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Ciao Roberto,
primo di tutto dirti che...

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Grazie a te, grazie a Sandro Veronesi e grazie a Milano. Siete stati tutti molto generosi.

Roberto Alajmo | 21/11/2018 ore 11:39:01 | @

 

Contenta che Milano ti abbia accolto con una rara giornata di sole terso. Grazie per l'ora densa che ci avete regalato.
Manuela

Manuela | 18/11/2018 ore 23:16:42 | @

 

Grazie, Fernando. Ne approfitto per segnalare che sto riscrivendo integralmente quel libro: una nuova versione "remix" di Palermo è una Cipolla uscirà in primavera.

Roberto Alajmo | 28/10/2018 ore 18:35:46 | @

 

Ciao Roberto,
primo di tutto dirti che sono uno straniero e ti domando scusa per mi mancanza di vocabolario.
Ho finito di leggere il tuo libro "Palermo è una cipolla" in italiano e mi è piaciuto tantissimo.Io non vedo che sia una guida, per me, oltre che una guida è un dipinto di una città che non conosco e adesso mi piacerebbe conoscerla.
Grazie tante

Fernando | 27/10/2018 ore 14:29:59 | @

 

..ci conto. Manuela

Manuela | 14/09/2018 ore 23:08:28 | @

 

Grazie dell'istinto, Manuela. Ogni tanto capita di venire a Milano. Restiamo in contatto, come si suol dire.

Roberto Alajmo | 09/09/2018 ore 19:39:58 | @

 

Non ti conoscevo. Ora si. Ti ho letto per istinto. Che è infallibile se davvero libero di muoversi. Traggo un sospiro di sollievo: esiste ancora quel tipo di persona.... esisti vero??
Passi mai dai momenti culturali milanesi? Speriamo di si.

Manuela | 08/09/2018 ore 22:51:20 | @

 

Certo che sì, Paola. Il mio posto non vuole essere minimamente polemico con chi in buona fede indossa una maglietta rossa. Voglio solo sottolineare come, in assenza di una strategia qualsiasi di contrasto (anzi, in presenza di distinzioni bizantinissime fra le diverse anime del progressismo) qualsiasi iniziativa rischia di avere il respiro corto, e col respiro corto non si va lontano.

Roberto Alajmo | 08/07/2018 ore 07:18:48 | @

 

Vabbè, ma una maglietta rossa, in silenzio, si può fare

Paola | 07/07/2018 ore 13:06:09

 

Ti ringrazio molto. Ecco il link:
[LINK]

Roberto Alajmo | 21/06/2018 ore 13:01:31 | @

 

Buongiorno, io sono di Trieste, dall'altra parte dell'Italia :-) Volevo dirle che ho letto il suo splendido libro "L'estate del '78" e che mi sono permesso di pubblicare una piccola "recensione" sul Forum Anni 70.net nella sezione Letteratura, con il nickname di Insight. Se ha piacere di leggerla... :-)

Grazie, saluti da Trieste.

Massimiliano

Massimiliano | 21/06/2018 ore 09:41:04 | @

 

Ti ringrazio, Antonino.

Roberto Alajmo | 02/06/2018 ore 00:02:23 | @

 

Caro Roberto, ho appena finito di leggere (in due giorni) il tuo ultimo libro (L'estate del '78): complimenti! Lo ritengo uno dei migliori libri che abbia letto negli ultimi mesi (e sono un lettore accanito). E normalmente ... non scrivo agli autori!
Ciao e buon lavoro.
Antonino

Antonino Lo Nardo | 01/06/2018 ore 22:28:38 | @

 

Caro Paolo, prendilo come un invito a tornare in Sicilia...

Roberto | 18/05/2018 ore 12:09:18

 

Sono stato nella Sicilia sud-orientale nella prima settimana di maggio e, in una delle non frequenti librerie incontrate, ho acquistato "L'arte di annacarsi". Il libro ho finito di leggerlo ora, al mio ritorno a casa, ma rimpiango di non averlo letto prima : il viaggio sarebbe stato più bello.

Paolo Ciappi | 16/05/2018 ore 12:10:43 | @

 

Grazie Vincenzo. Era tante, in quegli anni. Forse sono tante anche oggi.

Roberto | 04/05/2018 ore 05:13:05

 

Ciao Roberto, ho finito ieri di leggere il tuo ultimo libro "L'estate del '78". Grazie. Ho vissuto solo per certi versi la stessa tua esperienza. Mia madre soffriva di quello che negli anni '70 chiamavano "esaurimento nervoso". Ha convissuto per tutta la vita con questa "malattia" finché improvvisamente un arresto cardiaco non posto fine alla sua sofferenza. Ma è stata una donna forte, che nonostante il peso che si portava dentro, ha saputo accudire mio padre fino alla fine e reggere al disperato dolore della morte del figlio. Mi ha lasciato in eredità, anche se in forma più lieve, il suo mal di vivere. Spero di essere forte come lei nel sopportarlo...
Grazie ancora!!!

Vincenzo | 02/05/2018 ore 20:36:17 | @

 

Nadia, non ti dico niente. Ma idealmente ti abbraccio.

