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Effetto Siberia

E' cominciato tutto con qualche fiocco sparato da chissà dove che correva parallelo al suolo. Poi i fiocchi si sono moltplicati velocissimamente, sembrava come se qualcuno dal cielo si divertisse a buttare giù farina e ci soffiasse sopra mentre cadeva. In un momento tutto è stato avvolto da un turbine bianco di stelline di ghiaccio che si posavano un attimo sui davanzali, sui rami, sulle auto e poi venivano soffiate via. Adesso quello che soffiava forse è rimasto senza fiato. O è andato in iperventilazione. I fiocchi hanno vinto e ora si posano con calma ovunque.
E ovunque cominciano a spuntare i solerti spalatori che formano ordinati mucchietti bianchi ai lati dei marciapiedi.
E' dinuovo ora di stivali da neve. E' dinuovo ora di preoccuparsi se la macchina si metterà in moto.
Quando abitavo a Praga e si annunciavano le prime nevicate, vedevo tante persone, quelle che non avevano un garage dove mettere l'auto al riparo, staccare e portare via la batteria a "svernare" in casa. Le auto restavano lì per mesi. sepolte e risepolte da strati di ghiaccio e di neve. Venivano risvegliate al disgelo.

antonia | 30/01/2015 ore 10:05:52

 

@antonia: magari sarà così come dici: [LINK] non credo sia per "colpo di scena" ma accontentiamoci.

marco | 29/01/2015 ore 13:48:56

 

L'elezione del presidente della repubblica scatena in tv una serie interminabile di "speciali" & co. dove politici, giornalisti esperti, professori, gente comune o meno parlano, parlano, parlano, fanno analisi, disegnano scenari, fanno toto-nomi e schemi, si arrovellano, tirano ad indovinare..... E sembra di sentire soprattutto il blop blop di un grande calderone in cui tutti vogliono mettere il loro cucchiaino per rimestare.
Si è fatto il nome di Mattarella, persona degnissima e con poco "glamour". o che non va in TV a litigare. Figura naturalmente invisa a Berlusconi, il quale, da condannato, continua a fare il buono ed il cattivo tempo. Grazie a Renzi, direte voi; beh, soprattutto ai 5S che hanno preso a calci nel sedere Bersani, direi io.
Fantapolitica: Come sarebbe bello se, all'improvviso, I "Civatini" e i 5S convergessero su quel nome senza annunciare niente prima, gettando una pezza sporca in faccia a Berlusconi e stravolgendo tutte le tattiche di scheda bianca-terza votazione ecc : si elegge il presidente subito e da domani si torna a lavorare sulle cose importanti lasciate in asso. Sarebbe un bel colpüo di scena in un brutto spettacolo e secondo me i sopracitati si guadagnerebbero un bel po' di stima dalla gente. Ma è fantapolitica. Ed i politici non hanno senso dello spettacolo, quello vero. Neanche quello che di spettacolo finora è vissuto.
émoticône tongue

antonia | 29/01/2015 ore 11:27:25

 

Grazie, Roberto. Vedrò di stare un po' più spesso qui.
Sono felice dei tuoi successi col teatro.

antonia | 28/01/2015 ore 17:09:23

 

Mi eri mancata, Antonia.

roberto alajmo | 28/01/2015 ore 07:03:05

 

Lo stesso stupore mi prende ancora adesso, che sono quasi anziana, quando vado in Svizzera: da qui si attraversa un pezzetto di Austria, poi c'è un fiumiciattolo, un canale direi, un ponte che lo attraversa e di là c'è la Svizzera. La moneta cambia, i prezzi raddoppiano, ma soprattutto mi coglie sempre una sensazione strana. "In tempo di guerra" al di qua di quel canale c'era il conflitto, la fame, le bombe, le persecuzioni, gli uomini che dovevano partire come soldati. Al di là, la Svizzera. Come una specie di terra promessa. Incredibile

antonia | 27/01/2015 ore 10:14:08

 

