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A proposito di secchiate d'acqua fredda, fatevi , facciamoci, una doccia fredda senza donazione. Solo per rinfrescarvi , rinfrescarci, il cervello.

fara | 30/08/2014 ore 11:08:32

 

Gli scavi continuano. Ogni tanto si scopre un resto archeologico, e lo scavo si ferma.
La realizzazione del Grande Collasso italiano è continuamente rinviata a causa di questi ritrovamenti.

roberto alajmo | 30/08/2014 ore 07:52:06

 

Ancora RA? Il fondo mi pare che lo abbiamo toccato da un pezzo. Adesso stiamo scavando

fara | 29/08/2014 ore 11:34:16

 

Prima però bisogna toccare il fondo.

roberto alajmo | 27/08/2014 ore 13:26:45

 

Penultim'ora molto pertinente e veritiero. La speranza è che presto tutti i precari possano permettersi il lusso di mordere la mano di chi gli ha fatto vivere una vita lavorativa a tempo determinato.

Lello | 26/08/2014 ore 16:27:28

 

Come trovata di marketing è senz'altro perfetta. Ma una catena di Sant'Antonio è una catena di Sant'Antonio, e tutte le catene di Sant'Antonio appartengono alla categoria delle seccature.
Per il resto sono perfettamente d'accordo con te.

roberto alajmo | 25/08/2014 ore 12:49:28

 

VirAlità, non virilità. Correttore automatico!!! ###!!!

antonia | 25/08/2014 ore 11:19:17

 

Roberto, io comprendo il tuo timore ad essere "nominato" e a gettarti una secchiate d'acqua gelata in testa.
Però, a proposito di questa iniziativa, vorrei dire qualche cosa: io penso che sia stata una trovata non male, innanzitutto perché si è propagata a livello mondiale ed ha fatto leva sulla "virilità" dei video, specie per quanto riguarda i vip, per fare conoscere una malattia gravissima. Credo che se anche il 10% di quelli che hanno guardato i video, ne hanno sentito parlare, sono andati a cercare notizie sulla malattia e magari hanno deciso di donare denaro o di impegnarsi per aiutare i malati e le famiglie, è già un successo. Sui social network, sulla stampa, tanti hanno ribadito "non è così che si risolve...." e mi sembra sinceramente un commento borbottone e pure scemo perché credo che nessuno abbia pensato che questa iniziativa risolvesse il problema di una malattia. magari fosse possibile! Altri hanno proclamato con aria sdegnata che in questo modo si ridicolizzava la malattia. Non mi pare proprio. E ritengo che una secchiata di Gates o di Schweinsteiger abbiano dato più visibilità alla malattia di tanti volantinaggi o convegni riservati a pochi. Noi possiamo aiutare la ricerca, donando fondi. Alcuni hanno anche detto che i fondi derivanti da questa pagliacciata dovrebbero essere rifiutati, che ci vogliono soldi pubblici e basta. Con l'aria che tira non mi sembra un ragionamento tanto giusto. 1+1+1+1.... bisogna mettere tutto assieme. Piuttosto si chieda un controllo stretto sui fondi.
Se poi l'iniziativa, specie in Italia, è diventata una stupidata, beh, le stupidate le creano gli stupidi.

antonia | 25/08/2014 ore 11:18:09

 


Fraintendritricie perdonata !!

PS. Rispondi cosi riempiamo le pagine agostine ....

:-)

gippe | 20/08/2014 ore 14:18:26

 

Ah!
Perdona il fraintendimento :-)
Un saluto :-)

Eliana | 20/08/2014 ore 13:52:47

 

Disguido .....

Non era tua la reazione 'ambigua e contraddittoria' ; mi riferivo al rapporto fra Italiani e Francesi, sempre all'insegna del

'je t'aime, moi non plus ....'

[LINK]

Statti bene

Gippe | 20/08/2014 ore 12:52:50

 

Scusa Gippe,
ma quale reazione...? Quello citato è solo il verso di una canzone di Paolo Conte che mi ha sempre fatto sorridere. Non capisco in cosa io sia stata ambigua o contraddittoria.
Se ti ritrovi un ritaglio di tempo, potresti spiegarmelo per favore?