Roberto Alajmo | 28/04/2018 ore 23:20:54 | @

 

Ho letto L' estate del 78 durante i duri e difficili giorni di ospedale che hanno portato alla morte di mia madre, a causa della demenza senile.
Ho fatto i conti con il senso del mio rapporto con lei, affascinante e bionda borderline, naufragata nel suo dolore di vivere.
Libro intenso, commovente e anche a tratti ironico con uno sguardo affettuoso su come a volte sia difficile essere figli e anche padri.
Splendido e coinvolgente.

Nadia | 28/04/2018 ore 21:55:20 | @

 

Grazie a te, Nunzia, di essere entrata in risonanza con questo libro.

Roberto Alajmo | 28/04/2018 ore 07:50:12 | @

 

Grazie per aver condiviso con noi lettori i suoi sentimenti, che sono diventati anche i nostri.

nunzia alfano | 26/04/2018 ore 16:45:22 | @

 

Grazie Roberto. Ancora non ho capito se è coraggio o incoscienza. Qualche presentazione farò, ma non so ancora bene.

Roberto Alajmo | 06/04/2018 ore 07:47:36 | @

 

che coraggio. Libro profondissimo, ma bello . Difficile, ma ogni famiglia ha i suoi lati oscuri, spesso sommersi. . Il suo libro mi ha colpito molto, complimenti...
Sono previste presentazioni di questo libro?

Roberto | 05/04/2018 ore 09:37:42 | @

 

Sorrido...

Roberto Alajmo | 01/04/2018 ore 17:38:22 | @

 

La sensazione, arrivando all'ultima pagina, è che ne esci più appuntito di prima. Che quell'addormentarsi nonostante la decisione di non farlo, sia scaramantico, come quel tapparsi in casa alla data fatidica. Che se c'è un sonno, è ristoratore.

yorick | 01/04/2018 ore 10:38:06 | @

 

Continua nei prossimi giorni...

Roberto Alajmo | 19/03/2018 ore 15:59:45 | @

 

Fiato sospeso. Perché funziona così: l'autointervento se lo fa lo scrittore, ma l'effetto benefico lo avverte pure il lettore. Che magari può imparare a trattare la propria materia invisibile allo stesso modo.

yorick | 19/03/2018 ore 11:22:36 | @

 

...come l'errore che volutamente i grandi artisti persiani del tappeto inserivano nei loro capolavori: per non competere con la perfezione, che apparteneva solo ad Allah.

Roberto Alajmo | 14/11/2017 ore 08:38:47 | @

 

I E io che pensavo che fosse per non suscitare l'invidia degli dei! (Alajmo docet)

Paola | 13/11/2017 ore 09:21:01

 

Be', anche cercare un indirizzo a Venezia è piuttosto avventuroso: sestiere e numero progressivo sono gli unici indizi. Un postino al primo giorno di lavoro rischia di impazzire.
Bel racconto, comunque.

Roberto Alajmo | 06/11/2017 ore 08:14:44 | @

 

Il Costa Rica, paese in pieno sviluppo, non ha vie e strade con il nome. Quindi, un indirizzo tipico è: Quartiere X, seconda strada a destra, 100 metri dal semaforo, quarto portone a sinistra... ecc ecc.
Ma da dove inizia il conteggio della strada? Cioè, la prima a partire da dove? E poi, a destra o sinistra da quale direzione di percorso? Complicato!
Mi chiedo anche come facciano a compilare quei formulari standard in cui solitamente alla voce “indirizzo” c’è solo lo spazio per una trentina di caratteri.

Comunque questa cosa ha suscitato in me un ricordo di tanti tanti anni fa. 1969, avevo 13 anni e, tramite Topolino, che leggevo ogni settimana e che pubblicava gli indirizzi di potenziali “amici di penna”, avevo cominciato a corrispondere, in inglese, con tre coetanei. Una ragazza di Tokio, un ragazzo di Timisoara ed una ragazza di Wroclaw. Ai tempi ero già fissata con le lingue e con la “conoscenza del mondo”, per cui avevo scelto di scrivere in inglese ad una giapponese e a due giovani dell’est.
Erano lettere molto neutre, ci si raccontava com’era la propria scuola, la casa, quali erano gli hobbies, cosa si voleva fare da grandi, ecc.
La cosa che mi ricordo ancora era l’attesa e l’emozione di ricevere la lettera dal Giappone, scritta con caratteri ordinatissimi su quella carta velina che si usava per la posta aerea. Anch’io, per rispondere, usavo quella carta e quelle buste con tutto il contorno colorato e la scritta “ By air mail - par avion”. E, dato che in Giappone non avevano, e forse non hanno ancora, gli indirizzi come i nostri, con nome della via e numero civico, ma un sistema di zoom-in che indica la prefettura, il quartiere, le intersezioni, il blocco di edifici e via dicendo, dovevo sempre scrivere un indirizzo lungo. Ne ricordo ancora l’inizio: Nakahara-ku, Kawasaki-shi......

È un ricordo tenero. Le lettere dei ragazzi dell’est erano più “abbottonate”. Michiko dal Giappone invece mi raccontava molto minuziosamente la sua giornata, cosa vedeva dalla finestra della sua stanza. Io le raccontavo del vento caldo, dei gelati. Non ci scambiavamo foto, ci comunicavamo il materiale necessario per immaginare. Era una cosa che prendeva tempo, una cosa lenta. Bella

antonia | 05/11/2017 ore 15:52:37

 

Purché non valga come attenuante.

