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Spero di esserci, Giuseppe.

roberto alajmo | 31/01/2011 ore 18:53:58

 

Lo so che il giovedi non è un giorno di "libertà" (per le colf e le badanti però si, potrei invitare loro), ma il 3 febbraio alle 16.30 a san Giovanni Decollato due grandi affabulatori, Francesco Giordano e Francesco Andolina, attraverseranno "L'oscuro e la follia" quali "componenti essenziali dell'arte contemporanea". A me spetta solo di presentarli. Chi non avesse di meglio da fare sarà benvenuto

Giuseppe Scuderi | 31/01/2011 ore 18:41:34

 

almeno non ad un simile livello di bassezza esibita

fara | 31/01/2011 ore 18:16:44

 

Il problema è che non si vergogna più nessuno. Adesso l'ignoranza è esibita, è motivo d'orgoglio; chi si occupa di cultura è compatito. La farsa di Cetto La Qualunque ha fatto centro.
La prima repubblica è stata quel ch'é stata ma non è mai arrivata ad un simile livello di bassezza.

Antonio Carollo | 31/01/2011 ore 17:33:45

 

Mi riferivo alla penultim'ora

antonia | 31/01/2011 ore 14:15:27

 

Insomma, un po' la stessa storia di Bondi che dice che i crolli a Pompei sono causati dall'età delle mura....e poi c'é sempre la pioggia di mezzo....

antonia | 31/01/2011 ore 12:34:33

 

Per carità: dannosissimi. Ma la storia non si ferma mai.

roberto alajmo | 31/01/2011 ore 12:18:07

 

Però ci sono almeno due tipi di incantesimi: quelli di Merlino e quelli di Morgana e quelli di Morgana sono molto più dannosi

fara | 31/01/2011 ore 12:11:41

 

Lo stesso, Fara, avrei detto per la Tunisia. Lo stesso direi per l'Egitto.
Gli incantesimi durano finché non finiscono.

roberto alajmo | 31/01/2011 ore 10:18:57

 

Penultim'ora
Mi limito semplicemente ad osservare , e questo non vale solo per Palermo, che in una società di incivili e di ignoranti le minoranze civili e, anche mediamente, colte non hanno speranze. Come il tenente Drogo.

fara | 31/01/2011 ore 08:39:39

 

per Roberto Alajmo:a una richiesta di furto così invitante(...sarà stimolante leggere gli sviluppi) non posso che rispondere che ti autorizzo con piacere!:)
per Giuseppe Scuderi: lo so che è difficile, non devi pensare che io non capisca l'impegno che ci si mette e l'amarezza che si prova nel vedere che è inutile. Ma in tutti noi che siamo negli avamposti della società a volte viene la tentazione dell'autosufficienza, e quotidianamente la dobbiamo riconoscere e combattere, a cominciare da me.
Per Yorick... e per tutti:
"Ch'ha succiesso?"se lo domanda Amalia in Napoli Milionaria. Là era la guerra. Qui da noi "è scoppiata la pace". Si è fatto credere agli italiani che il paese dei balocchi era a portata di mano, tutti si sono trasferiti virtualmente nella casa del Grande Fratello, c'è troppa interazione tra la realtà dei media e quella normale,e la comunicazione del cav.è efficace tanto quanto debole è quella degli avversari, che negli anni 70 facevano convegni sulla persuasione occulta o subliminale, e quando poi ce n'era bisogno non sono stati capaci di leggersi due o tre libri dove il metodo usato da B. &C. è illustrato in modo semplice ed efficace.

Rosita | 29/01/2011 ore 21:42:30

 

Secondo me, quello che farà disperare questo nuovo Riccardo III, la cosa che lo farà correre verso Bosworth Field, non saranno i processi, né tantomeno le iniziative dell'opposizione. Si accartoccerà su se stesso perché piegato da una consapevolezza irrimediabile: ha il culo flaccido.

yorick | 29/01/2011 ore 21:18:42

 

Eppure dovrebbe essere tutto così evidente. Non dovrebbe esserci bisogno di ripetere cose ovvie. Ma che ci hanno combinato, che hanno combinato ai nostri amici, ai nostri vicini di casa, alla gente che conoscevamo? E che hanno combinato a noi, stufi di ripetere le stesse cose? E perché, per dire cose ovvie, è necessaria la cautela? Perché per dire che un tizio è un essere detestabile la chiesa deve aggiungere che però anche gli altri sono colpevoli?

yorick | 29/01/2011 ore 21:05:45 | @

 

Rosita, mi "allordo" quotidianamente dal 1977. E ti assicuro che non basta

Giuseppe Scuderi | 29/01/2011 ore 11:54:24

 

"Debolezze umane e poteri divini".
Buona questa. Mi autorizzi a rubare e sviluppare, Rosita?

roberto alajmo | 29/01/2011 ore 09:53:22

 

Grazie del benvenuto a Roberto Alajmo.Sì, forse sarebbe questa duplicità che si vuole proporre. Come gli dei dell'Olimpo, debolezze umane e poteri divini.
Vorrei dire questo in particolare a Giuseppe Scuderi:Per convincere gli elettori bisogna conoscerli, quindi conoscere le cose e le persone che li colpiscono, capire i fenomeni sociali che agiscono su di essi. Non serve dire:io non parlo di B.& compagnia. Ci sono tanti che dicono:io non guardo il Grande Fratello, non guardo la Tv, ma purtroppo queste cose esistono e anche se noi non le vediamo, altri le vedono. Dobbiamo conoscere tutto questo perchè per B. non votano solo imprenditori e ricchi ma persone di ceti popolari che evidentemente la sinistra con tutta la buona volontà non è stata in grado di raggiungere sul piano socioculturale. E uno dei motivi è non entrare nel loro mondo. Bisogna andare verso gli altri e "sporcarsi" nel contatto con gli altri e stare meno dietro le scrivanie, nei salotti o semplicemente nelle torri d'avorio delle proprie certezze.

Rosita | 29/01/2011 ore 00:32:02

 

Ho scritto di fretta: "antichi" nel senso più nobile del termine, cioè con il rigore e la coerenza necessari quando, come nel caso di Franco, per una manifestazione si finiva in galera per 17 mesi; quanto al mio "credere" politico, ovviamente, l'esiguità è per il poco tempo che ho potuto dedicare alla "militanza"

Giuseppe Scuderi | 28/01/2011 ore 20:02:58

 

Franco Padrut ci ha salutati in un attimo. Un decennio fa l'aveva fatto con più sofferenza Aurelio Colletta. Due comunisti onesti e antichi. Devo a loro la "strutturazione" del mio, per quanto esiguo (nel senso del tempo, non della intensità), "credere". Da segretario della camera del lavoro e da responsabile del centro studi furono loro a concedere agli studenti palermitani di trentanni fa lo spazio fisico ed economico per un "giornale", stampato a spese della CGIL.
Non m'interessa, quindi, parlare di Berlusconi and company: contro di loro abbiamo soltanto un'arma, non verbale, la scheda elettorale

Giuseppe Scuderi | 28/01/2011 ore 19:43:22

 

Benvenuta Rosita. In effetti hai ragione. O forse è dall'oscillare fra i due opposti che sta il segreto del suo successo.
Diverso e uguale. Operaio e Superuomo. Modello per tutti gli operai che aspirano a essere superuomini.

roberto alajmo | 28/01/2011 ore 19:39:08

 

non so se avete notato il cambiamento nel proporre la percezione di B. agli italiani. Prima era "uno di noi", operaio,spazzino, ecc. ma cmq uno come noi che ce l'aveva fatta ma conservava tutte le caratteristiche dell'ordinary people:anche questo era tra i motivi del suo successo.Qualche sera fa, uno dei suoi "difensori" mediatici (purtroppo non ricordo chi fosse) ha detto che lui(Lui, a questo punto), non è uno come noi, è "diverso", ha una vita particolare e speciale...,per cui in pratica non valgono le stesse cose dei comuni mortali.

Rosita | 28/01/2011 ore 19:33:23

 

Penultim'ora: si aggrappano all'ultima speranza. Per loro, dopo, con tutto quello che hanno combinato, sarebbe la fine. Brutta fine

antonia | 28/01/2011 ore 17:34:41

 

In effetti, come dovrebbe comportarsi un conduttore quando gli capita che telefoni la Voce del Padrone?
Secondo me, così: [LINK]

roberto alajmo | 28/01/2011 ore 15:41:25

 

In mezzo a tanto bailamme e a tanto letame una cosa svetta per improntitudine e mancanza di senso dello Stato: l'aver trasferito la turpe attività di dossieraggio contro i nemici politici dai giornali al Ministero degli Esteri e, quindi, al Senato. Anche queste ultime alte istituzioni sono propprietà privata?
Questa estrema scorrettezza è di gran lunga più lesiva del decoro e della onorabilità delle istituzioni delle stesse accuse rivolte provocatoriamente al titolare della presidenza della Camera.

Antonio Carollo | 28/01/2011 ore 15:28:48

 

Cara giuria, diciamolo però che anche Santoro ha fatto la sua parte, mettendo prontamente a nudo, e senza strafare, la cretinagine dell'interlocutore. Magari Bersani (ma anche molti altri) prendesse spunto, ispirazione, esempio...

Alessandra C. | 28/01/2011 ore 14:19:50 | @

 

Concordo con la giuria...del resto non c'è altra spiegazione logica a quella telefonata.
"una notevole quota dei dipendenti che gli fanno da palo"...per la lap dance delle ospiti di Arcore?

Paola | 28/01/2011 ore 13:57:56

 

Un dubbio si va rafforzando: la frase "fai la pazza, racconta cazzate" sarà rimbalzata a più riprese tra i protagonisti di questo misero (sur)reality show. Per soldi, o per salvare qualcosa di flaccido: sembra che il consiglio sia partito da un avvocato disperato, benché lautamente foraggiato dal "sogno degli (avvocati) italiani". Alla ricerca di cavilli e argomenti sempre meno credibili, sta preparandosi al peggio studiando diritto marziano e caraibico. Aveva intrapreso lo studio della legislazione tunisina, su consiglio dell'ex avvocato di Craxi, ma lì una feccia di rivoltosi - rivoltanti, livorosi e illiberali - ha vanificato ogni speranza. Semmai si vocifera che Mubarak, se la repressione non dovesse contenere neanche la rivolta egiziana, avrebbe pronto un "piano B.". Il copione prevede la classica fuga in aereo, lo scalo a Malpensa, le prime trattative con le autorità aeroportuali... e qui arriverebbe la telefonata risolutiva:"lasciatelo entrare, è lo zio di una cara amica..."
Com'è, divertente? Vado bene? Ne invento un'altra sugli ebrei o sui comunisti? Scusate, sto facendo gavetta anch'io, ma diversamente dalla Minetti ho proprio ambizioni presidenziali.

dario lo cicero | 28/01/2011 ore 13:57:51 | @

 

Avviso ai naviganti. Dopo avere ripetutamente rivisto e riascoltato la telefonata in diretta ad Annozero di una persona che si presentava come "Mauro Masi, direttore generale della Rai", la giuria qui riunita, composta esclusivamente dal sottostritto, ha decretato quanto segue: in realtà era una persona pagata dagli autori del programma per fare la figura del cretino.

roberto alajmo | 28/01/2011 ore 13:37:16

 

Pardon, MOTO di rigetto. Perchè dopo la lettura dei giornali di qua, del Guardian, del Times, leggere i quotidiani italiani è come sprofondare in un gorgo di miserie e disgrazie: sembra quasi un mondo parallelo fatto di urla, estreme conseguenze, tinte fosche

antonia | 28/01/2011 ore 12:41:46

 

Stamattina, all a lettura dell'ennesimo resoconto dettagliato delle feste di Berlusconi, mi è venuto un modo di rigetto. Adesso basta, non credo che si abbia bisogno di ulteriori dettagli. Chi ha ancora un po' di dignità ha avuto tutto il tempo di provare disgusto e quasi raccapriccio, quelli che non vogliono vedere o sentire niente non cambieranno certo idea per un dettaglio od un racconto in più. Chi è abbagliato dai lustrini non riesce a vedere l'immondizia che sta dietro.
Come scrive Antonio, adesso è davvero venuto il momento di reagire sul serio, di fare qualche cosa di concreto. Ma lo scenario si presenta troppo ingessato. Anche la Chiesa, difronte alla violazione sistematica ed ostentata di tutti i suoi "precetti" non ha fatto che qualche misuratissima dichiarazione. Troppi pensano che, in fondo, "ha da passa' a' nuttata.... Stiamoci tranquilli, prima o poi finirà". Ma, quando finirà, non sarà davvero troppo tardi?

antonia | 28/01/2011 ore 12:39:23

 

Antonio,sei stato preciso nel non chiamarli politici ma 'questa gente'.Sono affaristi. La 'politica' è business,è un mondo feroce.Ha superato anche se stessa,non c'è più distinzione tra decenza e indecenza.
Non vedo nemmeno una minima di luce,non sembra che questa illustra classe di persone abbia intenzione di promuovere un cambiamento.
Ci vorrebbe una ventata che spazzi via tutte le poltrone, giusto una ventata.La scintilla 'rivoluzionaria',verbale non sembra arrivare,alla fin fine stanno/stiamo tutti bene,per pigrizia,per rassegnazione o per non necessità nessuno si muove.Ci lamentiamo e basta.E continuiamo a guardare 'lo spettacolo'.Gli attori sono sempre gli stessi però.E non perchè siamo noi a non cambiare teatro.

cs. | 28/01/2011 ore 09:53:46

 

Purtroppo nipote o non nipote di Mubarak lo spettacolo di questa fasulla politica è di una bassezza assolutamente insulsa e rivoltante. Questi sono i governanti che dovrebbero guidare l'Italia? Due anni e mezzo di questo governo, due anni e mezzo di fango sulle istituzioni e sulla nazione. Che si aspetta a mandare a casa (parecchi in galera) questa gente che come stile di vita ha la falsità, le violazioni di legge, l'ipocrisia, il ributtante servilismo, la sete di potere, l'arrivismo, la volgarità, il tradimento della Costituzione, l'uso improprio delle prerogative delle istituzioni e la loro riduzione a strumenti di lotta tra fazioni, il disonore e la vergogna.
Me la prendo anche con l'opposizione: perché non sbarazza l'Italia da questa gente dimettendosi in massa da Camera e Senato?
Non hanno capito che questi sono inchiodati alle poltrone e che continuare a biasimarli senza far nulla significa essere complici dello scempio di questa misera Italia.

