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Io sono più dispiaciuto se muore una persona che conosco personalmente. Ma mi pare più che normale.

Roberto Alajmo | 29/07/2016 ore 07:12:56 | @

 

E poi ci si preoccupa anche della situazione in quelle zone, che porta ancora più instabilità e con essa attentati e carneficine

antonia | 27/07/2016 ore 12:56:40

 

Again: non è vero.
Preoccuparcene, lo facciamo eccome. Io, almeno e tanti altri attorno a me e che conosco.
Io li ho visti arrivare i profughi, a Monaco. Ho viaggiato con loro sul treno. Quando leggo/sento di bombardamenti ed attentati in Siria, in Iraq, penso a loro, a quelli che invece sono rimasti dilaniati su una strada o sotto delle macerie. E penso anche a quelli schiacciati dal camion o freddati da un ragazzo psicolabile, con la differenza che loro sono morti a casa mia, nei posti che erano casa mia. E forse mi fa più impressione. E penso sia assolutamente umano.

antonia | 27/07/2016 ore 12:46:20

 

posso dire una cosa cattiva?
noi ci preoccupiamo , in verità, solo dei morti che conosciamo personalmente.

fara | 27/07/2016 ore 11:11:16

 

In effetti, Antonia, circola nelle arterie dell'Occidente un latente senso di colpa che si concretizza con lo scarico della coscienza. IO mi preoccupo anche dei morti lontani. VOI INSENSIBILI, invece ve ne fregate.
Detto questo, basta aggiungere un congruo numero di punti esclamativi (da cinque in su) ed eccoli barricati dalla parte dell'autonominata ragione.

Roberto Alajmo | 26/07/2016 ore 09:50:56 | @

 

Il mio "status"

Almeno 40 migranti morti trovati su una spiaggia libica. . 900 soccorsi in mare stanno giungendo in Italia. Bombe su quattro ospedali da campo in Siria: anche due neonati fra le vittime. Afghanistan: la vita in grotta degli Hazara massacrati mentre chiedevano la luce: perseguitati per secoli ed ora bersaglio di Daesh. Kamikaze a Baghdad: colpita zona sciita, almeno 21 morti
Questo è un elenco di titoli presenti su due quotidiani italiani online che leggo ogni giorno, La Repubblica e La Stampa. Quindi le notizie ci sono, per chi si vuole informare. Per chi non ne vuole sapere niente, sarebbe pure inutile mettere un cartellone gigante con le notizie davanti a casa sua. Non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere.
Scrivo questo stamattina perché, sinceramente, trovo che chi continua a fare distinzione fra i morti europei e quelli afghani, iracheni, siriani, dicendo che questi ultimi sono visti come morti di serie B e tutti se ne fregano di loro, non aggiunge assolutamente niente a nessuna presa di coscienza e dà solo sui nervi a chi, come me, di TUTTI i morti si dispiace, anche se è UMANO che se succede qualcosa in luoghi in cui ho vissuto, in cui ho amici o parenti, che sono stati la mia casa, l'angoscia è maggiore.
Questo atteggiamento ieri è stato preso da qualcuno come un atteggiamento qualunquista (qualunquista IO??!!) che contribuisce a far sì che non ci sia abbastanza sensibilizzazione nei confronti di quello che succede in quei luoghi senza pace. "Rimprovero" ricevuto da una persona che non conosco e che non conosce me, ma che, con quel fare da pretino che dà lezioncine di "buona condotta" si è arrogata il diritto di bollarmi fra gli egoisti senza anima solo perché il mio pensiero non era nella scia delle "lamentazioni ortodosse".
Io ho sempre pensato con la mia testa, ho sempre fatto le mie scelte seguendo la mia ragione, i miei sentimenti, non mi sono mai intruppata ciecamente nella schiera delle pecore adoranti, non sono mai stata una "conformista dell'anticonformismo". Per questo che i movimenti alla 5S, con tutti i loro "fate girare" e "condividete" di massa, provocano in me un senso di sana ribellione. Ho la fortuna di potermi informare, anche in più lingue e quindi di accedere all'informazione di diversi paesi. Mi dà fastidio l'atteggiamento di chi ha potuto studiare nei confronti di chi non l'ha potuto fare, della gente comune. Ma mi dà ancora più fastidio la VERA ignoranza, che è quella di chi, non conoscendo le cose o le persone, si arroga il diritto di fare critiche personali o si intesta a difendere cose di cui non sa nulla pretendendo di saperne molto più degli altri o di essere depositario della verità. Su questa piattaforma difenderò sempre i miei amici da questo genere di attacchi. l'ho già fatto e lo farò in futuro.
E ora vado a cercare di capire perché in Germania ti fanno multe da migliaia di Euro se scarichi un film, ma ti puoi procurare sul web come se niente fosse una pistola a 45 €. Urge un cambiamento. NOW

antonia | 25/07/2016 ore 10:26:14

 

Scusa Roberto, se posto questo mio "stato" della bacheca Facebook, ma mi sembra si ricolleghi a quello che tu dici sulle notizie-a-cavolo fatte girare ciecamente. Ci sono anche i "cori-lastima" tipo quelli dei funerali greci. Qualcuno scrive: "dei morti iracheni non frega niente a nessuno" e giù risposte "ragione hai", "vero, e siamo colpevoli noi", " il moo non ha più pietà" e così via. E questo si ripete, sempre uguale, a distanza più o meno regolare. Fino a non avere più senso.. (segue)

antonia | 25/07/2016 ore 10:25:36

 

E mi fanno impazzire quelli che riprendono la notizia e la propagano, perennemente impermeabili ai qualsiasi dubbio.