Roberto Alajmo | 04/11/2017 ore 09:58:47 | @

 

Vale più per i popoli che per o singoli

Fara | 04/11/2017 ore 07:37:40

 

Mi fa piacere che tu lo abbia notato: certe volte prima mi viene il titolo, addirittura, e poi il pezzo.

Roberto Alajmo | 18/10/2017 ore 16:42:27 | @

 

Interessante il punto di vista sulla turpe faccenda Weinstein. Ma il titolo è da applausi a scena aperta.

yorick | 18/10/2017 ore 08:39:56

 

"Il preambolo dell'odiatore" è una espressione bellissima.

Roberto Alajmo | 09/10/2017 ore 10:15:06 | @

 

Triste quando sono persone a cui saresti anche mediamente affezionato a esibirsi nel preambolo dell'odiatore, e di seguito in tutto il resto dello spettacolo. In questi casi mi sembra di essere solo al mondo.

yorick | 08/10/2017 ore 17:39:16 | @

 

"Odio ergo sum"

Roberto Alajmo | 08/10/2017 ore 09:28:15 | @

 

I cultori del “ma” e i confusi tra “libertà di parola e libertà di offesa”

Fara | 08/10/2017 ore 07:24:01

 

Mi fa piacere trovare ogni tanto un commento qui, adesso che quasi tutto passa su facebook.

Roberto Alajmo | 24/09/2017 ore 16:00:05 | @

 

Hai lucidamente ragione

Fara | 23/09/2017 ore 10:46:28

 

Bella descrizione, Antonia. Secondo me vale per tutte le latitudini, di sicuro in occidente: gli odori della vecchiaia si somigliano.

Roberto Alajmo | 10/07/2017 ore 16:49:31 | @

 

Vite parallele
Ieri si è allagata la cantina. Disastro! Non danni gravissimi, ma ora devo scendere di nuovo a controllare con calma in che stato sono le cose finite a mollo. La riparazione, finalmente, è finita ieri sera alle 10 e mezza. Stamattina ho ancora nel naso l'odore di quell'acqua e di muffa. Bleah.
Però: i vicini sono stati estremamente gentili e collaborativi, uno è addirittura venuto ad aiutare.
Ma una cosa mi è rimasta impressa, un "quadro umano" più malinconico che triste. Per spiegare meglio: io vivo all'ultimo piano di un palazzo di fine 800, un appartamento nuovissimo e tecnologico costruito dove c'erano le soffitte. Ma sotto di me gli appartamenti sono vecchi. In uno di questi, in cui io e l'operaio siamo dovuti andare per controllare i tubi, vive una signora anzianissima e malata con la sua badante. Entrare in quell'appartamento mi ha stretto il cuore. Il pavimento di legno un po' scricchiolante, la tappezzeria così vecchia da essere diventata quasi incolore, coi disegni appena percettibili, apparecchio telefonico color beige-nocciola anni 70, porte del colore dell'apparecchio telefonico, più gialline e un po' scrostate, cucina con le piastrelle rosso mattone (perché si usavano così scure?), vecchie pentole usate per 50 anni almeno, poche cose, non un apparecchio elettrico, non un colore, neanche un freezer... e poi, eccolo, QUELL'ODORE, odore di caldo e centrini di velluto forse mai lavati, di scatoloni dimenticati sull'armadio, di vita che sta finendo. In tutto questo squallore malinconico brillava la badante, come un momento di luce ed aria fresca in quell'atmosfera di passato polveroso. Una signora sui 40, slovacca, coi capelli rossi. Dolcissima con la sua "paziente", come la definiva lei, allegra in quella specie di prigione triste. Non l'ho mai vista in giro; date le condizioni della signora anziana penso non possa uscire e non la possa lasciare un momento. Sembrava quasi contenta dell'imprevisto che portava un po' di vita là dentro. Quando sono tornata su, a riparazione fatta, per dirle che poteva di nuovo usare il lavandino della cucina, era lì, aveva lasciato la porta di ingresso aperta, e stava seduta su una sedia a guardare una televisione minuscola. Ci siamo augurate la buona notte con un grande sorriso.

antonia | 06/07/2017 ore 09:32:59

 

Mi mordo la lingua, caro Salvatore...

Roberto Alajmo | 30/06/2017 ore 11:42:13

 

L'equivoco di fondo è: ma la Rai deve essere anche intrattenimento? Deve essere una piccola Rai che rinuncia alla pubblicità in favore delle private? Ma il livello qualitativo complessivo (al netto delle singole trasmissioni e dei singoli conduttori più o meno apprezzati) è peggiore di quello delle private? E se sì perchè Rai continua ad avere sempre più ascolti ? La tv privata italiana (leggasi soprattutto Mediaset) ha veramente tanto innovato e migliorato l'offerta? La proliferazione dei talk (amati più dai politici che dagli spettatori) rende un vero servizio al pubblico? Oppure rende un favore agli ospiti? Sempre gli stessi in un circo insopportabile. Domande e ancora domande. Sono trentasette anni che me le pongo.

Salvatore Cusimano | 29/06/2017 ore 11:46:37 | @

 

Ciao Gippe. Mi farà piacere vederti.

Roberto Alajmo | 09/06/2017 ore 22:37:34 | @

 

Ciao Roberto,

Ho visto che la prossima settimana sarai in cucina con Gigi Mangia all'Istituto Italiano di Cultura.

Ci saro'........

Gippe

gippe | 09/06/2017 ore 10:14:19 | @

 

Questo dico: in Italia a ribellarsi contro le tasse sono quelli che le tasse non le hanno mai pagate.

