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Bella descrizione, Antonia. Secondo me vale per tutte le latitudini, di sicuro in occidente: gli odori della vecchiaia si somigliano.

Roberto Alajmo | 10/07/2017 ore 16:49:31 | @

 

Vite parallele
Ieri si è allagata la cantina. Disastro! Non danni gravissimi, ma ora devo scendere di nuovo a controllare con calma in che stato sono le cose finite a mollo. La riparazione, finalmente, è finita ieri sera alle 10 e mezza. Stamattina ho ancora nel naso l'odore di quell'acqua e di muffa. Bleah.
Però: i vicini sono stati estremamente gentili e collaborativi, uno è addirittura venuto ad aiutare.
Ma una cosa mi è rimasta impressa, un "quadro umano" più malinconico che triste. Per spiegare meglio: io vivo all'ultimo piano di un palazzo di fine 800, un appartamento nuovissimo e tecnologico costruito dove c'erano le soffitte. Ma sotto di me gli appartamenti sono vecchi. In uno di questi, in cui io e l'operaio siamo dovuti andare per controllare i tubi, vive una signora anzianissima e malata con la sua badante. Entrare in quell'appartamento mi ha stretto il cuore. Il pavimento di legno un po' scricchiolante, la tappezzeria così vecchia da essere diventata quasi incolore, coi disegni appena percettibili, apparecchio telefonico color beige-nocciola anni 70, porte del colore dell'apparecchio telefonico, più gialline e un po' scrostate, cucina con le piastrelle rosso mattone (perché si usavano così scure?), vecchie pentole usate per 50 anni almeno, poche cose, non un apparecchio elettrico, non un colore, neanche un freezer... e poi, eccolo, QUELL'ODORE, odore di caldo e centrini di velluto forse mai lavati, di scatoloni dimenticati sull'armadio, di vita che sta finendo. In tutto questo squallore malinconico brillava la badante, come un momento di luce ed aria fresca in quell'atmosfera di passato polveroso. Una signora sui 40, slovacca, coi capelli rossi. Dolcissima con la sua "paziente", come la definiva lei, allegra in quella specie di prigione triste. Non l'ho mai vista in giro; date le condizioni della signora anziana penso non possa uscire e non la possa lasciare un momento. Sembrava quasi contenta dell'imprevisto che portava un po' di vita là dentro. Quando sono tornata su, a riparazione fatta, per dirle che poteva di nuovo usare il lavandino della cucina, era lì, aveva lasciato la porta di ingresso aperta, e stava seduta su una sedia a guardare una televisione minuscola. Ci siamo augurate la buona notte con un grande sorriso.

antonia | 06/07/2017 ore 09:32:59

 

Mi mordo la lingua, caro Salvatore...

Roberto Alajmo | 30/06/2017 ore 11:42:13

 

L'equivoco di fondo è: ma la Rai deve essere anche intrattenimento? Deve essere una piccola Rai che rinuncia alla pubblicità in favore delle private? Ma il livello qualitativo complessivo (al netto delle singole trasmissioni e dei singoli conduttori più o meno apprezzati) è peggiore di quello delle private? E se sì perchè Rai continua ad avere sempre più ascolti ? La tv privata italiana (leggasi soprattutto Mediaset) ha veramente tanto innovato e migliorato l'offerta? La proliferazione dei talk (amati più dai politici che dagli spettatori) rende un vero servizio al pubblico? Oppure rende un favore agli ospiti? Sempre gli stessi in un circo insopportabile. Domande e ancora domande. Sono trentasette anni che me le pongo.

Salvatore Cusimano | 29/06/2017 ore 11:46:37 | @

 

Ciao Gippe. Mi farà piacere vederti.

Roberto Alajmo | 09/06/2017 ore 22:37:34 | @

 

Ciao Roberto,

Ho visto che la prossima settimana sarai in cucina con Gigi Mangia all'Istituto Italiano di Cultura.

Ci saro'........

Gippe

gippe | 09/06/2017 ore 10:14:19 | @

 

Questo dico: in Italia a ribellarsi contro le tasse sono quelli che le tasse non le hanno mai pagate.