Antonio Carollo | 27/01/2011 ore 21:03:34

 

Penultim'ora; chissà come finirà ma il polverone sollevato in seguito ai certi fatti nella conduzione di vita di B.comincia ad essere veramente stancante,noioso,penoso....e probabilmente non porterà a nulla.Sembra assurdo ma credo che nulla cambierà.Sicuramente non per vie politiche.
Oramai, da un bel pò,è una barzelletta,c'è per davvero da vergognarsi di essere italiani.All'estero è meglio non far capire la provenienza italiana, ti prendono in giro a morte.Ovunque.
L'Italia...avete visto Mangia prega ama? Descrive questo paese in un modo irritante ma posso facilmente credere che molti stranieri, oltrettutto gli americani vedono l'Italia in quel modo,molto superficialmente,devo dire. Per l'americano è una giungla 'pericolosa'.L'americano nemmeno in un albergo a 5 stelle lava i denti e il viso col acqua del rubinetto,compra casse di acqua minerale.L'americano ammette però che in America non c'è il latte,quello vero,qui ne beve tanto da intossicarsi.
Tornando al film, il capitolo che tratta 'l'Italia' ha fatto stranire anche me. E' offensivo.Descrive un'Italia del cibo,della famiglia,del ozio quotidiano e continuo, mettendo il tutto in una cornice di arretratezza. E poi che c'azzecca il dialetto siciliano con Roma nel contesto,è ancora da capire.
E' raro che mi esprimo in difesa dell'Italia in questi termini ma questa volta la devo fare.
Certo,l'andamento quotidiano in Italia non aiuta molto a modificare l'immagine di questa terra diffusa nel mondo,anzi,l'arricchisce in negativo,consegna sul piatto d'argento altri argomenti per i futuri capolavori cinematografici.

Csilla | 27/01/2011 ore 09:03:05

 

Io ne ho piantati tre...e non ho figli.
Vale?

Paola | 27/01/2011 ore 00:19:41

 

Leggo (in ritardo) gli interventi degli ultimi giorni e credo doveroso salvare e commentare i due post di Eliana. Quello più vecchio in ordine di tempo mi ha fatto pensare a Siamo uomini o caporali con Totò: lo scenario prefigurato da Eliana è proprio quello della ripetizione di uno stesso schema, una stessa faccia arrogante che cambia nome.
Quanto al secondo post, bello è l'elenco delle diverse esperienze dei suoi amici e tutte rispettabili, purché non accompagnate da lamentele quando si decide di restare, a costo di vivere in perenne precarietà.
E' anche questa una scelta, Antonia. Non tutti se la sentono di partire e non perché non vogliono lasciare mamma e papà: magari qui hanno amici, una fidanzata o semplicemente delle abitudini radicate. Sono d'accordo con te però: questo non autorizza l'immobilismo.

Daniela | 26/01/2011 ore 22:34:41

 

Les cheveux gris quand jeunesse les porte,
font doux les yeux et le teint éclatant;
Je trouve un plaisir de la m^me sorte
A vous voir,beaux oliviers du printemps... Jean Cocteau

antonia | 26/01/2011 ore 20:19:08

 

e inoltre avrete sicuramente saputo che Bondi è un ottimo ministro che non merita di essere sfiduciato. e con lui neanche il suo capo di governo.

fara | 26/01/2011 ore 19:39:55

 

Certo ..se l'ulivo diventa un albero decorativo ...questo ci da la misura dell'abisso culturale in cui siamo precipitati

fara | 26/01/2011 ore 19:37:45

 

Mi ricordo dei miei nonni... tempi che non tornsno.
C'è un giallo di Camilleri in cui Montalbano piange perché l'amato ulivo delle sue passeggiate e soste meditative è stato tagliato dal solito villettaro abusivo.
Quella pagina mi ha fatto tanto male.
Come pure sapere che molti degli ulivi del Sud vengono sradicati per abbellire le ville di qualche cummenda.

Maria Lucia | 26/01/2011 ore 18:52:40 | @

 

Eh, si, Antonio, la civiltà, la qualità di vita di un luogo si misurano anche su come la natura viene rispettata, valorizzata. Quando abitavo a Roma e passavo un sacco di tempo bloccata nel traffico a volte su strade fra la campagna ed agglomerati allucinanti mi faceva male al cuore vedere come quella campagna così bella con i suoi prati verdi, i pini mediterranei, i papaveri, fosse sfregiata da discariche abusive, case abusive, carcasse di auto ed elettrodomestici abbandonate. Che pena, che rabbia

antonia | 26/01/2011 ore 16:12:57

 

Non si pianta più un albero d'olive, si fa di molto peggio, si distrugge il terreno su cui a qualcuno (matto?) in futuro potrebbe venir voglia di piantare degli ulivi.
Volete una prova? venite a vedere i luoghi dove una volta la natura era prodiga di paesaggi di straordinaria bellezza. Basta fare qualche decina di chilometri da Palermo lungo la costa per Messina.

Antonio Carollo | 26/01/2011 ore 15:58:21

 

Antonia, filosofia da pretensiosi morti di fame, conscrata ridicolmente in una norma di legge per paura di perdere consenso.
Questo è un Paese serio, cosa credi?

Antonio Carollo | 26/01/2011 ore 15:24:48

 

Per chi non è su FB. Ho scritto:


Ieri guardavo il TG regionale del Lazio. Il giornalista è sulla strada, con accanto delle persone e dei vigili urbani. La notizia su cui si fa l'approfondimento è che un gruppo di cittadini si è riunito in comitato civico per protestare contro il fatto che, a loro avviso, l'autovelox sulla Cristoforo Colombo non è correttamente segnalato, strasegnalato e plurisegnalato come vuole la legge e che i vigili urbani sono rei di nascondersi dietro agli oleandri e quindi di seguire le direttive del Comune che vuole "fare cassa" alle spese dei poveri ed onesti cittadini. OK.
Qui la polizia è quasi sempre nascosta o camuffata quando fa i rilievi per la velocità sulla strada. Agenti nascosti dietro le curve, in borghese su macchine in borghese, ecc ecc. Nessun comitato civico per protestare.

"Metodi nazisti", direbbe qualcuno, oppure "manie di persecuzione da parte della polizia" direbbero altri.... in Italia, magari si tirerebbe fuori l'immancabile violazione della privacy, anche se in questo caso non c'entrerebbe nulla.
Qui chi viene beccato paga, non ci sono storie. Non si è rispettata una regola della circolazione e si paga la multa. Il fatto di non sapere dove la polizia sia, dato che potrebbe essere ovunque, ti fa andare piano. Se vuoi rischiare, fatti tuoi.
In Italia invece si pretende che chi sta controllando se stai facendo un'infrazione te lo dica prima con molta evidenza e poi, se mette la macchinetta di controllo più così che cosà automaticamente è il controllore che è in colpa, non tu che magari vai a 120 dove non dovresti superare i 60. Perchè l'autovelox si deve vedere: altrimenti come faccio ad andare a 120, poi a 40 quando vedo l'apparecchietto (e devo avere il tempo di rallentare, no?) e poi dinuovo a 120 dopo 100 metri? E così, visto che l'auto della polizia e l'autovelox non sono visibilissimissimi allora faccio un comitato di bravi cittadini onesti per protestare. E chiamo pure la TV.

E andiamo avanti così

antonia | 26/01/2011 ore 13:47:25

 

Già.
"Niente pianti, ma manco espianti" non è proprio la nostra filosofia di vita.

Alessandra C. | 26/01/2011 ore 10:39:49

 

Esatto, Alessandra.
Era sottinteso...

roberto alajmo | 26/01/2011 ore 09:15:39

 

Penultim'ora : Più che ulivi si sono piantati girasoli. Se ne ricava pure olio ma non è lo stessa cosa

fara | 26/01/2011 ore 08:37:11

 

Cara Penultim'ora, alla tua domanda mi è venuta spontanea non la risposta, ma un'altra domanda:
quanti ulivi si sono "espiantati" in Italia negli ultimi vent’anni?

Alessandra C. | 26/01/2011 ore 08:14:08 | @

 

Credo di capire bene il risentimento di Simona nei confronti della terra che ama ed in cui non riesce a realizzarsi. La Sicilia ha una lunga, lunghissima storia di emigrazione. La più recente è scritta nelle città vuote di giovani e nelle vie deserte di alcuni paesi (ed il mio ne è una buona testimonianza) che ogni anno perdono centinaia di ragazzi. Perchè? La causa è sempre (o quasi) una: IL LAVORO.
Il lavoro che non c'è, la maggior parte delle volte. O il lavoro che c'è ma è sottopagato o non pagato affatto.
Su questo argomento non posso che partire dalle esperienze/conoscenze personali.
Tra gli amici della mia numerosa compagnia c'è:
chi, laureato in ingeneria chimica non vedeva l'ora di andare via da qui ed ora lavora a Milano per una grossa azienda, guadagna bene ed è felice.
Chi ha intrapreso la stessa strada del padre, è rimasto in paese e lavora come meccanico nell'officina di famiglia.
Chi dopo la laurea è rimasto due anni senza un lavoro... E solo perchè, non volendo andar via, non faceva colloqui da Messina in su. Quando si è deciso a partire lo hanno subito assunto e recentemente lo hanno pure promosso.
Chi insegna: “...e se i posti vacanti sono al Nord che resto a fare io qui?”
Chi è precario e si organizza manifestando sotto il Palazzo della Regione, ma la maggior parte delle volte torna a casa con un senso di vuoto che gli avvolge l'anima.
E poi c'è chi vuol rimanere e decide di aprire un'attività o magari una piccola impresa. Io rispetto ed ammiro ognuno dei miei amici per il coraggio delle loro scelte, ma è agli ultimi che va la mia stima incondizionata. Perchè hanno avuto il coraggio di investire risorse e competenze sul loro territorio con la speranza di riuscire a creare sviluppo. Perchè non hanno aspettato la manna dal cielo. Perchè a volte se la devono vedere con dei concorrenti scorretti ed altre con i signorotti locali (quando le due cose non coincidono).
Ognuno può scegliere di andare o di restare e nessuno deve essere colpevolizzato per una decisione o per l'altra. Credo che la cosa più importante sia essere responsabili delle proprie azioni e del cammino che si è deciso di intraprendere.

Eliana | 25/01/2011 ore 20:38:31

 

Ancora per Lello: io ho fatto anni di lavori gratis, a termine, in nero. poi ho messo un punto. Nel mio caso ho fatto bene. Gli altri, ripeto, facciano come meglio credono. Non biasimo affatto chi resta. In fondo penso che la loro sia la via più difficile

antonia | 25/01/2011 ore 19:53:21

 

E doppio rispetto per Eliana che, nonostante tutto, riesce ad avere un'indignazione come il Nilo e a mantenere sobrietà, lucidità e dignità

antonia | 25/01/2011 ore 19:50:41

 

Lello, tutto il rispetto del mondo, davvero. Ma sembra che ogni protesta, ogni ribellione non duri che l'esprit d'un moment e questo LORO lo sanno molto bene. Si, è mancato un Lutero e non da ora. Sto leggendo "Il Caratteraccio" di Zucconi: in fondo scrive quello che ha sottolineato più volte anche Roberto. Siamo un popolo più incline al mugugno che alla rivoluzione. Vero è che manca, ed è in fondo sempre mancato, qualcuno o un partito, un movimento che possa fare da traino, che possa dare qualche indicazione sul "che fare poi". Anche il Popolo viola è riuscito a dividersi e suddividersi in mille rivoli. Chi vuole andare via è giusto che vada. Chi vuole restare però deve darsi doppiamente da fare: non può aspettare che qualcuno o qualcosa gli tolga le castagne dal fuoco. Ha anche ragione Roberto quando afferma che forse non siamo arrivati ancora così in basso, che in fondo possiamo sempre comprare l'iPhone o andare alla champagneria. E la rivolta non parte

antonia | 25/01/2011 ore 19:47:01

 

Dimenticavo.
Di tutto questo a soffrirne veramente sono molti ragazzi e molte ragazze che non desiderano assistenza, che vorrebbero applicare le loro competenze e realizzare le loro aspirazioni qui e che si trovano invece costretti a cercare la loro realizzazione altrove, che non dovrebbe ridursi, tra l'altro, in un "impiego" a Torino o a Milano.
Non dico tanto un Calvino, ma un Lutero ci è mancato molto

fara | 25/01/2011 ore 19:03:45

 

@Antonio
Restare per combattere? Nel nostro piccolo e con le nostre armi? Si. Sono d'accordo, però non posso fare a meno di constatare che in 17 e più anni il consenso per Berlusconi non è stato intaccato di un solo voto e, stranamente, è aumentato ad ogni sua "caduta di stile" e aumenta anche quando, come supporto indispensabile, si aggrappa ad una Lega nord, dai connotati chiaramente razzisti, fascisti e separatisti.

@ Antonia
Anche con te non posso che essere d'accordo ma mi cadono le braccia quando ascolto, dal vivo, le lamentele di molti "ragazzi" quarantenni e "di sinistra" delusi perché il sindacato o i "potenti" della sinistra non sono riusciti, o ancor peggio a sentir loro, non si sono impegnati a procurargli un lavoro o una assistenza.

@ Csilla e per tutti
Gli italiani sono un popolo a tendenza fortemente gerarchica. Sia per la millenaria abitudine al modello cattolico che per la altrettanto millenaria accettazione del modello feudale :il principe e la sua corte. Il sistema di governo comunale, che anche in Sicilia ha cercato di affermarsi all'indomani della rivoluzione del Vespro, ha avuto scarsa fortuna e ben presto è stato soppiantato dalle signorie.
Geneticamente non abbiamo mai avuto aspirazioni democratiche . Quello che desideriamo è un (buon) pastore che ci assicuri il nostro pane quotidiano.