Roberto Alajmo | 23/07/2016 ore 07:19:21 | @

 

Forse si sta sviluppando una nuova frontiera: quella del post reticente. Ad esempio su facebook compare la foto di un'ambulanza, o di un divo di Hollywood, o di un campione famoso e questi sono i possibili titoli e occhielli: "E' morto. La terribile conferma poco fa". Oppure: "Sport mondiale in lutto, addio a una grande sportiva". E ancora: "Terribile lutto a Hollywood, addio a un grandissimo". Non tutti luttuosi, però. Ho trovato pure questo: "Immerge le dita dei piedi nel collutorio. Anche gli esperti sono sorpresi dal risultato". Ovvio che sa vuoi sapere chi è morto, o che succede se immergi le dita nel collutorio, devi cliccare. Scopri fesserie (il morto non era quello della foto ma un suo lontano fratocugino; il campione se la passa abbastanza bene ma è morta un'allieva che lo aveva sfidato nel '78 e che lui non aveva più rivisto. Del collutorio non so dire), ma intanto hai cliccato.

yorick | 21/07/2016 ore 19:37:16 | @

 

Gentilissima Marina,
sono estremamente lusingato dalla sua insistenza e la ringrazio moltissimo per tutto quello che scrive di me, lei però deve anche comprendere che il problema non è con lei ma con il padrone di casa.
Ci sono molti modi per sottrarsi ad una polemica (non rispondendo più, per esempio), in questo caso però c’è l’ultima risposta del padrone di casa. Provi quindi a rileggere, tale risposta, con tutta quell’attenzione che, con tanta cortesia, mi attribuisce e mi dica come farà, poi, ad escludere, inconfutabilmente, che quelle non siano parole di sottile disprezzo. Il meno che si può dire di quella risposta è la sua, oggettiva, ambiguità, ambiguità che già mette, molto, in sospetto, poiché chi scrive non è un semianalfabeta ma uno scrittore che, come scrittore, dovrebbe avere un controllo totale su quello che scrive. Anche però a voler ipotizzare un’improbabile défaillance rimane il fatto, oggettivo, che sarebbe bastata una sola parola a risolvere l’ambiguità, parola però che, come può ben vedere, non c’è stata.
La saluto caramente anch’io.

Antonio | 06/07/2016 ore 06:51:02

 

Gentilissimo Antonio, vede, il fatto è che io sono estremamente pigra e lo sono così tanto che pure mio figlio, a suo tempo, venne alla luce con parto cesareo perché non provò neanche a mettersi in posizione.
Massima resa, minimo sforzo.
Ne consegue che una polemica con la sottoscritta porterebbe ad un suo spreco di energie e questo è un peccato data la sua capacità di essere sempre così attento e di non lasciarsi scappare nessun dettaglio.
Ammiro questa sua forza ma vista la mia indole devo ribadirmi.
Lei, comunque, tenga duro, pur nel rispetto del maestro Alajmo.
La saluto caramente

Marina | 04/07/2016 ore 10:37:48

 

Prima di tutto chiedo scusa al padrone di casa ma approfitto ancora della sua cortese ospitalità esclusivamente per rispondere alla signora Marina.

Per Marina.

Lei è veramente molto gentile e la ringrazio molto ma deve tenere presente che, prima di tutto, io qui sono solo un ospite, in secondo luogo, la polemica (in senso alto) è certo eminentemente educativa, maieutica ma proprio per questo quando si fa polemica non si può “lasciar correre” poiché, se lo si facesse, la polemica perderebbe totalmente il suo senso, la sua efficacia; sarebbe, infatti, come se all’interno di un torneo cavalleresco lo scontro si fermasse perché uno dei due cavalieri deve “prendere fiato”, non esiste, non può esistere, è ridicolo, quando i due cavalieri partono, lancia in resta, l’unico, il solo, loro obiettivo deve essere quello di disarcionare l’avversario, niente altro, è un’attività aristocratica ma, comunque, dura, guerriera, marziale (del resto lo dice lo stesso etimo della parola). O, se preferisce un’altra metafora, sarebbe come se lei mi proponesse di interrompere per un po’ un parto perché sta diventando un po’ troppo doloroso, è, anche questo, semplicemente ridicolo, ne conviene ? In natura non si può partorire senza dolore. Se, comunque, qualcuno non ama le attività marziali (per quanto aristocratiche siano) o rifiuta il dolore necessario a partorire la verità, non si può certo costringerlo, le pare ? Certo, c’è, secondo me, una grande contraddizione nell’aprirsi al confronto e nel rifiutare poi la polemica ma ognuno è libero di avere tutte le contraddizioni che vuole, assumendosene, ovviamente, le conseguenze. Dato e non dimostrato poi, come ho già detto, che il rifiuto della polemica non sia semplicemente generato dal considerare una specifica polemica e l’avversario specifico come spregevoli e non degni di sé. Come vede, signora Marina, il problema non è che io dovrei “fare il bravo” ma che non c’è, comunque, secondo me, alcuna soluzione possibile.

Antonio | 03/07/2016 ore 16:13:26

 

No!, Antonio, la prego, non se ne vada.
La parte dedicata ai nostri commenti langue un po' e io trovo il vostro botta e risposta molto...educativo.
Però, ogni tanto, faccia il bravo: dia l'impressione di voler lasciar correre, almeno per darci il tempo di prendere fiato. ;)

Marina | 02/07/2016 ore 13:08:52

 

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