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Laclos scrive Les liasons dangereuses nel 1782( vi consiglio di leggerlo se vi incuriosiscono i costumi delle epoche passate ma non d'estate, causa abbiocco, carico com'è di allusioni di sottigliezze, di geometrie); Da Ponte termina il libretto Don Giovanni nel 1787, il clima spaziotemporale è identico per entrambe le opere, l'una riflette motivi che l'altra riprende.Io credo semplicemente, e senza troppi arzigogolii mentali, che "lo stato" cui allude Donna Elvira si riferisca ad una condizione di disonore.Oggi, nella speranza che la Donna Elvira attuale apra gli occhi per benino prima di lanciare il suo cuore ad uno scoiattolo,lo "stato" potrebbe identificarsi solo con uno spreco di affetto. Per inciso: Don Giovanni è troppo cinico, troppo caricato di artifici negativi, preferisco Casanova le cui memorie inquiete si possono leggere tutto l'anno, senza preferenza stagionale.

mari | 02/09/2010 ore 13:51:04

 


"Verso l'imbrunire feci una piacevole conoscenza. Sostai in una modesta bottega di commerciante, sulla via principale, per fare diversi piccoli acquisti. Mentre indugiavo davanti al negozio per osservare la merce, li levò un leggero colpo di vento che vorticando lungo tutto il percorso avvolse nella polvere, in un attimo, botteghe e vetrine. Per tutti i santi, esclamai, da dove proviene , mi dica, tanta sporcizia nella vostra città?
Non è possibile porvi rimedio? .......

" Da noi le cose continuano a stare così , rispose il mio interlocutore, quello che gettiamo fuori casa imputridisce infatti davanti alle nostre stesse porte. Osservi quei cumuli di paglia e canne , avanzi di cucina e altri rifiuti: finiscono col dissercarsi tutti per tornare dopo a noi sotto forma di polvere....

Goethe, Palermo, giovedì 5 aprile 1787.

fara | 02/09/2010 ore 11:37:40

 

secondo me è un errore vedere i palermitani e l'amia come realtà distinte, la seconda discende dai primi...

federico | 01/09/2010 ore 23:50:04

 

Daniela, purtroppo anche la munnizza toglie il fiato...

yorick | 01/09/2010 ore 17:59:00 | @

 

Scusate, non vorrei ignorare la tematica delle veline in salsa libica ma falso-islamica. Mi sta a cuore seguire il filo dei commenti di molti, dalle brutture segnalate da Antonia alla tristezza per le chorisie di viale L. da Vinci e ai ficus benjamina (già, quelli bellissimi di via castellana a Borgo Nuovo, con le prime radici disposte quasi a cubo per antiche dissennate invasature stradali, che sono stati i primi ad aver pagato il prezzo del metrò di superficie...qualcuno sa dove siano finiti?). E propongo al gentile Roberto e a voi tutti un cruccio che mi segue da anni. Il rapporto col "bello" dei palermitani. E qui ci sta la mmunnizza (viviamo la transizione da Panormus a PanAMIA, direi...) la Zisa e tutto quanto il degrado che viviamo e creiamo. Penso che il civis panormitanus davanti al bello, al pulito e alla cura del particolare entri in crisi, viva un profondo disagio. Essendo abituato a pensare che la bellezza ed il senso del bello, poichè proposti quasi sempre da classi egemoni rapaci, siano quasi una trappola del sentimento, una captatio benevolentiae che fa già intuire raggiri e frodi. Occorre diffidarne. Sicuramente il bello, inoltre, lo mette alla prova, gli impone un confronto con la propria vita ed i propri "modi bruschi", tendenzialmente mascolinizzati (La Cecla non me ne voglia..) con la generale ed addirittura incentivata incapacità di commuoversi davanti ad un albero o ad un fiore spezzati e non (nonostante le menate folkloristiche sul "grande cuore" locale). Lo stupro di una panchina, di un giardinetto, di un bel muro imbiancato di fresco, così come di una scuola o di un asilo, divengono allora il mezzo, consolatorio addirittura, di un ritorno alla consunzione normale, al sudiciume delle cose e talvolta dei sentimenti, alla solita vita pulsante e “vera” di tutti i giorni. E chi li realizza non viene vissuto e condannato come un furfante, ma quasi come un necessario “livellatore” degli imbarazzanti picchi positivi della realtà.
Il bello del resto va curato, amato, fatto proprio; richiede dedizione e tempo. Quando le proprie forze sono tese a sopravvivere, ad infilarsi nelle lunghe apnee della ragione che la vita palermitana impone, non ne restano per indignarsi del degrado degli spazi fisici comuni. Per questa ragione l'attuale pseudo-sindaco sopravvive, dicevo da qualche parte tempo fa. Perchè nello “stupro sociale” che persegue rifilando alla città ogni bruttura politica gestionale e comportamentale possibile, ci rende indegni del meglio, del bello, ci fa sentire sporchi nel profondo. E lo fa in un modo assolutamente ...palermitano.
Beh.. finisco la menata con l'indicarvi come pure significativa di ciò che vi scrivo la storia del giardinetto di Passo di Rigano (zona IACP plurioccupata). Se qualcuno mi darà un cenno la racconterò. Ciao a tutti e addirittura anche a Roberto.

Antonio Prizzi | 01/09/2010 ore 12:06:01

 

Qui a Lampedusa siamo molto più avanti: siccome i cestini dell'immondizia in tutto il paese erano sempre stracolmi...li hanno tolti!