Eliana | 20/08/2014 ore 11:19:21

 

E niente caffé per il signor

free_viagra

che si interpone, con subdolo tempismo, al mio post.

gippe | 19/08/2014 ore 18:52:18

 

Cara Eliana, ho appena visto la tua reazione a proposito del mio post sui rapporti franco-italiani e il Tour de France.

Che poi é una reazione, come al solito, ambigua e contraddittoria.

Il mese scorso per esempio mi trovava a Nancy, e sulle mura di un palazzo intorno alla Place Stanislas (una delle piazze piu' belle ...) giganteggiava una mostra di foto sul Tour de France .... e, piu' della mettà di queste imponenti foto in bianco e nero, erano a gloria di Coppi e Bartali e non di Bobet e Anquetil.

Comme quoi !!!

E sempre a proposito di Francia e Tour de France, se hai tempo e voglia, ti consiglio di frugare negli archivi di questo venerabile sito (29/07/2011) e troverai ... un'altra mia idea a proposito di questi rapporti.

Bien à vous tous ...

Gippe | 19/08/2014 ore 10:01:05

 

Caffé pagato per Vito!

roberto alajmo | 17/08/2014 ore 17:18:46

 

Ho terminato di leggere il libro di Roberto Alajmo "L'arte di annacarsi - Un viaggio in Sicilia".
Leggere un libro è come entrare nella mente di qualcuno. Consiglio la lettura di questo libro perché Roberto Alajmo riesce a descrivere e raccontare luoghi di Sicilia come un raccontastorie d'altri tempi più che come letterato. Alterna rilievi di realtà siciliana a proprie analisi e riflessioni di storia della Sicilia e di sicilianitá. Se non vi capita di leggere l'indice, nell'immeggervi nella lettura, nell'apprendere o nel rivivere le storie e le analisi dei luoghi descritti, vi capiterà di chiedervi: chissà se descriverà il mio luogo natio. Perché il luogo natio per ognuno di noi, è l'ombelico del mondo! Riteniamo abbia storie e avvenimenti unici che andrebbero raccontati. Alla fine, chi ha trovato citato il proprio, compara, chi non lo ha trovato citato conclude: chissà se Roberto Alajmo proseguirà il suo "un viaggio in Sicilia" e magari racconterà del mio luogo natio. Un libro da aggiungere a quelli che "parlano" della Sicilia.

vito passantino | 17/08/2014 ore 11:24:48 | @

 

Considerato il fatto che non l'ho mai frequentato?

fara | 16/08/2014 ore 19:36:04

 

Ma! Non capisco, quando muore una persona pubblica può dispiacermi o non dispiacermi in base al suo operato pubblico. Film o teatro che mi sono più o meno piaciuti, leggi che ho più o meno condiviso, edifici che mi sono più o meno piaciuti e tanto altro. Ma entrare nel suo privato, perché?

fara | 16/08/2014 ore 19:34:48

 

Sulla pagina facebook di un nostro comune amico giornalista, tuo omonimo, ho avuto una discussione con una signora che sosteneva che, se fosse stato confermato il modo in cui Williams e' morto, lei avrebbe ridimensionato il suo dispiacere. Perche' di depressione "una persona che dalla vita ha avuto molto NON può e NON deve soffrirne. Deve essere di esempio verso coloro che sono meno sfortunati. Aiutarli." Minchiate si puo' scrivere o mi spuntano gli asterischi come nel vecchio sito? La depressione e' una malattia, sarebbe come dire che uno che ha avuto tanto dalla vita non si puo' far venire il cancro.

Daniela | 16/08/2014 ore 13:11:55

 

Su Fb ho letto tante nefandezze su Robin Williams.
Una in particolare, scritta da Mauro Casciari delle Iene, mi è sembrata davvero fuori luogo.
Williams è stato un attore unico e straordinario, ma fuori dal set probabilmente era un uomo pieno di problemi.
Noi essere comuni non uscivamo il sabato sera con lui, ecco perché lo giudichiamo soltanto dal punto di vista artistico.
Alla faccia di Mauro Casciari, la scomparsa di Williams mi rende triste anche se lui stava " a 12 ore di volo da casa mia ".