Roberto Alajmo | 07/06/2017 ore 11:55:19 | @

 

Per evitare che Antigone possa essere considerata una ribellista senza costrutto, ci viene in aiuto Gandhi: "Solo chi normalmente obbedisce alle leggi, acquista il diritto alla disobbedienza civile." Quindi, solo chi dimostra di sapere rispettare le leggi giuste - anche a costo di rimetterci soldi, carriera, privilegi e magari anche la vita - ha il diritto di opporsi a quelle leggi che gli risultano ingiuste e/o immorali. La resistenza per ragioni etiche a norme ingiuste si differenzia dal ribellismo per ragioni di interesse privato perché chi resiste alla legalità ingiusta è disposto a pagare le conseguenze della propria disobbedienza. Antigone, nell’immaginario collettivo, continuerà a splendere di luce propria; l'evasore delle tasse è un opportunista che finirà dimenticato nel cestino della Storia.

Maria D'Asaro | 06/06/2017 ore 19:43:26 | @

 

Grazie Maria. Ogni tanto dubito che ci sia qualche lettore vero. Di quelli coi quali si crea vera intimità. Mi togli un dubbio.

RA | 17/05/2017 ore 12:06:03

 

I due ultimi due post - su Emma Dante e sul masochismo dei ciclisti - sono dei gioielli. E' un piacere leggerti.

Maria D'Asaro | 16/05/2017 ore 22:58:37 | @

 

Caro Diego, il pessimismo della ragione è ovvio. Ma l'ottimismo della passione è doveroso.

Roberto Alajmo | 03/03/2017 ore 07:56:40 | @

 

Perfetta analisi e, come sai, sogno che in quanto tale è assolutamente utopistico. Non parlo ovviamente dei problemi organizzativi ed economici, ma del l'impossibilità che una società assolutamente malata metta in piedi un progetto di lunghissimo termine, affidandosi perdippiu' ad uno stuolo di architetti che di questa società sono costola malata. Perdona il mio pessimismo ma forse i nostri nipoti si troverebbero di fronte ad un secondo e terzo 'sacco' di Palermo. Dibattito comunque da aprire, anche se nel frattempo moriremo di dibattiti, vedendo il bello altrove. Diego

Diego | 02/03/2017 ore 06:30:38 | @

 

Grazie della stima, cara Marina. Ci tornerò su questa storia. Al di là dei tre protagonisti, tutte vittime, c'è un indotto che sembra proprio romanzesco.

Roberto Alajmo | 02/02/2017 ore 23:23:32 | @

 

Lo sai cosa penso a volte?
Penso che se mettessi sotto uno con la macchina per sbaglio, preferirei morire. O mi condannerei all'ergastolo e andrei in prigione volontariamente.
Una volta credevo fosse per senso di colpa. Ne ho per qualsiasi cosa, forse perché sono donna, forse perché di famiglia incessantemente cattolica.
Ma ultimamente ho il terrore del linciaggio da parte della folla inferocita.
Ne avevamo già parlato.
Lo sai perché adoro i tuoi libri? Perché tu non condanni nessuno; non giudichi, lasci che gli eventi accadano; sei spettatore. Nei tuoi libri i protagonisti criminali, sono persone comuni, semplici, deboli, magari nevrotiche. Persone "normali".
Dirò una banalità, ma io sono sicura che togliere la vita a qualcuno volontariamente sia sbagliato in modo universale e non solo perché lo dice la legge. Molta gente se ne dimentica.
Si può perdere la ragione, per il dolore.
Avere pena per il giustiziere della notte è molto soggettivo e averne pena o non biasimarlo, come ho già scritto, non significa farne un eroe, che sciocchezza! Ho solo scritto quello che spesso ci viene di pensare, se mai qualcuno facesse del male ad un nostro caro, se qualcuno facesse del male a mio figlio. E molte volte ho ucciso qualcuno col pensiero o col prurito nelle mani e il viso rosso.
A perdonare dobbiamo essere prima noi spettatori: i Giudizi Universali lasciamoli a chi di dovere.
Forse dovevo starmene zitta,stamattina, farmi i cazzi miei e avrei evitato di farmi dare della fascista da uno sconosciuto.
Probabilmente sono andata fuori tema e tu, al solito, sei cento libri avanti a me.

Marina | 02/02/2017 ore 14:02:19

 

I neo-cafoni sono di più che una categoria. Si configurano come classe sociale a sé stante.

Roberto Alajmo | 15/12/2016 ore 14:25:50 | @

 

Manca il senso del dovere, del fare le cose non soltanto per interesse personale. L'attuale classe dirigente rispecchia in pieno i propri cittadini. Quanti Cafoni (vetero o neo) negli enti locali, negli uffici a servizio del cittadino o, semplicemente, per strada?

ilConteDandy | 14/12/2016 ore 17:36:56 | @

 

Un caffè pagato per la signora!

Roberto Alajmo | 25/11/2016 ore 10:24:52 | @

 

Ecco, ora l'ho letto, finito, "assimilato" mentalmente, ci ho ripensato, riflettuto...
"Carne mia" mi ha fatto sorridere, aghiacciare, pensare e insomma, è un libro bellissimo.
"Efferate stroncature" non me le posso inventare, mi dispiace!