Ieri sera ho visto il film “Ladra di libri”. Bella storia
Non so cosa, forse la trama, l’atmosfera, ma mi è venuto in mente di quando io, piccola, all’età di 8 - 10 anni tempestavo sempre mia nonna con domande sulla guerra. A quei tempi ad Acqui c’erano ancora sui muri delle frecce dipinte con la scritta “Ricovero” o “Rifugio”. E io cercavo di immaginare come quelle strade tranquille di quella cittadina tranquilla potessero avere visto gente spaventata correre a rifugiarsi nei sotterranei dei palazzi ed ascoltare lì, tutti insieme, i rombi degli aerei che si avvicinavano e gli scoppi delle bombe, pregando di essere risparmiati, che le proprie case non venissero abbattute. Mia mamma ogni tanto mi dice che anche tempo dopo che la guerra era finita, se sentiva un rumore di aereo in cielo o semplicemente quello di un camion pesante che affrontava con fatica una salita, aveva un immediato, incontrollabile senso di paura.
Quando mia nonna mi raccontava, iniziava sempre con: “in tempo di guerra”. Non diceva i più banali “durante la guerra” o “quando c’era la guerra” ma sempre quel “in tempo di guerra” che a me suonava come solenne, un po’ con un senso didolore, di buio.
Girando per la cittadina ogni tanto mi imbattevo in corone di fiori ormai secche, lasciate lì dal 25 Aprile o dal 2 Giugno, appese al muro di una casa accanto alla lapide che ricordava qualche partigiano fucilato o qualcuno che aveva compiuto qualche gesto eroico per salvare altri. E non riuscivo a capire come potesse essere stato tutto così diverso. I giardinetti dove sedevano delle tranquille persone anziane sulle panchine, lì avevano ucciso dei tedeschi. E della Sinagoga non c’era più traccia. Dove erano finiti gli ebrei? C’era una signorina anzianissima, che ora ricordo un po’ sfocatamente come una specie di Rita Levi Montalcini magrissima, che abitava sopra mia nonna. Lei era scappata, mi raccontava la nonna, si era salvata, altri no. E mi parlava del giovane prete che cercava di andare ad avvertire gli ebrei in bicicletta perché scappassero. E di come molti, specie gli anziani o i malati, non fossero riusciti a rendersi conto del reale pericolo che correvano. Erano vecchi, erano malati, non avevano mai fatto male a una mosca. E allora, perché scappare? Perché avrebbero dovuto far loro del male? Troppi non erano tornati.
Io davvero non riuscivo a capire come fosse stato possibile, come le cicatrici di quel terribile “in tempo di guerra” fossero oramai solo qualche lapide con accanto dei fiori secchi, delle scritte sempre più sbiadite su qualche muro ed un cimitero ebraico di cui non si prendeva più cura nessuno.
Ed ora ci sono sempre meno nonni a raccontare. Sempre meno nipoti che fanno domande su quando si era “in tempo di guerra”.

antonia | 27/01/2015 ore 09:14:37

 

Confermo: lo spettacolo è molto divertente (Tre sull'altalena). E alle colleghe troppo serie vorrei far notare i rimandi a Sartre e a Huis clos (pure in freancese, tiè).
Si ride, ma il concetto è lo stesso: l'inferno sono gli altri.

Daniela | 26/01/2015 ore 19:57:28

 

Una mia amica insegnante mi ha detto:
- Sì, sono quelli del Classico.

roberto alajmo | 20/01/2015 ore 09:06:15

 

Forse bisognava spiegare prima le battute agli insegnanti e magari dirgli cosa faceva Aristofane nella vita

fara | 19/01/2015 ore 10:47:54

 

Dovevo essermi distratto. L'altro giorno ho pensato di sporgere denuncia, andare dai carabinieri e... poi mi sono reso conto che ero già dai carabinieri, proprio nell'ufficio dove si sporgono le denuncie.

roberto alajmo | 18/01/2015 ore 10:07:53

 

Sono anni che il reato di apologia del fascismo è stato de facto abolito. Non te ne eri accorto? E non solo l'apologia

fara | 17/01/2015 ore 07:55:41

 

Questa sudditanza è molto sentita dalle nostre parti. Già la stessa parola "sudditanza" piace molto

fara | 06/01/2015 ore 10:30:06

 

Era il primo sintomo del cosiddetto (da me) Effetto Sgarbi. La sudditanza culturale nei confronti di un intellettuale di fama.

RA | 03/01/2015 ore 08:57:36

 

Quello che non ho mai capito è come hanno potuto i siciliani mentire a se stessi. Goethe li ha schifati e loro hanno finto di non accorgersene. Forse perché non hanno mai letto "il viaggio"? La relazione con Balsamo , Cagliostro, poi, non era certo siciliana ma multinazionale.

fara | 02/01/2015 ore 13:51:06

 

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