Secondo me, ovviamente...


fara | 25/01/2011 ore 18:56:07

 

Non la fare così semplice, Antonia.
Protestiamo, ci lamentiamo, e non abbiamo ottenuto nulla.
E allora siamo siamo costretti a scegliere: restare qui a fare i disoccupati o i precari, o abbandonare la nostra terra e la nostra famiglia per cercare un lavoro fuori.
E' un dramma terribile che merita molto rispetto.

Lello | 25/01/2011 ore 18:37:56

 

@Antonio Carollo
La frase "Se tutti andiamo via nulla cambierà mai..." è quella che ripeto tipo mantra dall'età della consapevolezza...
E ti assicuro che la ripeto perchè ci credo. Ci credo fermamente, anche nei momenti di sconforto, anche nei momenti di indignazione più nera.
La mia indignazione è come il Nilo.
Una volta alle elementari la maestra ci spiegò che quando il Nilo straripava, inondava tutto e a volte distruggeva, ma ritraendosi depositava sul terreno un limo fertilizzante che rendeva il suolo fecondo. Ecco, Antonio, la mia indignazione è come il Nilo. A volte straripa, ma quando passa, perchè passa, va via lasciando una forza, una consapevolezza che mi aiuta ad affrontare meglio, con più convinzione e tenacia quelle che ritengo le storture del sistema.

Eliana | 25/01/2011 ore 18:33:56

 

bentornata, Antonia. Mi aspetto che almeno Eliana risponda alla tua sollecitazione.
Il corrispondente dal Cairo invece mi segnala che lo slogan che più spesso in questi giorni risuona nella capitale egiziana è "No a Mubarak e a suo figlio". Noterete che la nipote rimane esclusa dal risentimento popolare.

roberto alajmo | 25/01/2011 ore 17:49:02

 

Sembrerò dura, antipatica, ma, scusate, non posso ammettere che una persona di 27 anni ancora possa vivere così un possibile distacco dalla sua terra, dagli odori, dai sorrisi, che speri che i suoi figli non debbano in futuro allontanarsi da lei, ecc. Colpa dei governanti, colpa di questo, di quello.... Certo, non è colpa sua, certo andare a vivere a Torino non è il massimo (ci sono vissuta anch'io), ma cavolo, quanti siete i giovani disoccupati a Palermo che non volete andare via? Invece di stare lì a crucciarvi del perchè e del percome, organizzatevi, trovatevi, protestate, fate casino, insomma, fatevi sentire. Ci sono centomila modi, in questa era di internet, per mettersi in contatto, per organizzarsi. L'unione fa la forza: confrontarsi genera idee. Se tutti i disoccupati in cerca di primo lavoro o che il lavoro l'hanno perso si mettessero insieme ai precari, ai sottopagati, ai lavoratori in nero ne verrebbe fuori un movimento che nessuno potrebbe ignorare e che potrebbe fare tremare non poche poltrone. Allora, animo e Bougez vos fesses

antonia | 25/01/2011 ore 16:53:06

 

L'altro giorno volevo fare una battuta, ma non tanto una battuta, volevo dire che l'offerta di un viaggio in aereo ad euro 6,00 sola andata per un paese europeo, reclamizzata da una nota compagnia aerea, era una grossa tentazione per chi, come me, è ormai arcistufo di un'Italia dominata dal berlusconismo.
Ma passato il momento di acuta indignazione per gli incredibilu fatti sciorinati tutti i giorni dai media per fortuna ancora liberi mi sono rafforzato nell'idea che il trasferimento all'estero sarebbe sicuramente una sconfitta. Ho letto l'appassionato post di Eliana (ed anche quello di Csilla, brave entrambe), lo condivido in pieno.
L'aggressione verbale di B. a Gad Lerner e all'Infedele è in linea con l'attuale clima di degrado civile e morale che ormai da un po' di tempo ha toccato il culmine.
Andar via dall'Italia? per lasciare via libera agli avventurieri? per facilitare il compito a chi lavora per portare agli estremi termini questo degrado?
Bisogna invece restare per lottare, ciascuno nel suo piccolo, per contribuire alla rinascita di una opinione pubblica consapevole!, per la cacciata di una classe politica che ha gettato l'Italia nella vergogna.

Antonio Carollo | 25/01/2011 ore 15:30:42

 

Sì Csilla.
Purtroppo non sono esente dal clima di "nervosismo" generale che sta investendo il nostro Paese. Non sono immune dalla malattia che sta colpendo l'Italia ed essendo nata e cresciuta negli anni in cui il berlusconismo si insinuava nelle case degli Italiani, temo pure d'essere portatrice sana di qualche suo germe. La consapevolezza di tutto ciò mi obbliga ad una riflessione profonda che mi impone di non cedere alle lusinghe del scontro forzato, dell'urlo volgare e dell'attacco violento. Purtroppo non conosco il mio grado di resistenza agli “agenti atmosferici” che mi vogliono conformata ad un modello unico di aggressività, e a volte penso che se in Italia dovesse perdurare questo stato di cose, forse farei meglio a fare le valigie e... Si salvi chi può.
/Il momento di sconforto persiste...

Eliana | 25/01/2011 ore 12:58:32

 

Comincio ad avvertire in me una preoccupante predisposizione per le incazzature 'facili'.Ditemi che vi succede lo stesso.
Ma in che mondo viviamo? Nel mondo delle chiacchiere,dell'inaffidabilità,dell'insicurezza,della non cultura,della non serietà,delle promesse non mantenute, in più sembra che non ci sia apertura per un reale cambiamento, io la luce non riesco a vederla. Ci viene la nausea,il livello delle ingiustizie tra poco ci costringeranno ad andare dal veterinario per farci fare l'antirabbica,ma che schifo è?!
Come tutte le mattine,anche stamattina ho cominciato con la lettura dei quotidiani.Prima però ho letto il post di Eliana.Poi...i problemi della Sicilia cominciando dalla monnezza a cui pare ci si abitua.I problemi dell'Italia,del mondo.E' in atto una vera globalizzazione,quella del male, di tutto ciò che non va.Nel mio paese il primo ministro è un pessimo seguace di B. E' molto peggio.Fortunatamente però,per certi versi, è sano di mente.Almeno ha il culto della famiglia e dell'importanza della cultura.Per il resto,in questi pochi mesi,il governo 'anche mio' ha introdotto certi leggi da capogiro.La legge sui media,sulla pensione,sui trasporti,sulle cure mediche.Un esempio.Un medicinale per i pazienti con l'asma per i sotto 40,costa poco più di un euro,sopra 40anni il costo dello stesso medicinale supera l'equivalente di 400 euro.Questo mi suggerisce che sopra i 40 anni puoi anche morire e lasciar spazio ai più giovani.Sono già nella categoria dei potenziali morti.Posso solo sperare di non ammalarmi.E cmq vivo in Italia dove la situazione sanitaria non è ancora arrivato a questi livelli.Qui,con l'assistenza sanitaria ancora si può ottenere una iniezione del prezzo di 1570 euro anche gratis.Nel mio paese invece è in atto un sottile sterminio della specie.Dimenticavo,da noi,la vita è anche più cara che in Italia.Il minimo sindacale non supera i 300 euro mensili.
Tornando in Italia....Roberto qualche giorno fa parlava del servilismo dei giornalisti.Stamattina mi domandavo come è possibile che il giornalismo sia diventato un mestiere cosi superficiale,avvicinabile da tutti.Poco fa ho visto un video su repubblicatv,'il giorno dopo dell'attentato a Mosca'.Il commento giornalistico dice: "la gente porta rose rosse per le vittime..." Ma vogliamo farla finita? Porca miseria,ma chi l'ha scritta non riesce a distinguere le rose dai garofani? Non c'è da essere esperti botanici per riconoscere i garofani....rossi....e pensare a quel che simboleggiano.
Scusate per lo sfogo....

Csilla | 25/01/2011 ore 12:01:06

 

Per riconciliarvi con l'intelligenza vi propongo la lettura di questo ragionamento di Luca Sofri: [LINK]

roberto alajmo | 25/01/2011 ore 04:06:06

 

Grazie Alessandra, grazie Eliana.
Questa uscita al naturale del soggetto mi fa pensare che siamo veramente a redde rationem. Mi raccomando lo scolapasta. E che sia di latta.

roberto alajmo | 25/01/2011 ore 04:02:19

 

Ero pronta a scrivere un commento in linea (più o meno) con la lettera di Simona. Poi ho sentito questo [LINK] ...
E allora mi è venuto in mente che un Paese che ha democraticamente scelto, non una ma ben TRE volte, un Presidente del Consiglio che interviene ad una trasmissione televisiva con toni da padroncino arrogante, che si permette di offendere il conduttore e le signore in sala, che "ordina" ad una sua sostenitrice di andare via, come si fa con il cane quando lo si chiama per la consueta passeggiata necessaria a fargli fare pipì, e che, in totale contrasto con le regole democratiche che vedono due o più pareri battagliare dialetticamente alle stesse condizioni, mette giù il telefono togliendo qualunque diritto di replica e lasciando solo un profondo senso di nausea, forse non è il Paese in cui voglio vivere. Non è una resa. E' un momento di sconforto. Perchè il signorindagatopersfruttamentodellaprostituzionesfruttamentodellaprostituzioneminorileEconcussione, rappresenta l'uomo che potrei incontrare domani, un futuro datore di lavoro che vuole far valere il suo essere un "superiore", una futura collega che svende l' “anima” per avere un aumento o una promozione, una futura socia che non esita ad aggredire verbalmente e volgarmente chiunque la contraddica.
Questo non vuol dire che desidererei vivere in una società composta da gente che la pensa come me (ci mancherrebbe!), ma credo meritare un Paese migliore e più educato, un Paese in cui lo scambio di opinioni e la possibilità di muovere una critica non siano il presupposto costante e necessario per una rissa verbale e fisica.
Insomma, un Paese diverso da quest'Italia attuale ridotta a brandelli.
Scusate la prolissità, ma quando sono tanto infuriata tendo alla logorrea...

Eliana | 25/01/2011 ore 01:59:21 | @

 

@Penultim'ora: penso spesso alla rete di salvataggio, cioè, penso spesso a quando non ci sarà più. Reazione istintiva, quasi sempre, è una parola: minchia. Poi mi ricordo dei progetti che sto portando avanti, e mi faccio coraggio. Ma l'appiglio vero, in questo momento, nasce dalla consapevolezza di poter contare, per il prossimo futuro, sulle opportunità di lavoro offerte da un'altra nazione, e non dalla mia.
Non mi viene da sorridere, mai, a conclusione di questi miei pensieri.

Alessandra C. | 25/01/2011 ore 00:02:30 | @

 

@Antonio,la lettera che hai condiviso con noi è triste,non per la ragazza in sè ma per quel che è la realtà Siciliana.

@Penultim'ora,non sarò molto popolare per quel che sto per dirvi. Credo che l'Italia per certi versi è un paese fragilissimo e ho paura che l'unica cosa che ancora lo tiene in piedi è la presenza di mister B.Lui con tutte le sue storie,la sua politica,le sue barzellette e le infinite cazzate che fa annebbia non pochi italiani.Ancora piace, nonostante tutto.Siamo tutti scontenti ma il suo non essere carismatico risulta quasi un carisma particolare.Lo si odia, lo si detesta ma poi molti...uomini....dicono,"ma vuoi mettere poter s...re... (seguono i nomi delle sue predilette)... ".Il suo modo di essere distoglie dai problemi reali.Finchè c'è B., finchè c'è il calcio,va tutto bene, sembra.
Avete mai pensato al post B.?
Potrebbe significare l'inizio di una possibile rivolta, una sorta di guerra civile, altro che la Tunisia.Oppure,considerando il quasi 'uguaglianza'tra Stato e Antistato, il primo potrebbe scomparire mentre per dar pane ai bisognosi potrebbe avanzare il potere più forte, quello attualmente combattuto.
Questo è un paese che regge su sottilissimi equilibri e non credo che le famiglie 'protettive'sono, o meglio saranno una forza talmente influente da poter ostacolare e frenare all'infinito un reale intento di voler cambiare le cose.