Diamila | 24/11/2016 ore 15:56:43 | @

 

Grazie Fara. Questo romanzo sta crescendo bene. Ti chiedo - se puoi, se potete - di mettere la vostra opinione in evidenza su facebook. Aiuta molto.

Roberto Alajmo | 14/10/2016 ore 12:32:15 | @

 

E bravo! Ho letto carne mia. Sei tornato a descrivere i quartieri di periferia che tanto ti sono congeniali. Periferie che possono trovarsi in aperta campagna, nel mezzo di una città o trasferite in una realtà lontana da quella siciliana.
Affascinanti utopie con regole e culture proprie che affondano le loro radici nei più antichi comportamenti umani.
Un abbraccio

fara | 14/10/2016 ore 11:07:20

 

Ho capito che sono scarso a twitter.

Roberto Alajmo | 13/10/2016 ore 17:26:34 | @

 

Mi mancano i tweet, quando potevo facilmente andare a leggermi la "Penultim'ora", mentre col blog invece ci penso solo quando il caso mi fa l'occhiolino!
Torni?

Diamila | 12/10/2016 ore 20:58:58 | @

 

Fiducia? sì.

A scatola chiusa.
Ad occhi chiusi.
Perché sempre chiuso, quando invece la fiducia è apertura?

Diamila | 12/10/2016 ore 20:55:24 | @

 

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Fiducia a scatola chiusa. Grazie.

Roberto Alajmo | 11/10/2016 ore 16:43:05 | @

 

Non voglio leggere l'inizio, perché poi vorrei continuare e invece manca il seguito.

Tanto val aspettare -con la felicità di sapere ora che c'è un nuovo romanzo di Alajmo!

Diamila | 11/10/2016 ore 00:14:41 | @

 

Pensa che io li chiamavo nella mia testa "capitoli fast forward"

Roberto Alajmo | 10/10/2016 ore 18:32:23 | @

 

Leggo anch'io, ogni momento è buono. Sono colpito da tutto, ma specialmente dalle scene in avanzamento veloce.

yorick | 10/10/2016 ore 15:05:44 | @

 

Sorrisone....

Roberto Alajmo | 06/10/2016 ore 16:33:11 | @

 

Finalmente ho tra le mani "Carne mia". Recapitato ieri, oggi sono a metà. L'inizio è al fulmicotone: un capitoletto che riproduce la scena finale della storia. Assoluta originalità; ne ho letto di romanzi, non mi è mai capitato qualcosa di simile. Ritmo sostenuto. Consueta profonda conoscenza dell'animo siciliano (palermitano), storia forte coinvolgente. Stile scarno, molto dialogato con mano sicura (non per nulla l'autore è a capo di un grande teatro). Dopo undici anni ("E' stato il figlio")Roberto è tornato alla prosa d'invenzione. Non ne dubitavo, e l'ho detto, nonostante una sua dichiarazione in senso contrario. La libertà nella scrittura è tutto.Un bravo sentito al nostro Roberto. Mi aspetto un finale altrettanto imprevedibile.

Antonio Carollo | 05/10/2016 ore 09:56:08 | @

 

"...Ci sperimenta nella paura, e nel silenzio
per molteplici forme, dove ci incontra, ci conosce... "

Roberto Alajmo | 26/09/2016 ore 08:47:58 | @

 

Restiamo, in silenzio.

E io non me lo spiego che in un modo: "l'orrore"
Una fuga della coscienza collettiva,
Una rimozione istantanea per non impegnarsi a pensarci.

(Rosi Lesto)

rosi | 25/09/2016 ore 08:56:37 | @

 

Ci si può proteggere con una fuga
ci si può sorreggere con una dissociazione
ci si può addormentare nella negazione della stessa
ci si può convincere a non dare ascolto alla richiesta di un aiuto alleggerendone il senso attraverso una incoscienza
ci si può allontanare da quel che non si è in grado di trattare
E tale, resta:
La violenza entra dentro di noi
e ci rende diversi da quel che siamo
Ci sperimenta nella paura, e nel silenzio
per molteplici forme, dove ci incontra, ci conosce
perché la violenza è semplicemente coinvolgente
può esistere giorno per giorno per arrivare e crescere
e resistere giorno dopo giorno, per abituare a tacere
molte persone ne sperimentano una volta o un tempio
senza la speranza di un montaggio di un'altra scena
camminano tra volti insolidali per respirarne nuova aria
E la violenza, presa a loro indifferenza,
opprime le alte capacità di comprenderla.
Cambiano i loro palazzi, le loro strade, le loro stesse vite
Cambia il loro stesso mondo
Ed essi, non se ne accorgono.

rosi lesto | 25/09/2016 ore 08:30:20 | @

 

Vedo che sei un cultore della materia, caro Yorick. Non è quella storia, ma quella storia l'ho finalmente sputata fuori. Sarà il prossimo libro, dopo questo.

Roberto Alajmo | 23/09/2016 ore 08:32:29 | @

 

Mi chiedevo se è la stessa carne di cui parli qui... [LINK]

yorick | 22/09/2016 ore 15:07:34

 

Be', pure io.

Roberto Alajmo | 21/09/2016 ore 18:38:14 | @

 

Non vedo l'ora!

yorick | 21/09/2016 ore 15:06:57 | @

 

Grazie Alessandro, un romanzo esce fra meno di un mese...