Roberto Alajmo | 07/06/2017 ore 11:55:19 | @

 

Per evitare che Antigone possa essere considerata una ribellista senza costrutto, ci viene in aiuto Gandhi: "Solo chi normalmente obbedisce alle leggi, acquista il diritto alla disobbedienza civile." Quindi, solo chi dimostra di sapere rispettare le leggi giuste - anche a costo di rimetterci soldi, carriera, privilegi e magari anche la vita - ha il diritto di opporsi a quelle leggi che gli risultano ingiuste e/o immorali. La resistenza per ragioni etiche a norme ingiuste si differenzia dal ribellismo per ragioni di interesse privato perché chi resiste alla legalità ingiusta è disposto a pagare le conseguenze della propria disobbedienza. Antigone, nell’immaginario collettivo, continuerà a splendere di luce propria; l'evasore delle tasse è un opportunista che finirà dimenticato nel cestino della Storia.

Maria D'Asaro | 06/06/2017 ore 19:43:26 | @

 

Grazie Maria. Ogni tanto dubito che ci sia qualche lettore vero. Di quelli coi quali si crea vera intimità. Mi togli un dubbio.

RA | 17/05/2017 ore 12:06:03

 

I due ultimi due post - su Emma Dante e sul masochismo dei ciclisti - sono dei gioielli. E' un piacere leggerti.

Maria D'Asaro | 16/05/2017 ore 22:58:37 | @

 

Caro Diego, il pessimismo della ragione è ovvio. Ma l'ottimismo della passione è doveroso.

Roberto Alajmo | 03/03/2017 ore 07:56:40 | @

 

Perfetta analisi e, come sai, sogno che in quanto tale è assolutamente utopistico. Non parlo ovviamente dei problemi organizzativi ed economici, ma del l'impossibilità che una società assolutamente malata metta in piedi un progetto di lunghissimo termine, affidandosi perdippiu' ad uno stuolo di architetti che di questa società sono costola malata. Perdona il mio pessimismo ma forse i nostri nipoti si troverebbero di fronte ad un secondo e terzo 'sacco' di Palermo. Dibattito comunque da aprire, anche se nel frattempo moriremo di dibattiti, vedendo il bello altrove. Diego

Diego | 02/03/2017 ore 06:30:38 | @

 

Grazie della stima, cara Marina. Ci tornerò su questa storia. Al di là dei tre protagonisti, tutte vittime, c'è un indotto che sembra proprio romanzesco.

Roberto Alajmo | 02/02/2017 ore 23:23:32 | @

 

Lo sai cosa penso a volte?
Penso che se mettessi sotto uno con la macchina per sbaglio, preferirei morire. O mi condannerei all'ergastolo e andrei in prigione volontariamente.
Una volta credevo fosse per senso di colpa. Ne ho per qualsiasi cosa, forse perché sono donna, forse perché di famiglia incessantemente cattolica.
Ma ultimamente ho il terrore del linciaggio da parte della folla inferocita.
Ne avevamo già parlato.
Lo sai perché adoro i tuoi libri? Perché tu non condanni nessuno; non giudichi, lasci che gli eventi accadano; sei spettatore. Nei tuoi libri i protagonisti criminali, sono persone comuni, semplici, deboli, magari nevrotiche. Persone "normali".
Dirò una banalità, ma io sono sicura che togliere la vita a qualcuno volontariamente sia sbagliato in modo universale e non solo perché lo dice la legge. Molta gente se ne dimentica.
Si può perdere la ragione, per il dolore.
Avere pena per il giustiziere della notte è molto soggettivo e averne pena o non biasimarlo, come ho già scritto, non significa farne un eroe, che sciocchezza! Ho solo scritto quello che spesso ci viene di pensare, se mai qualcuno facesse del male ad un nostro caro, se qualcuno facesse del male a mio figlio. E molte volte ho ucciso qualcuno col pensiero o col prurito nelle mani e il viso rosso.
A perdonare dobbiamo essere prima noi spettatori: i Giudizi Universali lasciamoli a chi di dovere.
Forse dovevo starmene zitta,stamattina, farmi i cazzi miei e avrei evitato di farmi dare della fascista da uno sconosciuto.
Probabilmente sono andata fuori tema e tu, al solito, sei cento libri avanti a me.

Marina | 02/02/2017 ore 14:02:19

 

I neo-cafoni sono di più che una categoria. Si configurano come classe sociale a sé stante.

Roberto Alajmo | 15/12/2016 ore 14:25:50 | @

 

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