Csilla | 24/01/2011 ore 22:23:16

 

Quello che Simona nella sua lettera non dice è che il suo lui, da bravo ingegnere, oggi non guadagna più di 1300 euro al mese. Non è poi che a Torino come a Palermo siano tutto questo granché, giusto per la sopravvivenza (risicata) appunto...

federico | 24/01/2011 ore 22:04:19

 

Non so se è permesso ma voglio trascrivere lo stesso la lettera al GdS di una giovane costretta a lasciare Palermo.
Scusate lo strappo alle regole non scritte di questo Blog.
Eccola.
""" E' sempre difficile iniziare una lettera, solitamente si inizia con un "caro o cara" ma questa mia lettera non ha un destinatario preciso, o forse si. Sono Simona ed ho 27 anni, qualcuno mi ha definito "bambocciona", io mi definisco figlia di un sistema perverso e malato. Fra qualche mese conseguirò la laurea in Servizio Sociale. Ad agosto finalmente mi unirò alla mia dolce metà, Fabrizio. Stiamo insieme da 12 anni, eravamo due adolescenti che sognavano di poter cambiare il mondo. Purtroppo la realtà è ben diversa. Scrivo questa lettera perché sono davvero molto arrabbiata con il mio futuro, anzi con un futuro che non mi creerò io ma che mi è stato imposto. Da due anni Fabrizio lavora a Torino e da quando ha anche lui conseguito la laurea in ingegneria, tengo a precisare con la lode, ha da subito trovato lavoro lontano dalla sua terra. Cosa non si fa per amore?
Ad agosto ci sposeremo e da settembre la mia vita cambierà, andrò ad abitare in una città che non amo particolarmente e sarò, quindi, lontana dalla mia famiglia e dalla mia terra, purtroppo, "arida". Sono infuriata, sono delusa, triste ed amareggiata. Giorno dopo giorno superi gli ostacoli, percorri le tue salite, a volte prendi batoste allucinanti e alla fine con cosa ti ritrovi? Fossero un pugno di mosche sarebbe già qualcosa.
Io amo Palermo con i suoi pro e con i miliardi di contro che può avere queste città, ma per causa di gente che per anni l'ha svuotata, violentata, derubata e denigrata, io, Simona, figlia, sorella, studentessa, fidanzata, sono costretta ad abbandonare gli odori caratteristici della mia città, l'odore del mare, l'odore dello "stigghiolaro", l'odore del pane appena sfornato, il sorriso dei miei nipoti, l'abbraccio che solo una madre può incondizionatamente dare alla propria figlia, le serate in "champagneria". Non è come spogliarsi e indossare un abito nuovo, è semplicemente denudarsi e rimanere inermi innanzi ad una nuova realtà che, ripeto, non hai deciso tu.
Penso a mia suocera e a mia madre; due donne che hanno tenuto in grembo due creature, che hanno viste crescere, che hanno amato e amano alla follia e spero che il loro destino possa non toccare a me. Non voglio che i miei figli siano costretti a partire perché la propria città non offre loro quello che è giusto che loro abbiamo, un lavoro, una casa, insomma una vita dignitosa.
Perché il finale di noi giovani palermitani deve essere sempre lo stesso? Perché non posso rimanere qui e vivere la mia vita serenamente? Perché i politici rimangono inermi e spesso si mobilitano solo per i propri interessi personali? Perché, per sopravvivere, devo trasferirmi in un'altra città e farmela piacere per forza? Ma perché? C'è chi dice che devo solo ringraziare e non lamentarmi perché il mio lui ha già un lavoro a tempo indeterminato, ma io non mi lamento per questo, anzi, ringrazio ogni giorno Dio; io mi ribello alla scelta imposta proprio dalla città che amo. Non ho però la soluzione, non sono un politico. Mi arrabatto in questa vita come la maggioranza dei palermitani, vorrei arrabattarmi però con la felicità nel cuore.
Simona Di Giovanni, Palermo"""


Antonio Carollo | 24/01/2011 ore 18:55:09

 

Grazie, Roberto, mi stavo preoccupando.
Per quanto le categorie...una vale l'altra, tutte vengono gestite e 'vissute'...male e ovunque.


Cs. | 24/01/2011 ore 16:25:18

 

Tranne quando si piange, Csilla, qui si cerca di sorridere ogni volta che è possibile.

roberto alajmo | 24/01/2011 ore 15:43:42

 

State scherzando,è vero?

Cs. | 24/01/2011 ore 15:21:56

 

Sono mortali i Comuni?
Voi palermitani, partendo dalla vostra particolare realtà, avete la tendenza a generalizzare|

Antonio Carollo | 24/01/2011 ore 14:49:06

 

Vabbe', Paola. Stiamo parlando della categoria "comuni mortali".

roberto alajmo | 24/01/2011 ore 14:29:20

 

@ Dario e Roberto: vogliamo parlare della categoria degli avvocati? Sì, mi piace vincere facile.

Paola | 24/01/2011 ore 13:52:49

 

OK, come non detto.

Antonio Carollo | 24/01/2011 ore 11:47:11

 

Benvenuto, Dario: può essere che i musicisti siano peggiori di altre categorie. Ma può pure darsi che semplicemente tu li conosca meglio. Potrei raccontarti cose di giornalisti, da non immaginarsi il servilismo.
Antonio: ni teatri stabili c'è un direttore tout court, non un direttore artistico. Un direttore artistico c'è negli enti lirici, distinto dal sovrintendente.

roberto alajmo | 24/01/2011 ore 10:14:44

 

Ho letto dei vocianti teatranti di Palermo, divisi tra condanna e beatificazione dei noti santi in paradiso. I bilanci delle istituzioni contano, però i bilanci familiari condizionano molte opinioni, come ha suggerito Roberto. Comunque nessuna categoria di artisti tiene alla famiglia, a Palermo, quanto i musicisti:
silenziosissimi.
Anche quando non sono in alcun cartellone: perché precludersi la speranza di esserci in una prossima occasione?

dario lo cicero | 24/01/2011 ore 01:21:00 | @

 

Ho letto l'indagine di Palermo Repubblica di ieri e l'articolo di oggi che riporta la reazione dei sindacati riguardante il Teatro Biondo. Si parla di crac finanziario, di costi eccessivi, di personale pletorico, di debiti provocati dai ritardi nei trasferimenti dello Stato, della Regione, della Provincia e del Comune e dall'esiguità delle entrate per la vendita di abbonamenti e biglietti. Si discute di gestione finanziaria e di bilanci; si accenna appena all'onerosità di uno spettacolo diretto da Pietro Carriglio.
A fronte di tutto questo si chiedono le dimissioni del direttore artistico, cioé dello stesso Carriglio.
Da uomo della strada dipietrinamente mi chiedo: che ci azzecca?
La gestione finanziaria e amministrativa è cosa assai diversa dalla direzione artistica, sino a prova contraria. Non posso credere che la prima sia stata affidata anch'essa a Carriglio. Di solito negli enti teatrali esistono un presidente, un cda, un direttore generale (o segretario generale) e un direttore artistico. Quest'ultimo ovviamente si occupa della produzione e della programmazione teatrale, con coinvolgimento diretto o meno nella direzione di singoli spettacoli, cioè svolge un compito di grande responsabilità da cui dipendono le sorti stesse del teatro; non credo possa occuparsi d'altro.
Se le cose stanno così le motivazioni per la richiesta di dimissioni a mio parere dovrebbero approfondire le carenze di carattere artistico; invece si riferiscono soprattutto alla gestione.
Così mi pare.

Antonio Carollo | 23/01/2011 ore 23:21:41

 

Durante il governo presieduto da Cuffaro, probabilmente lo ricordate, fu arrestato l'allora assessore credo all'agricoltura e ttuale coordinatore del PDL in Sicilia e presidente della Provincia di Catania, Castiglione (nonchè genero del potente ex dc Firrarello), per vicende legate alla sanità catanese: ne è uscito credo prosciolto, buon per lui. Ma quello che ricordo, per descrivere il clima cuffariano, fu l'immediata nevrosi dei componenti del suo ufficio di gabinetto, che non sapevano quale sarebbe stata la loro sorte. Cioè, all'ombra dell'ombra dell'ombra del potente (l'ombra di cuffaro sull'ombra di castiglione) proliferava la clientela gestita appunto dall'ufficio di gabinetto. E quindi l'ambascia del dover capire come comportarsi. E' un meccanismo ancora ben oliato.

Giuseppe Scuderi | 23/01/2011 ore 19:30:32

 

E' vero, un uomo, uno solo,mi verrebbe quasi da dire uno a caso,(quello più sfigato e meno coperto) è stato condannato. Potremmo anche pensare che qualcosa stia cambiando a livello politico, a livello gestionale....di chissà cosa.La sentenza riguardante a Cuffaro potrebbe essere il preludio di qualcosa di più capillare.Per capire se realmente siamo di fronte ad una pulizia sistematica da parte dello Stato,c'è da attendere poco più di una settimana e spostarci in Campania.Un altro politico di rilievo verrà processato per collusione con la malavita.Vedremo come va a finire, la giustizia faccia il suo corso(come diceva Gianluca)

Csilla | 23/01/2011 ore 19:30:22

 

Comunque scusate, Cuffaro è stato condannato a 7 anni, giusto? probabilmente c'é un mare di gente che meriterebbe parimenti di essere condannata, perché con quelle cose c'ha avuto a che fare come e più di Cuffaro. Ma non derubricherei il suo ruolo a quello di capro espiatorio. La giustizia ha fatto il suo corso e un uomo paga. C'é molto altro da fare, ma intanto prendiamo atto di questa cosa.

Gianluca | 23/01/2011 ore 18:51:18

 

Strano, ma anche io mi ritrovo qui.Cuffaro evidentemente è sempre stato un gran ri-compattatore di persone, tutte pro o contro di lui, senza vie di mezzo.
Oltre il rispetto per il suo comportamento da imputato, anche per questo ora c'è la buona condotta, avverto un gran magone per il fatto che la montagna di illegalità prodotta alla fine abbia partorito solo la condanna di un topolino (meglio topolone)condannato. Tutto ciò mi dà un senso di vuoto, pari a quello provocato dal tempo perduto.

mingo | 23/01/2011 ore 12:13:08

 

Se i neo-borbonici sono un tantino ridicoli che diresti allora di un gruppo che si rifà al SACRO REGNO DI SICLIA - HOLY KINGDOM OF SICILY e porta la candidatura , nentepopodimenoché di una discendente di federico II , tale Kathrin von Hohenstaufen ?

fara | 23/01/2011 ore 11:02:41

 

Guarda, per commuoverti fino in fondo assolvo persino alla mia funzione di assessore e pubblico l'intervento di Laura Mollica di qualche giorno fa sul Teatro Biondo. A te sembra che io dorma, ma io leggo in silenzio.

Daniela | 23/01/2011 ore 10:41:36

 

Teresa, Alessandra, Fara, persino l'assessore in sonno Daniela!
Stamattina è giornata di grandi ritorni!
Sono contento.

roberto alajmo | 23/01/2011 ore 09:39:30

 

Bentornata, Fara. Mi rendo conto di essere in arretrato, sulla storia del meridione post-unitario.
Ma forse è anche colpa di un certo folklorismo meridionalistico.
Un movimento che si definisce neo-borbonico è di per sè poco credibile.

roberto alajmo | 23/01/2011 ore 09:30:49

 

Appunto.

Daniela | 23/01/2011 ore 09:26:30

 

Fara, a conferma di quello che dici, mi viene in mente Andreotti:
all'epoca nessuno si sognò di dire che presentarsi puntuale agli interrogatori e ai processi, o ancora, non accusare o minacciare la magistratura, fossero comportamenti dignitosi.

Alessandra C. | 23/01/2011 ore 09:19:08 | @

 

Tu hai ragione Daniela, Cuffaro si è comportato normalmente, come ci si dovrebbe comportare in un paese civile , il fatto è che il nostro non è più un paese civile. L'arroganza, l'insolensa del potere, come diceva Shakespeare, alla quale da parecchi, troppi, anni ci siamo abituati ci fa sembrare il gesto di Cuffaro una perla di dignità. Sfuggire alla legge, denigrare i magistrati, sottrarsi al giudizio, autoesiliarsi (= darsi alla latitanza) ormai fanno parte della normalità. Non sopporteremmo altrimenti un parlamento pieno di inquisiti.
E non mi pare una buona giustificazione la "presunzione d'innocenza". Quando si è in attesa di giudizio si deve anche tener conto della " presunzione di colpevolezza" .

fara | 23/01/2011 ore 08:55:08

 

Senza aver letto la penultim'ora, avevo commentato qualcosa ad una nota di Facebook che ha accenti molto simili a quelli che usi tu, Roberto, quando parli della tristezza che ci copre tutti, di vergogna. Però non condivido quanto dici sulla dignità, credo che sia anche questo un segno di un innalzamento della nostra soglia di sopportazione dell'insopportabile. E' Cuffaro dignitoso quando fa una cosa normale, in qualsiasi paese civile, risparmiandosi peraltro l'ulteriore onta dei carabinieri che lo vengono a prelevare a casa, o sono vergognosi i Berlusconi che si rifiutano di andare dai magistrati e i Craxi che se ne scappano in Tunisia? Io credo che Cuffaro abbia fatto solo quello che andava fatto. Non mi viene da festeggiare perché la vergogna di essere stata governata da tale individuo mi sommerge. Non provo gioia, ma neanche compassione per un uomo che mi auguro errà trattato con rispetto in carcere, come dorebbero essere trattati tutti i detenuti.

Daniela | 23/01/2011 ore 08:42:00

 

@ Roberto
Io ho letto "Terroni". Il libro è uscito l'anno scorso. Aprile, da giornalista, ha raccontato in maniera molto lucida che cosa realmente è avvenuto nel Regno delle Due Sicilie durante l'occupazione savoiarda.
Pochi in realta conoscono quanto è successo in quegli anni, la violenza di quella guerra di conquista e il modo con cui ci hanno fatto diventare "terroni". Prima, quando governavano i Savoia era argomento tabù non se parlava completamente e la storia che si studiava era un inno ai savoia. Dopo la seconda guerra mondiale, la storia di quella guerra cominciò a venire fuori. A poco a poco ma era bene evitare spinte secessioniste e quindi era argomento solo di chi ne affrontava lo studio specifico.

Aprile parla degli eccidi , delle distruzioni di interi paesi con migliaia e miglia di vittime civili, donne, vecchi, bambini. Pensa che vennero fucilati centinaia di adolescenti e a Marsala persino una bambina di 9 anni. E questa guerra feroce che fino a pochi anni fa era conoscenza di pochi studiosi è diventata disponibile per tutti.

Oltre gli eccidi e le violenze, si tratta anche della demolizione dei cantieri navali, delle acciaierie , delle fabbriche di tessuti, dei pastifici, dell'industria vinicola. Insomma tutto fu trasportato nelle regioni del nord e nel giro di pochi anni l'intero ex regno delle due sicilie fu ridotto in miseria.

Il comportamento dei Savoia nei confronti delle Due Sicilie fu quello che solitamente si applica alle colonie.


Non è un caso che la Sicilia, volle l'autonomia e volle anche, per rinunciare ad applicarla completamente,la costituzione di un "Fondo di solidarietà nazionale" con il quale lo Stato sarebbe dovuto venire incontro alle esigenze di una regione già danneggiata da ottant'anni di vicende postunitarie.

Anche la famiglia di mia madre ha goduto delle attenzioni del generale piemontese Serpi che nel tentativo di accontentare le voglie di un mafioso garibaldino fa arrestare ben 5 donne come renitenti alla leva.