Roberto Alajmo | 09/09/2016 ore 12:12:55 | @

 

Caro Alajmo, le faccio i miei in bocca al lupo per la ripartenza del Biondo ma mi raccomando, che questa non sia una scusa per non scrivere!

Alessandro M | 09/09/2016 ore 09:46:56 | @

 

Un'altra fiction utile per chi non ha vissuto quegli anni, o per quelli che vogliono rinfrescarsi la memoria. Mi chiedo solo se non sia possibile sottrarsi alla retorica. Io, tanto per dire, non ho mai visto una redazione di giornale dove i redattori fanno comizi idealistici. In quelle che ho conosciuto io il cinismo regnava sovrano.

Roberto Alajmo | 01/09/2016 ore 09:21:03 | @

 

Ieri sera ho visto "Io sono Libero", il docufilm su Libero Grassi.
Non sto qui a disquisire se il film fosse buono o no, voglio solo dire che mi ha fatto rivivere quei miei anni a Palermo, in quel periodo. Gli anni che mi fecero decidere di andare via. Una cosa ricordo benissimo. Ci fu la trasmissione Santoro-Costanzo in parte in diretta dal Teatro Biondo, presente anche nel film. Ad un certo punto chiesero a tutti gli italiani di accendere tutte le luci di casa per testimoniare la volontà di fare luce sulla vicenda Grassi e sulla Mafia. Presente, da Costanzo, c'era anche Falcone. Io allora vivevo in un grosso condominio dietro l'ospedale di Villa Sofia, era fatto ad L e quindi si vedevano tutte le finestre degli appartamenti. Io accesi tutte le luci e corsi in terrazza aspettandomi di vedere che qualcuno aveva fatto come me. Buio. Solo qualche finestra, qui e là, tristemente accesa. Ci rimasi malissimo. Forse quell'appello era stata una cavolata, ma la mancanza totale di adesione mi diede un senso di nausea.
Io me ne sono andata, dopo l'uccisione di Falcone e Borsellino. Tanti miei amici sono rimasti e li ammiro per la loro forza, per il loro rimettersi in piedi dopo le tante sberle ricevute. Sono migliori di me, probabilmente.

antonia | 30/08/2016 ore 12:45:43

 

Io sono più dispiaciuto se muore una persona che conosco personalmente. Ma mi pare più che normale.

Roberto Alajmo | 29/07/2016 ore 07:12:56 | @

 

E poi ci si preoccupa anche della situazione in quelle zone, che porta ancora più instabilità e con essa attentati e carneficine

antonia | 27/07/2016 ore 12:56:40

 

Again: non è vero.
Preoccuparcene, lo facciamo eccome. Io, almeno e tanti altri attorno a me e che conosco.
Io li ho visti arrivare i profughi, a Monaco. Ho viaggiato con loro sul treno. Quando leggo/sento di bombardamenti ed attentati in Siria, in Iraq, penso a loro, a quelli che invece sono rimasti dilaniati su una strada o sotto delle macerie. E penso anche a quelli schiacciati dal camion o freddati da un ragazzo psicolabile, con la differenza che loro sono morti a casa mia, nei posti che erano casa mia. E forse mi fa più impressione. E penso sia assolutamente umano.

antonia | 27/07/2016 ore 12:46:20

 

posso dire una cosa cattiva?
noi ci preoccupiamo , in verità, solo dei morti che conosciamo personalmente.

fara | 27/07/2016 ore 11:11:16

 

In effetti, Antonia, circola nelle arterie dell'Occidente un latente senso di colpa che si concretizza con lo scarico della coscienza. IO mi preoccupo anche dei morti lontani. VOI INSENSIBILI, invece ve ne fregate.
Detto questo, basta aggiungere un congruo numero di punti esclamativi (da cinque in su) ed eccoli barricati dalla parte dell'autonominata ragione.

Roberto Alajmo | 26/07/2016 ore 09:50:56 | @

 

Il mio "status"

