E' questo che temo

antonia | 11/06/2014 ore 18:37:42

 

E' una questione molto vexata, cara Antonia.
Non mi ricordo chi diceva che la miglior fiction sulla mafia (in senso ampio) è il "Salvatore Giuliano" di Rosi, dove ogni possibile identificazione nel personaggio negativo è scongiurata dal fatto che il protagonista è sempre inquadrato di spalle, o in lontananza.

roberto alajmo | 11/06/2014 ore 17:34:22

 

Non sono d'accordo con Saviano. Non è un problema di non essere usciti dal cinema di Nocera Inferiore. Io non sono fra quelli che pensano che la serie diffami l'Italia (ci diffamiamo abbastanza con cose vere anche senza i film tv) ma non sono assolutamente d'accordo con la frase: " L'accusa più elementare di solito riguarda l'empatia, l'immedesimazione con personaggi negativi. "I ragazzi - dicono i critici severi - che guarderanno la serie emuleranno le loro gesta". Ma non è vero: l'immedesimazione non avviene con la realtà, ma con una sua rappresentazione. Non c'è nulla di male. È proprio questo il meccanismo narrativo che faceva scattare la catarsi, la purificazione, nel teatro elisabettiano e prima ancora in quello greco. Comprendere il male per riconoscerlo, per conoscerlo. "
Invece secondo me nei quartieri abbandonati delle grandi città, ovunque, ci saranno molti che in questi personaggi negativi vedranno un riferimento. Succede già, d'altronde. Ma le cose viste in tv, più ancora che al cinema, specie se ti costringono a seguire volta dopo volta, puntata dopo puntata, ti fanno affezionare ai personaggi, "sdoganano" anche i comportamenti negativi.
Io non ho visto tutte le puntate. Due all'inizio, poi fase di repulsione totale e poi ho visto le ultime. Fatto benissimo, tecnicamente, attori molto bravi, sicuramente. Forse mi ha attratto il voler vedere cosa succede dietro quei palazzi di periferia, uguali a Napoli, Palermo, Milano, Bari.... luoghi che sono nello spazio geografico della città in cui ho vissuto ma che non ho mai visto troppo da vicino, con vite che sono anni luce dalla mia ma che nello stesso tempo fanno parte della stessa realtà. Io me la ricordo la strage di via Lazio, a Palermo, abitavo lì. Ricordo anche persone che conoscevo (dal proprietario del supermercato al funzionario della Regione) e che poi vedevo ammazzate in mezzo alla strada. Ricordo il negozio dei fratelli Buscetta dove ero andata a comprare uno specchio e che qualche giorno dopo era diventato il luogo di una strage.
Adesso si sta osannando la serie per via del successo avuto. Stamattina al TG Sky già la giornalista raccontava da Napoli di ragazzini che avevano riconosciuto gli attori che interpretavano la parte di Ciro e Genny e volevano fare delle foto con loro, chiamandoli con i nomi dei personaggi della serie. Processo di identificazione ed adulazione già iniziato. E a quanto pare ci sarà una serie 2

[LINK]

antonia | 11/06/2014 ore 16:23:56

 

Sì, concordo, tutto sommato. La bruttezza deriva in certi casi anche dalla pretesa di impegno pedagogico.

roberto alajmo | 11/06/2014 ore 06:43:13

 

Mi permetto di dissentire su un termine che lei usa...il problema di certa “arte”, secondo me, non è minimamente la bruttezza...in arte la bruttezza, la sgradevolezza hanno una straordinaria, esplosiva potenza, una potenza che ferisce, lacera, dilania...magari fossero brutte certe opere, brutte come, per esempio, le opere di Matthias Grünewald o di Hieronymus Bosch o di Francisco Goya o di Edvard Munch o di Egon Schiele o di Lucian Freud, ecc...ecc...io, per certe opere, parlerei, piuttosto, di un inconsapevole, vuoto, inoffensivo, infimo, squallido kitsch...la buona volontà, le buone intenzioni, poi, valgono meno di nulla in arte...ognuno sarà libero di esprimersi come preferisce, però si autodefinisce anche da come si esprime.

Antonio | 11/06/2014 ore 05:23:33

 

Infatti, Roberto, sono d'accordo. Dicevo educazione per questo e perché quell'iniziativa, preceduta e seguita da interventi di approfondimento, aveva lasciato un segno significativo su quei ragazzi che ora sono intorno ai 40 e, alcuni dei quali, vedo molto attivi in schieramenti politici diversi, ma accomunati da una gran voglia di pulizia.

Gilda | 10/06/2014 ore 20:17:48

 

Ascoltando il discorso di Borsellino colpisce la linearità del ragionamento. Basta ascoltare per capire, capire tutto.
Si tratta solo di voler capire.

roberto alajmo | 10/06/2014 ore 18:50:18

 

Grazie, Roberto.
Lo so che voi siete preoccupati per le vostre realtà, ma le mafie sono ovunque, ormai. Hanno la laurea e la cravatta e penso che per sconfiggerle occorra allargare lo sguardo.
In questi giorni, visto il risultato elettorale della mia città, mi chiedo quanto conti l'educazione. Aggiungo un link riferito ad un discorso di Borsellino agli studenti della mia città.
[LINK]

Gilda | 10/06/2014 ore 11:12:12

 

Non era il tuo tablet...
Bentornata, Gilda.

roberto alajmo | 10/06/2014 ore 05:23:37

 

Non capisco se è il mio tablet che non funziona o se davvero i commenti sono fermi a fine maggio. In tal caso vi informo che in Veneto sta succedendo il finimondo. Siamo paralizzati da ciò che sta venendo alla luce. In particolare su Orsoni. Molti veneziani non ci credono. Intanto a Padova, dopo anni di amministrazione di sinistra, ha vinto un sindaco leghista. La mia città invece, Bassano del Grappa, per anni terra bianca si è spostata, rispetto alle precedenti comunali che hanno inaugurato il "cambio di verso", un po' più a sinistra. Ha vinto un sindaco decisamente PD con una percentuale schiacciante 58,37%. Sconvolgente. Non sembra, eppur si muove.

Gilda | 09/06/2014 ore 21:27:02

 

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