Sono parecchi anni che mi occupo di questo argomento e so bene quali erano le condizioni del Regno e che cosa è successo dal 1860 in poi. Per molti tuttavia è stata una sorpresa scoprire che siamo stati privati della nostra storia , non solo di quella che riguarda il 1860 ma soprattutto di quella precedente, come se veramente fossero stati i piemontesi a portarci la civiltà

fara | 23/01/2011 ore 08:12:29

 

Perplessa sulla condanna Cuffaro. Mi fa pensare, possasere stato guidato, piuttosto che essere stato un capo decisionale. I deux-ex-machina non pagano mai, perché si tutelano anticipatamente.
Quindi Cuffaro mi sembra a questo punto un capro espriatorio, per carità, del tutto consapevole di esserlo, visti i benefici avuti.
Alla fine 7 anni di carcere, e metti sarà bravissimo, fra due anni esce. Si sarà fatto il conto o lo avranno compensato per questa possibilità.
Cuffaro non ha da perdere nulla. Non aveva un nome da difendere, una professione da difendere, una famiglia da tutelare. Alla fine 7 anni scontabili nel tempo, credetemi se ne farà massimo 2, sono una pena accettabile di fronte ai vantaggi ed al niente da cui era partito.
Di contro, sono ottimista. Chi non crede che la perdita della sua libertà valga così poco, sarà scoraggiato dall'intraprendere questo cammino dell'uomo di paglia che garantisce tutti. La pagherà, almeno con 7 anni di carcere. Io e spero altri vigileremo affinché totò, li faccia tutti, non per lui, che alla fine si é prestato, credo, ma perché nessun altro trovi la prestazione conveniente.

Teresa campisi alias Uma | 22/01/2011 ore 23:59:43 | @

 

@ra: sto leggendo "Terroni" di Pino Aprile con molta difficoltà interiore. Ci sono scritte delle enormità e mai nessuno che le avesse divulgate, c'è la storia del nostro Paese in tutta la sua crudezza e crudeltà come nessuno ce l'ha mai raccontata o fatta studiare. C'è descritto, per filo e per segno, quando e come abbiamo perso la nostra capacità di reagire se non per sussulti.
A volte, sebbene non abbia voglia di leggere, mi impongo la lettura come dovere civico di conoscenza.
E dire che l'ho pure chiesto come regalo di compleanno!!!

marco | 22/01/2011 ore 23:53:16

 

E' proprio vero. Quanta amarezza vedere certificata la propria ragione e l'altrui torto. Perché è come se fossimo stati presi per il culo. E ora che la presa per il culo è terminata non ci si sente più forti, perché sconfitto Cuffaro sconfitti siamo pure noi. Mi chiedo se la stessa cosa succederà con Berlusconi...

Gianluca | 22/01/2011 ore 22:43:38

 

Sono d'accordo con RA, però penso che per la Sicilia quelli da buttare non siano solo i quindici anni di Cuffaro. Gli altri trentotto sono stati spesi bene?
Aggiungo: dire 'anni buttati', mi sembra un'espressione piuttosto blanda, o indulgente, riferendoci a chi non si è limitato a non fare nulla di efficace per lo sviluppo ma ha inferto alla Sicilia danni micidiali con con il suo sfrenato clientelismo e gli enormi sprechi di risorse pubbliche.

Antonio Carollo | 22/01/2011 ore 21:52:23

 

Federico: si vede che c'è fretta di archiviare la questione...
Giuseppe: apprezzo il pensiero. Comunque sia, è una lettura illuminante.

roberto alajmo | 22/01/2011 ore 18:18:10

 

oggettivamente, però, non riesco proprio a capire chi parla della mafia al passato, come se l'era cuffaro fosse tramontata per sempre...

federico | 22/01/2011 ore 18:12:58

 

"Terroni" l'ho sentito recensire su raistereonotte tra le 3 e le quattro del mattino, qualche settimana fa. Non ti volevo svegliare.

Giuseppe Scuderi | 22/01/2011 ore 18:11:04

 

Benvenuto, Vito: mi ero tenuto basso nel numero degli anni per non avvilirmi troppo.
A proposito di quello che dici: qualcuno di voi ha letto "Terroni" di Pino Aprile? E se sì: perché non mi avete avvertito?

roberto alajmo | 22/01/2011 ore 18:00:06

 

15 anni sembra del tutto riduttivo, considerando che basta valutare cosa è la Sicilia oggi e il suo enorme potenziale sviluppo mancato, in termini culturali, sociali ed economici.
Non solo, ma vanno sgombrate certe riflessioni di vasta parte delle figure economiche della regione che pensano che comunque la mafia porta ricchezza.
E' da li che bisogna ripartire, la mafia ha portato degrado, violenza e ignoranza mentre un altro passato era possibile, il futuro? Chissà, dipende anche da ognuno di noi.
Un abbraccio

Vito Griffo | 22/01/2011 ore 17:48:15 | @

 

Fosse almeno d'esempio questa condanna!
Non posso non pensare però al dramma umano dell'uomo: dalle inebrianti stanze del potere ad una cella carceraria. Stoltezza e piccolezza. E' successo milioni di volte nella storia ma colpisce sempre la rappresentazione della caduta di una persona.

Antonio Carollo | 22/01/2011 ore 17:42:37

 

roberto difficile mi sembra

Vitalba | 22/01/2011 ore 17:33:02

 

...cerchiamo almeno di non buttarne altri.

roberto alajmo | 22/01/2011 ore 17:23:50

 

Vado a mangiarmi un cannolo...

Paola | 22/01/2011 ore 13:58:20

 

D'altra parte che film possiamo aspettarci in una società dominata dalla lucida cretinaggine seminata a piene mani dal berlusconismo?

Antonio Carollo | 22/01/2011 ore 13:35:00

 

Dalle monetine dell'hotel Raphael al pellegrinaggio tunisino. Se ripenso a come è avvenuta la metamorfosi, mi viene voglia di aggiungere un reato alla lista della spesa berlusconiana: circonvenzione di incapace.

yorick | 21/01/2011 ore 14:46:57 | @

 

per la precisione: [LINK]

roberto alajmo | 21/01/2011 ore 14:04:23

 

@Daniela, è sorprendente come l'hai scritto 'hip hip hurrà',cosi si scrive nella mia lingua! Ovvero, cosi si scrive e cosi si pronuncia,con tutte le 'h' che si sentono.

Cs | 21/01/2011 ore 11:32:25

 

Grazie, Daniela: fra l'altro quest'anno è appena passato l'anniversario e non c'è stato il consueto pellegrinaggio in Tunisia. La recente rivolta ha ottenuto almeno questo buon risultato.
Quanto al dibattito sul teatro stabile, sono felice di partecipare. Mi piacerebbe pure che ci fosse qualcuno che difende la passata gestione. E' dal confronto delle idee diverse che nascono nuove idee. Intanto però mi risulta che i difensori della gestione familiare si muovano solo sottobanco...

roberto alajmo | 21/01/2011 ore 11:31:46

 

Un hip hip hurrà (come si scrive, boh!?) per la penultim'ora...
Craxi era e resta un latitante, anche post mortem.

Daniela | 21/01/2011 ore 09:43:13

 

Bene Antonio, la tua idea di aprire un dibattito sul futuro del Biondo mi sembra eccellente, un punto da cui si può partire e lavorare appassionatamente assieme a persone – e non solo operatori – che credono in un cambiamento. L’organizzazione di tale dibattito, che per motivi ovvi non può essere gestita da me, potrebbe essere sostenuta, tramite mail , da chi vorrà farsene carico. Prendo per buone le affermazioni di Roberto, che nutre dei dubbi su una effettiva partecipazione degli operatori del settore, ma un tentativo lo farei(con la "benedizione" di Roberto!)
A proposito del coinvolgimento delle scuole, permettimi di specificare che, così come in passato, il Biondo spendeva più energie per le matinée, cioè spettacoli per ragazzi delle scuole elementari o medie che si effettuavano al mattino e sempre per i ragazzi venivano programmate altre cosine.
E infine - ma lo intendo come preambolo - grazie per il sostegno!

maria pecoraro | 20/01/2011 ore 23:28:01 | @

 

Lello, ho letto il tuo post del 17 gennaio. No, grazie. Non sono un ex detenuto e non aspiro a lavorare alla regione...

Laura Mollica | 20/01/2011 ore 22:27:07 | @

 

Lello, perchè dici ciò? A te hanno consigliato questo?

Laura Mollica | 20/01/2011 ore 22:11:51 | @

 

Laura, per favore: accontentati delle risposte che hai ricevuto.
Almeno a te non hanno consigliato di andare a rubare!!

Lello | 20/01/2011 ore 17:50:34

 

Cara Maria, cara Laura: al momento io sono stato pressoché l'unico che abbia frontalmente affrontato la questione Carriglio: e nella sostanziale indifferenza dei più.
Ripeto: non mi tiro affatto indietro, scriverò ancora. Ma la donabbondaggine degli operatori del settore mi lascia poco sperare.

roberto alajmo | 20/01/2011 ore 16:34:34

 

Caro Roberto, è vero, ci sono ruoli diversi, ma il ruolo che ci accomuna è comunque quello del cittadino. Il Biondo lavora grazie al sostegno non già delle istituzioni in senso astratto, ma dei soldi della gente come me e te. Inoltre, si fa artefice di un progetto culturale, di crescita sociale, quindi identificarsi con esso è cosa assolutamente logica, per chi come noi ne comprende la preziosa potenzialità. In considerazione poi del fatto che tu non sei semplicemente un giornalista, ma un uomo di spettacolo, avendo scritto testi per il teatro di prosa e lirica, mi aspetto oltre ad un'analisi distaccata, anche una più coinvolta ed accalorata partecipazione, visto che nel ruolo di scrittore sicuramente ti starebbe a cuore una maggiore apertura del teatro alla nuova drammaturgia. Quello che dice Maria in merito alle possibli dimissioni di Carriglio, è comprensibile. Infatti il senso del suo discorso è che in un contesto traviato, qualunque direzione continuerebbe ad esprimere le medesime debolezze. Quindi, impegnandosi nel risanamento del Biondo da un punto di vista più etico che economico, anche la direzione, naturalmente avvierebbe un processo di trasformazione, per il miglior bene della collettività. Non avere più carriglio e continuare ad avere i suoi cloni sarebbe un grande fallimento, comunque. In ultima analisi, piuttosto che le dimissioni di carriglio, mi aspetterei la rivolta cittadina. Cosa che al momento non credo avverrà. Io, comunque, rimango in campana...

Laura Mollica | 20/01/2011 ore 15:42:48 | @

 

Ritengo di dover tornare sul post di Maria Pecoraro del 10.01.2011 perché mi sembra una fonte utile, qualificata e affidabile, per impostare un discorso su passato presente e futuro del Biondo.
Maria ricorda che il Teatro Biondo Stabile della Città di Palermo è nato anche per valorizzare le risorse del territorio, i giovani e le compagnie di ricerca. Negli ultimi tempi si è perso tale spirito, si è attuata una politica che ha portato alla riduzione del pubblico del venti per cento.
Fa presente che è importante a) affrontare le difficoltà presenti del Teatro in un clima di trasparenza, chiarezza e competenza, di ascolto e di apertura a nuove idee, b) costruire delle strategie diverse e realistiche, c) investire sulle risorse umane presenti all’interno del Teatro.
Partendo dalla necessità di pubblicizzare i bilanci preventivi e consuntivi propone di coinvolgere scuole, quartieri e strutture culturali, di offrire ai giovani registi e attori spazi e occasioni di lavoro, di organizzare laboratori di teatro, corsi di formazione, stage di perfezionamento per le varie categorie delle professionalità teatrali. Infine chiede che la città di Palermo si preoccupi dell’attuale marasma e prenda posizione per la rinascita del suo Teatro.
Questa la lucida proposta di una dipendente che conosce a fondo i problemi del Biondo. A me pare che abbia toccato tutti o quasi tutti i punti delle questioni sul tappeto. Per quanto si riferisce al coinvolgimento di scuole, quartieri e associazioni culturali si può dire che le parole di Maria riecheggino un po’ le istanze di rinnovamento e di apertura democratica portate avanti con foga negli anni Settanta. Colpisce, poi, in questi tempi di penurie finanziarie, la creazione di laboratori e corsi di formazioni che, se pur opportune, richiederebbero ingenti finanziamenti, oggi di dubbia reperibilità.
In sostanza ci sarebbe (c’è) materia, nelle linee avanzate da Maria Pecoraro, per l’apertura di un proficuo dibattito in città.

Antonio Carollo | 20/01/2011 ore 15:19:19

 

Ma di che cosa stiamo parlando! Con sincerità, penso che la tua affermazione pone dei limiti alla discussione e all’eventuale proseguimento.
Le parole hanno un peso e dobbiamo decidere se mostrarle per autoreferenza o per difendere e portare avanti una nostra idea. Dobbiamo decidere da che parte stare e lottare per sostenere la nostra posizione - ognuno di noi in prima persona - indipendentemente dalla politica o dal nostro mestiere. Non ho la presunzione di sentirmi una mosca cocchiera, ma una persona che ha degli ideali, una dignità e come tale stufa di sottostare a delle condizioni che non mi appartengono. Senza dimostrare risentimento, lamentarmi o parlarmi addosso, voglio agire per operare un cambiamento nel sistema e secondo il principio che il sistema siamo noi, il cambiamento deve necessariamente venire da noi, modificando il nostro modo di pensare. Sarò idealista? Di ciò mi si può accusare, ma non mi puoi chiedere, caro Roberto, di essere dipendente o aspettare le scelte dei politici, che, eccetto pochi, sono di parte, e peggio ancora deleterie.
Ho sempre creduto e sostenuto, che non serve cambiare il direttore artistico, ma il sistema. Altrimenti faccio il gioco di Puglisi che vede il tutto dal punto di vista economico. E non ti pare che sia la stessa cosa? Serve un progetto, idee, persone che operano per il raggiungimento di un fine comune, ribadisco, per un bene comune! Per la nostra vita, per la nostra cultura!

maria pecoraro | 20/01/2011 ore 14:27:27 | @

 

In teoria sono d'accordo, Laura. Ma è anche vero che ognuno deve fare il suo mestiere. Il giornalista è una specie di controllore, e passare alla sponda dei controllati mi pare eticamente una forzatura.
Quanto alle proposte, io ho fatto quella preliminare: le dimissioni di Carriglio.

roberto alajmo | 20/01/2011 ore 13:39:29

 

Concordo con lei, Sig. Carollo. Maria ha già scritto ciò che in tanti nutriamo in cuore. A questo vorrei aggiungere che si potrebbe chiedere sin da subito al consiglio di amministrazione del Biondo di aprire un tavolo di audizioni con le maestranze artistiche (quindi non sindacali) già presenti in teatro. A Roberto, invece, vorrei dire che è sempre un errore pensare di non avere personali responsabilità nella gestione della cosa pubblica e limitarsi a indicare il problema senza proporre o spendersi per le soluzioni. Altro equivoco è ritenere che i problemi del teatro Biondo siano esclusivamente economici. Chiedere la pubblicazione dei bilanci è comunque un diritto dei cittadini palermitani. Sono sicura che verrebbero fuori tante, ma tante magagne....