Almeno 40 migranti morti trovati su una spiaggia libica. . 900 soccorsi in mare stanno giungendo in Italia. Bombe su quattro ospedali da campo in Siria: anche due neonati fra le vittime. Afghanistan: la vita in grotta degli Hazara massacrati mentre chiedevano la luce: perseguitati per secoli ed ora bersaglio di Daesh. Kamikaze a Baghdad: colpita zona sciita, almeno 21 morti
Questo è un elenco di titoli presenti su due quotidiani italiani online che leggo ogni giorno, La Repubblica e La Stampa. Quindi le notizie ci sono, per chi si vuole informare. Per chi non ne vuole sapere niente, sarebbe pure inutile mettere un cartellone gigante con le notizie davanti a casa sua. Non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere.
Scrivo questo stamattina perché, sinceramente, trovo che chi continua a fare distinzione fra i morti europei e quelli afghani, iracheni, siriani, dicendo che questi ultimi sono visti come morti di serie B e tutti se ne fregano di loro, non aggiunge assolutamente niente a nessuna presa di coscienza e dà solo sui nervi a chi, come me, di TUTTI i morti si dispiace, anche se è UMANO che se succede qualcosa in luoghi in cui ho vissuto, in cui ho amici o parenti, che sono stati la mia casa, l'angoscia è maggiore.
Questo atteggiamento ieri è stato preso da qualcuno come un atteggiamento qualunquista (qualunquista IO??!!) che contribuisce a far sì che non ci sia abbastanza sensibilizzazione nei confronti di quello che succede in quei luoghi senza pace. "Rimprovero" ricevuto da una persona che non conosco e che non conosce me, ma che, con quel fare da pretino che dà lezioncine di "buona condotta" si è arrogata il diritto di bollarmi fra gli egoisti senza anima solo perché il mio pensiero non era nella scia delle "lamentazioni ortodosse".
Io ho sempre pensato con la mia testa, ho sempre fatto le mie scelte seguendo la mia ragione, i miei sentimenti, non mi sono mai intruppata ciecamente nella schiera delle pecore adoranti, non sono mai stata una "conformista dell'anticonformismo". Per questo che i movimenti alla 5S, con tutti i loro "fate girare" e "condividete" di massa, provocano in me un senso di sana ribellione. Ho la fortuna di potermi informare, anche in più lingue e quindi di accedere all'informazione di diversi paesi. Mi dà fastidio l'atteggiamento di chi ha potuto studiare nei confronti di chi non l'ha potuto fare, della gente comune. Ma mi dà ancora più fastidio la VERA ignoranza, che è quella di chi, non conoscendo le cose o le persone, si arroga il diritto di fare critiche personali o si intesta a difendere cose di cui non sa nulla pretendendo di saperne molto più degli altri o di essere depositario della verità. Su questa piattaforma difenderò sempre i miei amici da questo genere di attacchi. l'ho già fatto e lo farò in futuro.
E ora vado a cercare di capire perché in Germania ti fanno multe da migliaia di Euro se scarichi un film, ma ti puoi procurare sul web come se niente fosse una pistola a 45 €. Urge un cambiamento. NOW

antonia | 25/07/2016 ore 10:26:14

 

Scusa Roberto, se posto questo mio "stato" della bacheca Facebook, ma mi sembra si ricolleghi a quello che tu dici sulle notizie-a-cavolo fatte girare ciecamente. Ci sono anche i "cori-lastima" tipo quelli dei funerali greci. Qualcuno scrive: "dei morti iracheni non frega niente a nessuno" e giù risposte "ragione hai", "vero, e siamo colpevoli noi", " il moo non ha più pietà" e così via. E questo si ripete, sempre uguale, a distanza più o meno regolare. Fino a non avere più senso.. (segue)

antonia | 25/07/2016 ore 10:25:36

 

E mi fanno impazzire quelli che riprendono la notizia e la propagano, perennemente impermeabili ai qualsiasi dubbio.

Roberto Alajmo | 23/07/2016 ore 07:19:21 | @

 

Forse si sta sviluppando una nuova frontiera: quella del post reticente. Ad esempio su facebook compare la foto di un'ambulanza, o di un divo di Hollywood, o di un campione famoso e questi sono i possibili titoli e occhielli: "E' morto. La terribile conferma poco fa". Oppure: "Sport mondiale in lutto, addio a una grande sportiva". E ancora: "Terribile lutto a Hollywood, addio a un grandissimo". Non tutti luttuosi, però. Ho trovato pure questo: "Immerge le dita dei piedi nel collutorio. Anche gli esperti sono sorpresi dal risultato". Ovvio che sa vuoi sapere chi è morto, o che succede se immergi le dita nel collutorio, devi cliccare. Scopri fesserie (il morto non era quello della foto ma un suo lontano fratocugino; il campione se la passa abbastanza bene ma è morta un'allieva che lo aveva sfidato nel '78 e che lui non aveva più rivisto. Del collutorio non so dire), ma intanto hai cliccato.

yorick | 21/07/2016 ore 19:37:16 | @

 

Gentilissima Marina,
sono estremamente lusingato dalla sua insistenza e la ringrazio moltissimo per tutto quello che scrive di me, lei però deve anche comprendere che il problema non è con lei ma con il padrone di casa.
Ci sono molti modi per sottrarsi ad una polemica (non rispondendo più, per esempio), in questo caso però c’è l’ultima risposta del padrone di casa. Provi quindi a rileggere, tale risposta, con tutta quell’attenzione che, con tanta cortesia, mi attribuisce e mi dica come farà, poi, ad escludere, inconfutabilmente, che quelle non siano parole di sottile disprezzo. Il meno che si può dire di quella risposta è la sua, oggettiva, ambiguità, ambiguità che già mette, molto, in sospetto, poiché chi scrive non è un semianalfabeta ma uno scrittore che, come scrittore, dovrebbe avere un controllo totale su quello che scrive. Anche però a voler ipotizzare un’improbabile défaillance rimane il fatto, oggettivo, che sarebbe bastata una sola parola a risolvere l’ambiguità, parola però che, come può ben vedere, non c’è stata.
La saluto caramente anch’io.

Antonio | 06/07/2016 ore 06:51:02

 

Gentilissimo Antonio, vede, il fatto è che io sono estremamente pigra e lo sono così tanto che pure mio figlio, a suo tempo, venne alla luce con parto cesareo perché non provò neanche a mettersi in posizione.
Massima resa, minimo sforzo.
Ne consegue che una polemica con la sottoscritta porterebbe ad un suo spreco di energie e questo è un peccato data la sua capacità di essere sempre così attento e di non lasciarsi scappare nessun dettaglio.
Ammiro questa sua forza ma vista la mia indole devo ribadirmi.
Lei, comunque, tenga duro, pur nel rispetto del maestro Alajmo.
La saluto caramente

Marina | 04/07/2016 ore 10:37:48

 

Prima di tutto chiedo scusa al padrone di casa ma approfitto ancora della sua cortese ospitalità esclusivamente per rispondere alla signora Marina.