Lello | 16/08/2014 ore 12:11:04

 

Diciamo pure che la verità ad ogni costo fa male e può costare troppo. Come cantava Caterina Caselli

fara | 16/08/2014 ore 08:16:06

 

Fra tante minchiate, leggo persino di qualcuno che giudica vile chi si toglie la vita.
Gente che pensa a una dimensione.

roberto alajmo | 15/08/2014 ore 22:19:53

 

Delusione.
Provo un forte senso di delusione quando una persona si toglie la vita. Maggiormente se la persona è personaggio.
Ho anche una mia asurda classifica dei vip che mi hanno abbandonato.
Primo fra tutti P.S.Hoffman.
La differenza tra la morte di una persona e un personaggio è che la tendenza sia quella di credere che la loro vita sia come ci viene mostrata dallo schermo.
Evidentemente non è proprio così.
Mi piace pensare che Babbo Natale sia Dio o viceversa, anche se non ci credo. Ma ci aggrappo perché mi fa comodo.
Spero che non cominci a bere e ad autodistruggersi pure lui.

marina | 15/08/2014 ore 11:44:26 | @

 

Ed Eliana finisce in Chi legge, chi scrive...

Daniela | 14/08/2014 ore 11:11:18

 

Questo è un altro aspetto, cara Eliana. Io pure proiettavo me stesso in diverse interpretazioni di Robin Williams.
Le due ipotesi, mia e tua, non sono in concorrenza.

roberto alajmo | 14/08/2014 ore 06:11:25

 

*INTUII, scusate.

Eliana | 13/08/2014 ore 12:11:59

 

La morte di Robin Williams mi ha lasciata annichilita... E non credo sia per via dell'effetto "filo di terra su cui scaricare la tensione", ma per ciò che questo attore ha rappresentato. È come se fosse morto l'eroe delle mie fiabe preferite... Ho provato lo stesso disincanto quando, per la prima volta, intuì che Babbo Natale erano in realtà mamma e papà... Ho perso un altro pezzettino di fanciullezza.
Ingenuamente e molto romanticamemte, ho sempre pensato che Robin Williams avesse le qualità dei suoi personaggi… Forte, spiritoso, anticonformista, perennemente sorridente... In realtà la magia del cinema mi ha gabbata: Williams era un interprete straordinario e un uomo comune, con i difetti e le debolezze di ognuno di noi.
Ora lo so, ma sarebbe stato bello poter continuare a credere che Peter Pan/Banny e il professor Keating esistessero veramente.

Eliana | 13/08/2014 ore 12:09:20

 

Ti ringrazio Roberto. Approfondirò l'argomento con tomi sulla cucina abbruzzese. Così saprò che farci con tutto quel pane secco che conservo via via per darlo alle nutrie del Bisenzio.

marina | 05/08/2014 ore 19:57:30 | @

 

Benvenuta, Marina.
Ti segnalo, a proposito del vivere con semplicità: la voluttà del cucinare i resti di cucina.

roberto alajmo | 05/08/2014 ore 07:51:18

 

a proposito di rivolte.
caro Roberto, se fossi nata nel '21 ti assicuro che avrei fatto la partigiana o la staffetta partigiana.
dal ' 71 in poi invece mi ritrovo in un mondo i cui ideali sono stati sostituiti da oggetti e ti assicuro che per me è difficile ogni giorno cercare di convincere mio figlio a fare a meno di qualcosa. ho la fortuna di essere figlia di siciliani che la guerra l'hanno sì sfiorata ma che hanno sempre vissuto in modo semplice.
io faccio altrettanto. le ultime novità non so neanche cosa siano: non mi interessano. mi interessano le cose utili che funzionano. sono cose. le faccio durare fino all'osso. fino all'ultimo ingranaggio.
non mi serve? non la compro.
vecchi ideali, sani principi, ecc...
tranne che per 2 cose: non credo e non ho il senso per la patria. l'amor patrio: non mi interessa o meglio, non darei la vita per l'Italia, non rischierei per combattere e soprattutto non metterei a rischio la vita e la libertà di mio figlio, mandandolo in piazza col sasso in mano.
l'ho pensato tante volte <ci fosse una sana guerra...!> ma a conti fatti se ci penso ben bene mi viene la strizza allo stomaco.
sono immortale, come tanti, quasi tutti quelli che la rivolta o la guerra o la fame non l'hanno mai vista.
non sono capace di accettarla.
quindi non mi "stringo a corte", non sono il tipo. ma nemmeno "a coorte": non sono più pronta.

marina | 04/08/2014 ore 14:30:35 | @

 

Vero, Roberto, spesso noi non riusciamo a lasciare le persone alla loro, anche bizzarra e a noi incomprensibile, felicità.