Laura Mollica | 20/01/2011 ore 12:14:44 | @

 

Troppa prudenza. Qualche idea si potrebbe buttar giù.
Per la verità Maria Pecoraro l'ha già fatto ampiamente con un post che è un vero programma per il Biondo del futuro (con alcuni ritocchi, a parer mio).

Antonio Carollo | 20/01/2011 ore 11:09:33

 

Non facciamo le mosche cocchiere, però. Noi possiamo sollevare il problema, ma la soluzione è molto al di sopra della nostra portata.
Passa attraverso un rivolgimento elettorale che per Palermo sembra ancora molto di là da venire. Per fare uno Stabile ci vuole un Comune, per fare un Comune ci vuole un governo nazionale. In questo momento quindi mancano tutti gli ingredienti.

roberto alajmo | 20/01/2011 ore 10:03:13

 

Bene, Maria. E' naturale che la mia fosse una provocazione. Allora, andiamo alle proposte. Io sono tutta orecchie. Proposte concrete,però e non del tipo: "volemose bene". Aspetto da te, da Roberto e da chi vuol farsi avanti...
Io qualche idea ce l'ho.Non sono le idee che mancano, ma in questo momento,la voglia di attuarle.

Laura Mollica | 20/01/2011 ore 08:33:16 | @

 

La cosa che stento a capire è: perché proprio ora. Ora che siamo in tempi difficili non dà più fastidio sapere che c'è un tizio che non sa (lo sa, lo sa) dove mettere i soldi? Altro esempio: perché un operaio deve fare rinunce mentre un Marchionne qualsiasi può portare a casa lo stipendio di un esercito di metalmeccanici?
Altra cosa che non capisco: perché a difendere il sardanapalo di palazzo Chigi e Grazioli sono proprio quelli che piangono miseria?
A Roberto suggerisco cautela, però, se no qualcuno pensa che gli attacchi a Mr. B. siano strumentali: che so, mica vuoi diventare conducator?

yorick | 20/01/2011 ore 08:12:26 | @

 

Se siamo per un miglioramento, lo siamo e basta. Azzerando tutte le nostre difese, senza difendere nessuno e senza accusare nessuno. Nasce spontaneo nel momento in cui ci ricordiamo - noi "teatranti" - che esiste un pubblico e in questo ci dobbiamo riconoscere, guargando avanti senza rammarico. Proviamo ad immaginare come vogliamo che sia un Teatro Stabile della nostra città!

maria pecoraro | 19/01/2011 ore 22:57:24 | @

 

Quando sento parlare del Teatro Biondo nei termini di “teatro della città”, ammetto senza riserve di provare un senso di disgusto misto ad orticaria e colite. Ma quando mai il Teatro Biondo è stato il teatro di questa città? Se è vero che la storia dell’arte è la storia degli artisti, il Biondo è stata la tomba dell’arte come degli artisti di Palermo. E’ stato il luogo dove si sono spente tutte le speranze e i sogni di tanti bravi, le cui professionalità sono state volutamente ignorate ed umiliate dal Direttore artistico, costantemente preoccupato dalla possibilità che qualcuno dei palermitani potesse emergere. Gli “spardati”, gli “scarsi”. Così sono da sempre definite le maestranze di questa povera città. Ero giovanissima quando ebbi l’opportunità di partecipare e due produzioni: “Buela” di Franco Scaldati e “Bambulè” di Salvo Licata. Pochi mesi di scrittura al minimo sindacale. In oltre venti anni, da allora, nonostante fosse stato fatto diverse volte il mio nome, non sono mai stata più chiamata per altre collaborazioni e solo in un’occasione ho cercato di incontrare il Direttore Artistico. Mi fu dato un appuntamento, io andai, mi fu chiesto di aspettare, passarono molte ore (circa tre), poi mi fu chiesto di tornare in un altro giorno, perché il Maestro era impegnato. Per la seconda volta, tutto si svolse alla stessa maniera, con una interminabile attesa e un nulla di fatto. Capii che non c’erano presupposti per un qualunque tipo di dialogo, a meno che non mi facessi raccomandare da qualche politico in auge e non fui più disposta ad accettare di essere offesa nella mia dignità di essere umano. Non sono certamente scontenta della mia carriera artistica che si è svolta brillantemente, anche senza il Teatro Biondo, anzi direi grazie a questo. Sono una cantante apprezzata e ho portato la mia arte in tutto il mondo, ma per me, il teatro biondo, se non cambia stile di gestione, può anche chiudere, per tutte le volte che ha chiuso le porte in faccia agli artisti di Palermo. E’ chiuso da quando la politica ha determinato che questa istituzione non sarebbe servita alla crescita della città, ma all’affermazione dell’arrogante potere da sempre nelle mani di uno solo. Giocattolo per alimentare il suo delirio di onnipotenza. Mi dispiace per gli amici e colleghi che vedono in bilico le loro certezze lavorative, ma almeno loro avranno la pensione….è un grande privilegio, oggi come oggi. Che occasione mancata, per questa città! Mi viene in mente un episodio. Lo racconto con raccapriccio, superando anche un comprensibile pudore. Avevo vent’anni. Mi trovavo in teatro con i miei colleghi, alcuni dei quali speravano di vedermi far parte della compagnia stabile, quando Carriglio si avvicinò invitando tutti al bar. Mentre ci si incamminava verso l’uscita, si voltò e mi disse: “a lei, signorina, non l’ho invitata, anzi, è inutile che ci viene a trovare, perché lavoro per lei non ce n’è in questo teatro”. Qualcuno tra i denti commentò: “le solite Carrigliate”. Avevo le lacrime agli occhi ed ero troppo giovane per rispondere a tono. Per molti anni, passando dalla Via Roma, ho preferito percorrere il marciapiede opposto all’ingresso del teatro. Sono rientrata nella sala grande solo ultimamente, per dare un ultimo saluto all’amico Pippo Spicuzza, per il quale era stata allestita la camera ardente. Il teatro biondo? Chiudesse al più presto, se non vuole lavorare per il bene della città! La sofferente dignità degli artisti, non può essere ancor di più umiliata dalla salvezza delle strutture che non sono amiche di questa terra. Chi pensa che parlo così perché ho il dente avvelenato, ha ragione. Ma la cosa singolare è che persino i dipendenti del Biondo hanno il dente avvelenato, e molto più di me, e in cuor loro odiano chi servono con devozione. A loro vorrei ricordare, se fosse necessario, ma non credo, con quanta speranza sono saliti su quel carrozzone che si chiama Teatro Stabile, e con quanti sogni! Attori, registi, autori, scenografi…una vita sprecata ad inseguire occasioni perdute… E’ grazie al loro impegno e alla loro abnegazione che il teatro è diventato stabile. Sicuramente ricordano le misere paghe e le repliche con un pubblico di tre persone, finalizzate esclusivamente ad accumulare borderaux. Adesso è arrivato il momento che anche loro prendano posizione, e non solo per salvare lo stipendio. Il giorno che mi innamorerò ancora una volta del sogno del teatro palermitano, sarà per costruire dalle ceneri, ma forse i tempi non sono ancora maturi. Apprezzo moltissimo le parole di Maria Pecoraro. E’ assolutamente certo che non può esistere alcun risanamento senza la determinazione di tutti quanti di costruire qualcosa per il bene della collettività, mettendo da parte i propri piccoli, a volte piccolissimi interessi.

Laura Mollica | 19/01/2011 ore 22:18:44 | @

 

Anche saper scrivere, a volte, è espressione di potere tanto come guazzabugliare nei media. Per mia fortuna però non sono un lama cosicché nell'eventualità non mancherò di obbedire al suggerimento optando per altri strumenti un tantino piu' igienici.
@Romp:caro, il tuo morbidoso rientro ha trascinato per un attimo qui dentro anche me...

m. | 19/01/2011 ore 21:11:36

 

...ok, ci sto! Rispetterò il patto!

maria pecoraro | 19/01/2011 ore 19:38:18 | @

 

Grazie, Giuseppe. Grazie Maria. Grazie a tutti, per tutte le gratificazioni di questi giorni.
In realtà non ho la minima intenzione di cedere su nessuno dei due o tre fronti di combattimento aperti in questo momento. Gli incoraggiamenti solo solo un incentivo in più.
Nel frattempo, sappiate che se domani mi vedrete accettare un ruolo di potere di qualsiasi tipo, sarete autorizzati a sputarmi in faccia.

roberto alajmo | 19/01/2011 ore 18:32:15

 

La considerazione di Gianni Puglisi dimostra che si ha paura di instaurare un contraddittorio. I discorsetti non dobbiamo tenerli in considerazione, ma spero che si abbia il coraggio di agire tenendo ben presente la gravità della situazione. Chi vuole agire per un reale cambiamento mette in moto condizioni e opinioni diverse dalle precedenti e con questa "uscitaccia" Puglisi dimostra che è fuori strada.

maria pecoraro | 19/01/2011 ore 15:14:11 | @

 

Penultim'ora di ieri: Roberto pensava che gli italiani potranno permettersi ogni genere di schifezza rifacendosi all'illustre(?) precedente. Ma no, credo proprio di no. Abbiamo (hanno) accettato che in questo Paese prosperi un Marchese del Grillo, che declama il celebre "è che io so' io". Noi non ci permetteremmo (non si permetterebbero) mai di fare gli stessi reati e invocare l'impunibilità. Sappiamo e abbiamo (hanno) accettato il fatto che la legge non è uguale per tutti.

Penultim'ora di oggi: mi è capitato di essere discreto e fare un passo indietro, ma me ne sono pentito. Per fortuna posso recuperare.

yorick | 19/01/2011 ore 14:45:46

 

Ricordo anche il padre di Panascia, il pastore valdese.

Finche ci sono teste così, e ce ne sono tante, le speranze sono poche. Lettera su Italians, Corriere.it

Ciao Beppe,
spero di riuscire a scriverti due righe stavolta senza essere interrotta (dal lavoro, sono un'autonoma). Mi piace quello che hai scritto («L’immagine imbarazzata di un Paese», 18 gennaio): dici che l'Italia si merita di meglio. È vero.
Ma il problema è che personalmente questo meglio non lo vedo, non amo Bersani perché tutela lo statalismo/leninismo, non amo Di Pietro perché tutela una giustizia che va cambiata (i tempi biblici e la casta dei giudici che si permettono due mesi di ferie l'anno, ne vogliamo parlare?), non amo Vendola perché non so cosa sia Vendola: uno spot? Casini? Uno che alla tv attacca sempre il solito disco «ciascuno si prenda le sue responsabilità» con la pioggia o con il vento, che tipo è? Fini? Uno che serve allo statalismo di destra, ma sempre di statalismo si tratta.
Il Berlusca è quello che ci ha preso, dannatamente preso. Ha fiutato l'aria di noi che ci eravamo rotti le scatole di quelli che gridano al morto e portan via il vivo. Che dicono: «a morte chi non paga le tasse», ma io so per certo che ci sono tantissimi di sinistra che non le pagano e nonostante tutto seguitano a gridare. Io sono una che le paga le tasse, così come le pagava mio padre, eppure non ho nemmeno tempo per stare dietro neanche alla coda all'ospedale perché devo lavorare e non posso fare due mesi di ferie all'anno come gli statali, e non dire di no perché l'ha appena fatte una mia amica che appena le fa male un ditino sta a casa per una settimana.
Quando mi trovi uno come lui fammi un fischio che lo voto. Vive la liberté, abbasso la mistificazione. Se il Berlusca si fa le minorenni non me ne importa un fico secco, per la cronaca.

antonia | 19/01/2011 ore 14:19:12

 

Molto bello il ricordo di Arnaldo

romp | 19/01/2011 ore 12:11:56

 

Caro Roberto, il pensiero di Gianni Puglisi è l'emblema della versione palermitana della "macchina del fango": chiunque chiede qualcosa lo fa per tornaconto personale. E sai che ne abbiamo tante prove. Ciao ciao

Giuseppe Scuderi | 19/01/2011 ore 09:06:28

 

Io direi,c'è poco da decidere,avrà donne e non solo in ogni 'porto',secondo di chi e di cosa ha bisogno....o di cosa hanno bisogno altri.

Cs | 19/01/2011 ore 08:22:22

 

Io ci credo che il Presidente (del) Coniglio è fidanzato ufficialmente.
Ho solo l'impressione che ancora si debba decidere con chi.

roberto alajmo | 19/01/2011 ore 07:40:50

 

"...gli italiani lo voterebbero comunque." Si,si sta toccando il fondo, in ogni senso. Da qualche parte stavo leggendo qualche giorno fa un articolo,parlava del ponte sullo stretto, parlava di appalti promessi,parlava della relazione tra la mala e B.
B.ad ogni costo deve rimanere a galla,altrimenti affonderà di brutto,verrebbe tenuto sott'acqua....Qui mi viene un pensiero.Una volta sentivo parlare dei ragazzetti della mala,giovani,anche minorenni, i quali dicevano che è meglio vivere da 'Dio' anche solo per un breve periodo e per poterlo fare vale la pena rischiare. B.,forse da tempo pensa e lo sa che il suo potere viene discusso...perchè non vivere tutto il bello possibile finchè gli è 'permesso' farlo?
Qualsiasi cosa faccia, non credo che possa cadere.E' troppo 'potente',protetto e sa di esserlo.