Per Marina.

Lei è veramente molto gentile e la ringrazio molto ma deve tenere presente che, prima di tutto, io qui sono solo un ospite, in secondo luogo, la polemica (in senso alto) è certo eminentemente educativa, maieutica ma proprio per questo quando si fa polemica non si può “lasciar correre” poiché, se lo si facesse, la polemica perderebbe totalmente il suo senso, la sua efficacia; sarebbe, infatti, come se all’interno di un torneo cavalleresco lo scontro si fermasse perché uno dei due cavalieri deve “prendere fiato”, non esiste, non può esistere, è ridicolo, quando i due cavalieri partono, lancia in resta, l’unico, il solo, loro obiettivo deve essere quello di disarcionare l’avversario, niente altro, è un’attività aristocratica ma, comunque, dura, guerriera, marziale (del resto lo dice lo stesso etimo della parola). O, se preferisce un’altra metafora, sarebbe come se lei mi proponesse di interrompere per un po’ un parto perché sta diventando un po’ troppo doloroso, è, anche questo, semplicemente ridicolo, ne conviene ? In natura non si può partorire senza dolore. Se, comunque, qualcuno non ama le attività marziali (per quanto aristocratiche siano) o rifiuta il dolore necessario a partorire la verità, non si può certo costringerlo, le pare ? Certo, c’è, secondo me, una grande contraddizione nell’aprirsi al confronto e nel rifiutare poi la polemica ma ognuno è libero di avere tutte le contraddizioni che vuole, assumendosene, ovviamente, le conseguenze. Dato e non dimostrato poi, come ho già detto, che il rifiuto della polemica non sia semplicemente generato dal considerare una specifica polemica e l’avversario specifico come spregevoli e non degni di sé. Come vede, signora Marina, il problema non è che io dovrei “fare il bravo” ma che non c’è, comunque, secondo me, alcuna soluzione possibile.

Antonio | 03/07/2016 ore 16:13:26

 

No!, Antonio, la prego, non se ne vada.
La parte dedicata ai nostri commenti langue un po' e io trovo il vostro botta e risposta molto...educativo.
Però, ogni tanto, faccia il bravo: dia l'impressione di voler lasciar correre, almeno per darci il tempo di prendere fiato. ;)

Marina | 02/07/2016 ore 13:08:52

 

Lei ha perfettamente ragione, caro Roberto, io amo moltissimo la polemica e mi diverte moltissimo praticarla; la polemica è una nobilissima, aristocraticissima arte maieutica, (quando, ovviamente, non si trasforma in volgarissima, inutile, stupida zuffa ma si mantiene nell’ambito di un alto scontro cavalleresco), lei, però, se ho ben capito, non ama la polemica, o, forse, attribuisce alla parola “polemica” solo un’accezione negativa, in questo senso però io non sono minimamente polemico e mi dispiacerebbe se lei mi attribuisse così tanta stupidità, volgarità, superficialità. Io, comunque, secondo me, non le ho proprio attribuito alcun “retropensiero”, le ho solo fatto delle domande (se comunque lei è convinto di questo mi indichi, cortesemente ed esplicitamente, dove l’ho fatto) né ho fatto alcun sofisma (sempre nell’accezione negativa del termine, ovviamente, non certo nel senso originario).
Devo comunque concludere che, in assenza di una sua ulteriore (improbabile) risposta, questo sarà il mio ultimo intervento sul suo sito, se lei non ama la polemica o se ha un’opinione così negativa di me non vedo proprio alcun motivo per continuare, la ringrazio quindi per la sua cortese ospitalità e la saluto.

Antonio | 29/06/2016 ore 02:07:51

 

Scusi se glielo faccio notare, caro Antonio. Ma ho come l'impressione che lei voglia polemizzare per puro amore di polemica.
In particolare, mi dispiace che mi vengano attribuiti retropensieri che non mi appartengono affatto.
Preferisco non seguirla, sul terreno del sofisma.

Roberto Alajmo | 28/06/2016 ore 11:02:09 | @

 

Mi scusi, ma che cosa c’entra l’incompatibilità ? L’effetto è, per sua stessa natura, indissolubilmente legato alla causa, altro che incompatibilità, è l’esatto contrario. In questo caso specifico, poi, la causa sono i fin troppo furbi, i fin troppo forti e l’effetto sono i non tanto furbi, i non tanto forti che reagiscono, come possono e sanno, alla sopraffazione, alla violenza; la colpa, comunque, è, sempre e tutta, nel lupo a monte non certo nell’agnello a valle, o lei vorrebbe forse degli agnelli che non reagiscono in nessun modo ? O vorrebbe forse agnelli che sono più furbi e forti dei lupi ? Sarebbero però lupi se fossero furbi e forti come, e più, dei lupi, ne conviene ?

Antonio | 28/06/2016 ore 07:16:50

 

"lei infatti dichiara, implicitamente, che il problema vero non sono i deficienti che eleggono ma i fin troppo furbi che hanno, e hanno avuto, il potere e lo gestiscono, lo hanno gestito, in modo puramente egoistico e socialmente distruttivo"
E le due cose le sembrano incompatibili?

Roberto Alajmo | 27/06/2016 ore 09:03:28 | @

 

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