Paola | 01/09/2010 ore 11:35:53

 

PS Incredibile ma vero: è prevista anche la guida in inglese, alle Notti Palatine: e la signora che mi ha risposto al telefono mi ha detto tutta orgogliosa: "Abbiamo una guida madrelingua inglese!" Stica..
Antonia, sei finita su Chi legge, chi scrive. La foto che ho trovato racconta bene cosa sono diventati i giardini di cui parli.

Daniela | 01/09/2010 ore 03:02:49

 

Oggi arriva a Palermo un'amica irlandese. Ci conosciamo da 13 anni ed è la prima volta per lei qui in Sicilia: una prima volta sognata, attesa.
Ho prenotato una "Notte Palatina" per domani sera: lo ammetto, è un trucco, un basso espediente per distrarla dalla munnizza, dal traffico. Spero di intontirla con i fasti d Palazzo Reale, con la bellezza che toglie il fiato della Cappella Palatina. Vorrei cercare di contenere la quantità di scuse, di vergogna che proverò sicuramente in questi giorni in cui lei sarà qui e si accorgerà, con il suo sguardo da straniera, degli orrori a cui neanche io mi sono abituata, ma che ho imparato a fronteggiare per sopravvivere.

Daniela | 01/09/2010 ore 02:57:46

 

IL LINK FINALE [LINK]

m. | 31/08/2010 ore 20:37:43

 

Mi impaccia la Penultim'ora di oggi e in effetti ho poco da aggiungere, visto che vorrei dire parecchio.Il tallone d'achille mi impone di soffermarmi cmq anche solo sul tema principale: a fronte di tutta questa esibizione in vetrina, che ha il privilegio di distrarre tra vergogna e disprezzo(condivido peraltro la posizione di Chris), quotidinamente si consuma una mattanza in rosa che passa quasi del tutto inosservata.Se i due fenomeni siano in qualche modo legati a doppio filo, bisognerà chiederlo all'Arianna di turno. Una frase di un libro che conosco a memoria-quasi quanto Lello conosce la saga fantozziana- dice questo: "La donna è caduta dal mistero dell'alcova e da quello dell'anima..l'uomo odia finalmente la donna..Il corpo della donna è esposto.Esposto come un tempo restavano esposti gli impiccati. Giustizia è stata fatta, insomma". Ascoltare un rais alcune ore presentandosi belline per circa 100 euros mi pare un buon affare, un massaggio relax (adoro quando usano questo termine r/e/l/a/x/per suggerire prestazioni sessuali [LINK] orientale completo va sulle 50, notizia freschissima di oggi...L'avvenenza è sempre un discreto capitale di presentazione per una donna, insomma siamo in linea con il mercato; se in Italia l'occupazione femminile fosse maggiore, e all'insegna del diritto al lavoro, è probabile che avremmo argomentazioni diverse su cui soffermarci, argomentazioni serie che esistono ma su cui c'è molto silenzio.Buona serata.http://www.youtube.com/watch?v=fmFazV1Bj1I&feature=related

mari | 31/08/2010 ore 20:36:03

 

Grazie Chris ma in pochi piangeranno per le Chorisie. Sono Alberi! peccato che in troppi non sanno cosa significa essere "alberi"

fara | 31/08/2010 ore 17:50:37

 

perdonatemi questo fuori tema ma, una parola "magica" mi ha emozionata: CHORISIA. Ed ora, non posso fare a meno che mandare il link per Fara..... [LINK]
Senza saperlo hai messo del sole nella mia giornata! Grazie! Curioso il destino..... quando ho inserito il video, avevo appena conosciuto RA attraverso il suo "Palermo è una cipolla". Spontaneamente avevo associato la chorisia e RA (a questo punto sarebbe facile aprire un lungo dibattito sul perchè) . Curiosamente oggi si ritrovano nuovamente associati e mi fa’ un grandissimo piacere :-). Grazie Fara

Chris | 31/08/2010 ore 17:12:48

 

ps
A proposito del policlinico di Messina.
Quella per me non è malasanità è MALAUMANITA'.
Ed è anche specioso specularci politicamente sopra

fara | 31/08/2010 ore 14:16:32

 

Io intanto comincio a piangere per le mie amate Chorisie, quelle di via Leonardo da Vinci. Via e non più viale dopo che avverrà l'eccidio. Mal potate, talvolta deturpate, ma sempre belle e generose di fiori e colori e che a breve verranno estirpate, segate , bruciate o trasferite per far posto ad una tramvia che forse non vedrà mai la luce. Ma trasferirle almeno a bordo marciapiede no? Intralciano il traffico pedonale?

fara | 31/08/2010 ore 14:13:51

 

Annuncio interessante, Chris. Se non altro perchè evidenzia, caso mai ce ne fosse bisogno, che la strada maestra è quella al di fuori di ogni regola, se non addirittura di legalità. Già, perchè quel "personale richiesto: femminile" viola, secondo me, la legge sulla parità secondo cui le offerte di lavoro VANNO INDIRIZZATE ad entrambi i sessi. Copio e incollo, per capirci.

Legge 9 dicembre 1977, n. 903 Parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro. La legge vieta qualsiasi discriminazione fondata sul sesso per quanto riguarda l'accesso al lavoro, indipendentemente dalle modalità di assunzione e qualunque sia il settore o il ramo di attività, a tutti i livelli della gerarchia professionale.

Sarebbe bello, avere un sindacato che chiedesse spiegarzioni. O perchè no, anche un'opposizione. Vorrei dire anche un ministro delle pari opportunità, ma mi scappa da ridere al solo pensarci. O da piangere, forse...

teresa de masi | 31/08/2010 ore 12:46:37

 

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