Csilla | 18/01/2011 ore 22:25:36

 

Secondo gli ultimi sondaggi gli italiani lo voterebbero comunque. Mi dispiacerebbe per loro, se non mi dispiacesse di più per me.

yorick | 18/01/2011 ore 19:58:43

 

Aggiungi di davanti a chi.

A.C. | 18/01/2011 ore 19:11:14

 

Di fronte al racconto di quel che avveniva in quel certo villone per opera chi pretende di guidare una nazione una desolata tristezza mi attraversa e mi dilava (come dice Mario Luzi) dalle residue illusioni su un presente in presunto movimento verso un pur quasi impercettibile spiraglio di speranza per noi e per la nostra gente.

Antonio Carollo | 18/01/2011 ore 19:06:00

 

@ RA, certo.....come da 'aspettativa' mia.

Cs | 18/01/2011 ore 14:54:54

 

Proprio oggi ho scoperto che il presidente del teatro Stabile di Palermo, Gianni Puglisi, sostiene che io attacco Carriglio perché voglio prendere il suo posto.
E questa persona mi conosce! E' che per certuni è impossibile persino immaginare che esistano persone che hanno un modo di ragionare diverso dal loro.
Csilla: ti ho risposto, credo.

roberto alajmo | 18/01/2011 ore 13:21:53

 

Roberto, non è meglio vivere nell'anonimato invece di occupare le prime pagine, tulle le pagine e intere trasmissione televisive per il numero di donne che hai avuto?
Donne, bambine, quel che siano......e poi, pare che ami i gay( ancora non si parla di gay come compagni dei giochi)che 'orgoglio'!
Ieri ho visto una su sky che ha tatuato gli iniziali di B.sulla pelle......non c'è più religione.
Ma che schifo! Tutta sta storia ha sfiorato ogni limite di decenza.....oltrettutto perchè parliamo di uno che dovrebbe rappresentare il paese e lo fa bene, nella tenda del leader libico.


Cs | 18/01/2011 ore 12:57:03

 

Lello, i reati da pena di morte come scippi, furti in appartamento, accattonaggio ai semafori, ti garantirebbero un posto da custode o simile ma se vuoi aspirare ad un buon posto, come alto dirigente bancario, responsabile di Ente, o parlarementare devi dedicarti a reati come concussione, corruzione, falso in bilancio, bancarotta fraudolenta, prostituzione minorile, tenutario di bordello d'alto bordo. Insomma datti una smossa!

fara | 18/01/2011 ore 12:49:29

 

@Lello,quello dei detenuti si definisce reintegrazione ma per essere reintegrati prima c'è bisogno di integrarsi in qualche modo.Onestamente o meno si trova un 'luogo' d'appartenenza.Molti lo trovano.Tu non trovi un modo per ottenere quel che vuoi,potrebbe valere lo stesso anche per gli ex detenuti.C'hanno provato,non riuscendoci hanno preso altre strade, meno nobili ma sempre opportunità erano.Almeno, forse qualcosa da mangiare portava la loro scelta.Siamo alle solite, nulla si ottiene per merito reale. Quel che sorprende e preoccupa è che oramai si nota una incapacità di indignarsi senza precedenti.Viviamo in una società incivile, caratterizzata dal degrado fisico e umano,dal menefreghismo e dal disprezzo per tutto ciò che è pubblico,una parte di questa società è acefala che tollera tutto poi c'è la cosiddetta società civile la quale o vola troppo alto o si immischia nella melma quotidiana.Gli intellettuali non dicono e spesso neppure vedono la verità, tranne eccezzioni, sono schierati.Gli imprenditori pensano agli affari loro,i sindacati spesso agiscono ai margini, rispetto al recente coraggio in tema Fiat.La politica è quella che conosciamo, una non politica.Una buona parte dell'Italia non è proprio allineato con la modernità,è incapace di raggiungerla in mancanza di reali possibilità.Si spera in una risalita,sperando che la rassegnazione di massa non abbia troncato la voglia di reagire.
Posti agli ex detenuti? Mi viene un dubbio.Non farà mica parte dei favori che la politica deve a qualcuno in cambio di ......voti?

Cs | 18/01/2011 ore 12:49:10

 

Hai ragione, Yorick. Oggi senza aver fatto almeno un po' di turismo sessuale sur place, non sei nessuno.

roberto alajmo | 18/01/2011 ore 12:40:02

 

Aggiungerei anche qualche reato a sfondo sessuale. Certo, le persone più fragili rischieranno di vergognarsi, però per irrobustirsi un po' c'è sempre la scuola del tg1.

yorick | 18/01/2011 ore 09:32:48 | @

 

Ma è semplice, Lello: mettiti al passo coi tempi. Una rapina con effrazione, uno scippo a una vecchietta...
Scusa se te lo dico, Lello, ma dovresti curare un po' di più il curriculum.

roberto alajmo | 18/01/2011 ore 03:41:08

 

Caro Roberto, scusa la mia sfacciataggine, ma avrei una richiesta da farti.
Potresti dirci la tua riguardo il progetto ( ... ) di Lombardo di assumere migliaia di ex detenuti alla Regione?
Confesso che questa mia richiesta è puramente di parte, e spiego il perché: non sono un ex detenuto ma mi piacerebbe avere anche io un giorno, tramite regolare concorso pubblico aperto alla gente perbene , la possibilità di lavorare in un ufficio pubblico.
Grazie.

Lello | 17/01/2011 ore 22:47:10

 

Penultim'ora; la nostra società è quella descritta nell'articolo.E' un dipinto strano però il quadro che raffigura questa società, in continua evoluzione, viene sempre ritoccato pur solo con piccolissime pennellate...invece di migliorare però,in termini artistici, perde anche la sua originalità. L'articolo, probabilmente per pura omissione si scorda di un fatto,dell'aggravante della situazione.Ed è che il tutto comincia molto prima, prima di arrivare a qualsiasi potere, in qualsiasi cortile. L'arte del pensare ai tornaconti personali si impara in famiglia, sin da piccoli. E' questo che vedo intorno a me.Si va verso dove si mangia di più con meno fatica possibile, tutto il resto è dettaglio,facilmente trascurabile.

Csilla | 16/01/2011 ore 10:18:31

 

Leggi: sono un tutt'uno anziché è un tutt'uno.

A.C. | 15/01/2011 ore 15:53:33

 

Zine Al Abidin Ben Ali è fuggito ignominiosamente dal suo paese. Sinceramente non me lo sarei aspettato. Le dittature nel mondo arabo hanno ben altro spessore rispetto ad altre, ad esempio, a quelle dell'America Latina. Questo perché sono formate da coacervi di gruppi, clan, tribù, ben amalgamati nella gestione dei poteri politico ed economico, che in pratica è un tutt’uno. Immagino che Ben Ali ad un certo punto si sia reso conto del venir meno del terreno sotto i suoi piedi. Gli eccessi di autoritarismo, il dilagare della corruzione nella burocrazia e nel ceto politico gravitante intorno alla presidenza hanno probabilmente minato la sua credibilità nei confronti dei clan suoi sostenitori. Da qui la fuga, un atto che è sempre dettato da incapacità e impotenza.
D'altra parte la rivolta di Tunisi non credo si debba ascrivere unicamente alla reazione popolare per il rincaro dei prezzi delle derrate alimentari. Da qualche anno le inquietudini dei popoli arabi si sono fatte più palesi e frequenti. Si chiedono condizioni di vita migliori, un futuro per i giovani e un’apertura verso la democrazia. L'emigrazione è vissuta come una crudele lacerazione, ed una umiliazione di fronte alle restrizioni e all'arroganza dei governi occidentali. Gli accresciuti contatti, gli scambi con gli usi e i costumi delle popolazioni europee hanno fatto crescere il grado di consapevolezza politica, non solo tra gli emigrati. E’ un vento che si sta levando dalle città e dalle desolate lande arabe. Certamente non c’è da illudersi molto. Le forze della conservazione sono sempre dominanti. A tutto questo ci sono da aggiungere le contraddizioni del risorgente islamismo, che non sono da sottovalutare, tanto più che le agitazioni sono cavalcate proprio da elementi fondamentalisti. Non c’è da aspettarsi che in Tunisia dopo le prossime elezioni si instauri un potere pienamente democratico, come non c’è da aspettarselo in Egitto dopo il ritiro di Mubarak. Ma il seme del cambiamento è già in azione. I governi occidentali, anziché limitarsi soltanto a sostenere qualsiasi regime laico autoritario che assicuri libero accesso alle fonti petrolifere, dovrebbero spendere tutta la loro influenza per indurre i gruppi al potere nei vari paesi arabi ad un allargamento verso i ceti popolari delle loro basi di consenso.

Antonio Carollo | 15/01/2011 ore 15:51:13

 

Evidentemente erano finiti entrambi, Paola.

roberto alajmo | 15/01/2011 ore 07:10:11

 

Comunque vada a Mirafiori c'é poco da essere contenti.

Gianluca | 14/01/2011 ore 23:38:12

 

Penso che definire "guerra del pane" la rivolta in Tunisia sia un errore.
E' la fame di libertà e diritti che ha spinto la gente alla protesta.
Anche se una dittatura che assicura il pane ai propri sudditi forse può durare più a lungo.

Paola | 14/01/2011 ore 13:59:09

 

Benvenuto, Federico.
Ti ho mandato il file per posta elettronica. Visto che è esaurito...
Buona lettura.

roberto alajmo | 14/01/2011 ore 00:35:50

 

Caro Roberto, ho avuto il piacere di incontrarla alla Feltrinelli l'altra sera, proprio mentre avevo appena chiesto se ci fosse il suo libro "Notizie del disastro".... Non ero a conoscenza della presentazione del libro e mi e spiaciuto molto non essere arrivato prima....Lei mi aveva dato un suo contatto ma arrivato a cas a l'ho smarrito per questo le scrivo dal sito....Grazie comunque....

giuseppe geraci | 14/01/2011 ore 00:18:52 | @

 

Caro Roberto, ho avuto il piacere di incontrarla alla Feltrinelli l'altra sera, proprio mentre avevo appena chiesto se ci fosse il suo libro "Notizie del disastro".... Non ero a conoscenza della presentazione del libro e mi e spiaciuto molto non essere arrivato prima....Lei mi aveva dato un suo contatto ma arrivato a cas a l'ho smarrito per questo le scrivo dal sito....Grazie comunque....

giuseppe geraci | 14/01/2011 ore 00:18:12 | @

 

Anch'io, come Antonio, mi sono perso qualcosa. Voglio recuperare in fretta, però, come ai tempi della scuola in vista dell'interrogazione. Quando arriverà il momento non potrò fare granché, ma almeno sarò preparato.

yorick | 13/01/2011 ore 15:48:11 | @

 

Io ti faccio i complimenti per la scelta di Carlo Pisacane. Un personaggio assai poco conosciuto e , quando conosciuto, conosciuto male. Mi spiace non essere stata ieri sera alla Feltrinelli ma purtroppo mia suocera aveva un appuntamento con l'oculista proprio ieri pomeriggio e, data l'età della signora, abbiamo (io e il condomino) dovuto accompagnarla

fara | 13/01/2011 ore 11:10:33

 

Da dove spunta fuori questo nuovo libro del nostro sorprendente Padrone di casa?
Non ne sapevo nulla, per mia negligenza. Cercherò di reperirlo.
Ecco, eventi come la presentazione di questo libro alla Feltrinelli mi fanno pesare molto la lontananza dalla Sicilia. Cercherò di rifarmi in estate.

Antonio Carollo | 13/01/2011 ore 10:45:32

 

Ma tu, con quella bocca, puoi dire quello che vuoi!!!!
:D

Daniela | 13/01/2011 ore 10:39:49

 

"Suvvia, Daniela: Pasta del Capitano è un dentifricio buono, non ottimo".

roberto alajmo | 13/01/2011 ore 05:15:59

 

C'è una cosa che non ho detto oggi, alla presentazione. Perché non volevo passare per quella che ti faceva complimenti e perché volevo avere la conferma di quello che pensavo guardando bene il libro. I personaggi scelti da te sono eroi di tutti i giorni, sono uomini oscuri a cui restituisci la dignità e assegni un ruolo di memoria. La storia siete voi, parafrasando De Gregori.
Lidia Ravera ha scelto dei nomi che, perlomeno al buon lettore, alla persona informata, suonano familiare. Non voglio dire che è un lavoro più facile, anzi può essere molto rischioso. Ma è sicuramente più ovvio, rispetto alla scelta che hai fatto tu. Questo dovevo dire e questo ho detto. Augh!