If you love somebody, set him free

[LINK]

antonia | 04/08/2014 ore 10:46:20

 

Credo di sì. Lo spero, almeno. Così lo sconforto resta a noi, che vorremmo trattenerlo da questa parte, la parte degli infelici.

roberto alajmo | 03/08/2014 ore 18:41:10

 

Può essere che il tuo amico scrittore abbia trovato una sua piccola felicità.

antonia | 03/08/2014 ore 17:53:33

 

Forse mi sono espresso male...io non sostengo minimamente che di fronte a una “porta” chiusa lei, io, chiunque, debba necessariamente scassinarla ma che, se non lo si fa, evidentemente, la volontà di cambiamento non è determinata...penso sia sempre opportuno prendere atto dei propri limiti, delle proprie debolezze, non costruirsi alibi. Non sono, comunque, convinto che il destino di un uomo dipenda esclusivamente dalla sua volontà, anzi penso che questo sia un modo di vedere decisamente becero... la vita, l’uomo, sono cose troppo complesse e ambigue per ridurle a questo. Personalmente non mi permetterei mai, in ogni caso, di darle consigli, non sono un suo amico ma solo un suo lettore e non ho la più pallida idea di quali possano essere i suoi problemi specifici. Per quanto riguarda poi l’aiuto suppongo che il suo invito fosse rivolto a qualche suo amico...

Antonio | 03/08/2014 ore 07:09:22

 

Roberto, secondo me il clima siciliano ti opprime. Scappa un po', anche solo un pochino, sei mesi......

antonia | 02/08/2014 ore 17:35:30

 

La reazione più ricorrente all'allegoria della porta è stata forzala/sfondala/trova la chiave.
Io mi rallegro di avere tanti lettori tanto determinati, e tanto convinti che ogni uomo sia artefice del proprio destino.
Io mi sento, tuttavia, come uno che ha bucato, e cerca di cambiare la gomma, e non ci riesce. In compenso un sacco di gente si stringe attorno a dare consigli.
Se poi ci fosse qualcuno che desse anche una mano, la mia fede nell'autodeterminazione ne uscirebbe rafforzata.

roberto alajmo | 02/08/2014 ore 08:24:35

 

Anche a me è piaciuta questa penultima sulle porte...se però la guardo aldilà del riuscito artificio letterario la trovo molto poco convincente. Anche secondo me, come dice antonia, le “porte” si possono sempre scassinare. Se non lo si fa è solo perché, evidentemente, non c’è una volontà determinata.

Antonio | 02/08/2014 ore 05:50:06

 

Roberto, molto spesso scrivi delle cose che ho in testa da giorni e che ovviamente non sarei in grado di descrivere. Ma per fortuna ci sei tu che metti nero su bianco ciò che ho nell'anima!
P.S. Neppure io riesco ad aprire quella porta, ma ci riuscirò!

Lello | 01/08/2014 ore 14:55:06

 

Roberto, io a questo punto la serratura la scassinerei.
Lo so che ora diresti "E' blindata"......

antonia | 01/08/2014 ore 14:05:46

 

La cerco, la chiave. Ma credo sia chiusa in un cassetto. E il cassetto è chiuso a chiave.

roberto alajmo | 01/08/2014 ore 12:54:56

 

Gippe, sicuramente ricorderai il verso della canzone Bartali, di Paolo Conte: "i Francesi ci rispettno, che le balle ancora gli girano..." :-)
[LINK]

Eliana | 01/08/2014 ore 11:35:53

 

Troppo tardi! ;-)
Io la intravedo tra la foschia, ma sono sicura che tu ne riconosci i contorni e riesci a distinguerne le tinte...

Eliana | 01/08/2014 ore 11:00:54

 

Una standing ovation per Eliana. Roberto, che sia questa la chiave che apre la porta? ;)

Daniela | 01/08/2014 ore 11:00:31

 

Non mi tentare...

roberto alajmo | 01/08/2014 ore 10:55:59

 

Questa penultima sulle porte potrebbe benissimo essere l'incipit di un romanzo... :-)

Eliana | 01/08/2014 ore 10:34:49

 

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