Daniela | 12/01/2011 ore 23:58:25

 

Amici! Lettori! Concittadini!
Vi aspetto numerosi, oggi pomeriggio da Feltrinelli. Alle 18.
Mi raccomando.

roberto alajmo | 12/01/2011 ore 10:32:09

 

Grazie Roberto!
C'è una misura in tutto e oggi più che mai non possiamo più permetterci - penso nessuno di noi - di sfuggire davanti alle nostre responsabilità, assuefarci, pensare che nulla possa cambiare o di peggio, "vendicarsi" di qualcuno o biasimarlo, poichèl'aspetto più importante è il cambiamento. E tale cambiamento è in base alla forza che ognuno di noi tira fuori per far sì che l'altro trasformi la propria opinione, nel massimo rispetto.

maria pecoraro | 11/01/2011 ore 13:49:01 | @

 

Benvenuta Maria.
Anzi, doppiamente benvenuta: lavorare al Biondo e mantenere una tale indipendenza d'opinione è ammirevole.

roberto alajmo | 11/01/2011 ore 10:24:54

 

Non pretendo di avere o dare soluzioni, non è mio compito, non sono un politico, perché la “questione” Teatro Biondo è politica e noi dipendenti non possiamo e non dobbiamo pagarne le conseguenze.
E' noto come il teatro Biondo sia diventato, negli anni ottanta, il Teatro Stabile della città di Palermo organizzando un lavoro che teneva conto del territorio, dei giovani e di compagnie di ricerca, e di come in tempi recenti, abbia perso tale spirito orientandosi verso una politica i cui frutti sono la riduzione di pubblico di circa del 20% annuale.
L’attuale crisi dei teatri e in particolare la nostra, non è una questione da trattare con delicatezza, nel senso che occorre fare una seria autocritica, assumersi ognuno di noi, a tutti i livelli, le proprie responsabilità, valutare un criterio dal quale ripartire, lasciando da parte i nostri molteplici interessi personali e puntare dritti allo scopo primario, lo scopo del Teatro, ovvero con umiltà servire per un bene collettivo.
Condurre un lavoro importante all’interno del teatro Biondo significa affrontare concretamente le difficoltà presenti in un clima di trasparenza, di chiarezza, di competenza, di ascolto e di apertura a nuove idee indipendentemente dalle tendenze politiche; significa mettere in luce strategie diverse e investire sulle attuali risorse umane all’interno del teatro.
La necessità di rinnovamento deve iniziare con una linea di trasparenza quindi, abbattiamo tutte le dicerie e tiriamo fuori i bilanci preventivi e consuntivi; deve iniziare con un lavoro metodico di intervento sul territorio, coinvolgendo scuole, quartieri e strutture culturali; si offra la possibilità ai giovani registi e attori di sentirsi meno  « soli » ; si offrano spazi ed occasioni, si organizzino laboratori di teatro o stage di perfezionamento che tengano conto delle diverse categorie professionali, in quanto la formazione professionale diventa - per tutti e soprattutto nell’attuale era tecnologica – elemento primario di crescita costante.
Teatro Biondo della città di Palermo: è tale se la città – e prima di tutti gli intellettuali e i “teatranti” - si preoccupino solo un poco di questo marasma e, senza procurare ulteriore caos, prendano una posizione obiettiva e onesta.

maria pecoraro | 10/01/2011 ore 22:13:48

 

Esiste. Mangia o si aspetta di mangiare.

roberto alajmo | 10/01/2011 ore 17:04:43

 

Perché, esiste ancora una intellighentsia palermitana?

Daniela | 10/01/2011 ore 16:56:21

 

Il silenzio è volutamente assordante, ed è sinonimo di omertà. Fa comodo, consente di galleggiare davanti al potente in carica, sia questo un sindaco, un presidente dell'ARS prodigo di consulenze, un presidente della provincia di manica larga, un assessore regionale detentore dei cordoni della borsa regionale o europea

Giuseppe Scuderi | 10/01/2011 ore 16:45:50

 

Che bello ricevere la tua pacca sulla spalla, Titti.
Amici a parte, e in privato, da parte dell'intellighentsia palermitana, silenzio tombale.

roberto alajmo | 10/01/2011 ore 16:28:10

 

caro roberto, la questione di carriglio e della sua gestione è stata denunciata tante volte, anche da emma dante. in particolare la questione dei bilanci fu oggetto di una petizione lanciata da emma e mila spicola che in pochissimi a palermo firmarono. sopratutto del mondo della cultura. l'impero di carriglio è stato incontrastato per decenni perchè ha fatto comodo a tanti, come dici tu stesso. nel libro intervista a emma dante edito da navarra, appena uscito trovi molta parte di questa storia. se hai tempo, mi piacerebbe avere un tuo commento, baci

titti de simone | 10/01/2011 ore 14:48:17 | @

 

assolutamente d'accordo sulle dimissioni di carriglio, facendo luce sulla sua gestione anche. la direzione artistica venga data a emma dante come sarebbe normale in una città che vuole rinascere e non sprofondare nella munnizza

titti de simone | 10/01/2011 ore 14:40:33 | @

 

Penultim'ora, il piano B mi sembra che caratterizzi meglio l'attuale situazione politica e non solo quella.Temo però,che presto si farà un piano alternativo ancora, quando anche la persona unica si frazionerà...

Cs | 10/01/2011 ore 09:13:53

 

Diciamo che dovrebbe dimettersi ad honorem. Per il complesso dell'opera.

roberto alajmo | 08/01/2011 ore 20:59:17

 

Scusami, Roberto, forse perché sono uscito da poco dall'Aldilà-Hereafter del vecchio Clint e ne porto ancora i segni dell'impatto emotivo o per la mia ignoranza delle cose del Biondo, qualcosa del tuo articolo sulle dimissioni di Pietro Carriglio non riesco ad afferrarla bene. Quest'ultimo si dovrebbe dimettere perché la sua parte politica ha tagliato i fondi per la cultura o perché ricopre l'incarico da tempo immemorabile o perché uno degli sponsor (Regione) non è più dalla sua parte o perché i risultati della sua sovrintendenza sono scadenti o per tutt'e tre queste ragioni ed altro ancora? Non mi sono chiare neanche le cause del suo conflitto di interessi.
La mia non vuole essere una critica ma una bandiera bianca di fronte all'ostica complessità degl'intrecci cultural-politici esistenti a Palermo.

Antonio Carollo | 08/01/2011 ore 20:50:29

 

Grazie, Lello: ritroverai l'argomento nel libro che sto scrivendo: "Arriva la fine del mondo". Sottotitolo "E ancora non so cosa mettere".

roberto alajmo | 08/01/2011 ore 16:29:41

 

Vi segnalo questo articolo, è molto interessante.

[LINK]

Lello | 08/01/2011 ore 11:16:56

 

Antonio, sono perfettamente d'accordo con te,coscente delle regole internazionali vigenti....staremo a vedere quanto queste regole verranno riconosciute e quanto prevarrà il rispetto per le istituzioni supreme.
@Lello, credo che in Italia le prox generazioni sono e saranno sempre avviate abbastanza bene per non dover/voler ribellarsi.
Proprio ieri ho sentito da qualche parte "come fa questo mondo di merda reggersi in piedi?" ....in effetti.

Csilla | 05/01/2011 ore 15:51:57

 

Csilla, prossimamente la Corte Suprema del Brasile si pronuncerà sul ricorso avanzato dall'Italia; se essa è composta da giudici indipendenti non potrà che confermare il verdetto precedente (di estradizione).
Dopo spetterà alla Presidentessa emettere il provvedimento definitivo.
In quel momento Dilma Roussef dovrà dimostrare di essere un capo di stato maturo, consapevole delle sue responsabilità e degli interessi del suo paese o di essere rimasta la vecchia guerrigliera di cui nel consesso delle nazioni non ci si può fidare abbastanza.
Poi, eventualmente, c'è la Corte Internazionale dell'Aia.
Un capo di uno stato democratico non può calpestare con leggerezza un principio di giustizia fondamentale, valido in tutte le latitudini: un uomo che ha ucciso quattro volte degli innocenti e rovinato la vita ad una quinta vittima, al quale sono stati irrogati irrevocalbimente quattro ergastoli non può essere sottratto alla sua giusta pena.
Questo ovvio ragionamento regge se il governo italiano, finite le dimostrazioni e la sceneggiata imbastita dal Premier, continuerà a tenere il fiato sul collo a quello brasiliano (minacciando (e mettendo in atto se del caso) conseguenze nelle relazioni bilaterali.


Antonio Carollo | 05/01/2011 ore 15:00:20

 

@Penultim'ora
Secondo me saranno i giovani di oggi a ribellarsi domani: adesso è ancora presto. Adesso hanno ancora nonni e genitori in vita che gli consentono di sopravvivere. Terminata una generazione, scatterà la vera emergenza sociale.

Lello | 05/01/2011 ore 14:33:03

 

Carla Bruni scende in campo nel caso Battisti.....si sono veramente perse le staffe.
Chissà fino a che punto prevarranno "le ragioni della giustizia" di cui parlava Antonio giorni fa.

Csilla | 04/01/2011 ore 22:22:57

 

Ho una vaga sensazione che in Italia manco il Big Bang arriverà,ovvero passerà inosservato, l'avranno già previsto,ci saranno già tutti i sistemi pronti per schivare ogni sua conseguenza...il marcio c'è, si espande a dismisura di continuo e per 'qualche strana ragione' è inestirpabile.

Cs | 04/01/2011 ore 18:15:19

 

Ma arriva il big bang. Ecco che arriva. Meglio anzi togliersi dalla traiettoria.

roberto alajmo | 04/01/2011 ore 17:16:38

 

Roberto, che c'è di strano in quel che scrivi? E' la norma,un frammento del nostro quotidiano. Amici finchè necessità non ci separi.....

Csilla | 04/01/2011 ore 15:45:18

 

@Penultim'ora
Non a caso, Rem Koolhaas nel suo "DELIRIOUS NEW YORK" (bellissimo libro) scrive:

La città che "in un singolo isolato – l’area più estesa che possa essere sottoposta al controllo architettonico – sviluppa un’unità massima di Ego urbanistico"

Ale Cu | 02/01/2011 ore 19:23:10 | @

 

Da un sondaggio del quotidiano "Il Tirreno" sul Toscano del 20010 sono risultati vincitori alla pari Enrico Rossi, Governatore della Toscana, e Matteo Renzi, sindaco di Firenze. Sarebbe possibile in Siclia un simile verdetto per Raffaele Lombardo, governatore, e per Diego Cammarata, sindaco di Palermo, in un'analoga competizione?
Sogno, la realtà è così lontana da un idillio del genere! La verità è ben diversa: le due figure istituzionali di punta, che dovrebbero lavorare in stretta collaborazione, sono invece in perenne guerra tra di loro.
Mi viene in mente Piazza Politeama per Capodanno: silenzio e tristezza.
Hanno spento Palermo?

Antonio Carollo | 02/01/2011 ore 19:09:39

 

Visto oggi il pezzo su Mediterraneo sulla presenza ebraica nella storia della mia Siracusa. Effettivamente mio padre mi aveva riferito nel nostro quartiere la presenza di un signore anziano con la kippah. Dev'essere il rabbino del servizio. Allora auguri a tutti.

Gianluca | 02/01/2011 ore 15:05:13

 

Csilla, io immagino che le ragioni della giustizia prevarranno. Il Brasile, pur con la sua storia travagliata, è un Paese che sta facendo passi da gigante per essere annoverato tra le potenze dell'Occidente, non potrà ignorare che non c'è democrazia senza Stato di diritto; la Corte Suprema si è pronunciata per l'estradizione; esiste un trattato; un quadruplice omicida giudicato con sentenza passata in giudicato non può essere considerato un perseguitato politico.
A mio parere Lula non si è comportato da statista ma da capo di un partito estremista. La neo Presidente non potrà non seguire la linea della magistratura del suo Paese se non vuol perdere la faccia nel consesso dele nazioni.
Tutto questo presuppone che la linea della fermezza assunta dall'Italia perduri fino al raggiungimento dello scopo, senza tentennamenti o appannamenti.

Antonio Carollo | 01/01/2011 ore 21:27:05

 

Antonio, credi sul serio che il diniego di Lula sarà cancellato?
Secondo me Battisti se lo terranno come un tesoro per utilizzare la sua eventuale estradizione per qualche scopo particolare/politico nel bisogno. A qualcuno farà sicuramente comodo la permanenza di Battisti in Brasile.In caso cosi non fosse, lui, Battisti avrà tutti i suoi propri sistemi per evadere un eventuale estradizione.

Cs | 01/01/2011 ore 19:53:11

 

Lello, non mi sembra che le cose dette da Napolitano siano aria fritta come fa supporre la tua ironia. Il suo impegno verso i giovani è concreto: ha indicato al governo le linee per migliorare il testo della legge sull'università per quanto riguarda i giovani, e stai tranquillo che in sede di decreti applicativi si farà sentire nuovamente.
Come sappiamo il Presidente non governa ma svolge un ruolo di garanzia delicatissimo. I provvedimenti (cioé i fatti, come dici tu) non spettano a lui.
Nessuno può disconoscere, io credo, la sua capacità di influenzare e moderare (senza interferire) le forze politiche e lo stesso governo, avendo conquistato una posizione super partes indiscutibile.
Questo è il minimo che si possa dire della presidenza Napolitano.

Antonio Carollo | 01/01/2011 ore 15:36:46

 

Su cosa non sei d' accordo, Antonio?
Sul discorso di Napolitano, il mio bidello delle scuole medie avrebbe detto: " Belle parole, belle frasi, ma fatti niente "..

Lello | 01/01/2011 ore 14:40:31

 

Lello, mi permetti di non essere d'accordo con te?
Roberto, Lula ha fatto un regalino al suo partito d'origine come si fa con un bambino petulante.
Sa benissimo che il suo diniego sarà cancellato.

Antonio Carollo | 01/01/2011 ore 14:22:39

 

Il discorso di Napolitano è stato davvero originale e coerente. Lui è così vicino ai giovani, al punto che ha appena firmato la legge Gelmini.
E poi ha detto delle cose che non avevo mai sentito prima.
Da apprezzare pure che non abbia terminato dicendo: " Nulla disseta più dell' acqua " o " Non esistono più le mezze stagioni ".

Lello | 01/01/2011 ore 12:17:22

 

Il nostro premier potrebbe proporre uno scambio tra Battisti e Ronaldinho...

Lello | 01/01/2011 ore 12:11:29

 

"... inaffidabili per quanto riguarda la tutela dei diritti umani?" ....solo per quanto i diritti umani?
L'Italia non si può paragonare nemmeno a un vecchio pallone rotto, una volta sgonfio, inutilizzabile.Solitamente un pallone arrivato si cambia,l'Italia pensa sempre di riuscire ad aggiustare l'inaggiustabile per salvarsi.Cosi facendo per lungo tempo,gioca male,si espone malissimo,perde rispetto,diventa inaffidabile, ridicolo.Non c'è un altro paese similmente caotico laddove tutto l'assurdo è possibile, le cose normali, limpide non esistono e nulla cambia da secoli, aggiungerei,per il meglio.


Cs | 01/01/2011 ore 10:22:59

 

BUON ANNO A TUTTI

Vitalba | 01/01/2011 ore 03:04:48

 

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