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Per fortuna non ho il piacere di conoscere né Piazzese né greg ma somministro pappette tecnologiche ad incompetenti, sarà un vizio professionale. Anni fa partecipai ad un progetto musicale online con licenza common creative, penso che RA ha avuto animo a darsi online,

*!
 

GD | 28/01/2006 ore 10:59:00 | @

 


Caro GD,


*!
 

RA | 27/01/2006 ore 12:57:00 | @

 

A proposito di LE PERSONE SI CONOSCONO NEL MOMENTO DELLA DISGRAZIA: I ragazzi di Addiopizzo renderanno pubblico l'elenco a partire probabilmente da marzo. Li ho incontrati qualche settimana fa e mi dicevano che stanno sistemando archivio, firme e documentazioni. Davvero simpatica la risposta del proprietario del bar eheheh a presto!
 

Giovanni Villino | 24/01/2006 ore 11:35:00 | @

 

Questi di Addiopizzo sono una spia interessante. Il problema è il supporto politico. Perché non credo che solo da un gruppo di studenti possa nascere l'insurrezione morale che potrebbe nascere nei prossimi mesi. Diverso sarebbe se fra loro ci fosse qualche commerciante disposto a venire allo scoperto. In alternativa servirebbe un contesto politico, un governo o almeno una amministrazione, che supporti senza ambiguità il movimento antiracket. Ma dopo anni di ipocrisie e antimafia da parata, sarà dura. Speriamo: noi siciliani abbiamo il dovere della scemenza. Dobbiamo crederci anche a costo di apparire scemi. Prossimamente su questo blog: "Il pizzo spiegato a mio figlio che lo spiega a me?".
 

RA | 23/01/2006 ore 21:02:00 | @

 

Anche io, come l'amico Antonio, sto rimanendo incantato da "Palermo è una cipolla". Oltretutto so che si vende a carrettate. Allora dove sono finiti i lamenti degli intellettuali sull'assenza di clienti in libreria? Saluti.
 

Roberto Puglisi | 23/01/2006 ore 09:18:00 | @

 

Un successo editoriale è frutto spesso di un'alchimia imprevedibile. Io avrei giurato su un picco di vendite per "E' stato il figlio"? (che è andato bene, non benissimo) e invece il botto lo sta facendo questa Cipolla che ho esitato molto a scrivere, per la quale non ho nemmeno fatto gli invii ai giornalisti amici miei. Boh. Le vie del lettore sono infinite, e imperscrutabili.
 

RA | 23/01/2006 ore 09:16:00 | @

 

E' quasi inquietante...
 

Albamarina | 23/01/2006 ore 09:12:00 | @

 

Vorrei definire il correttore automatico con lo stesso epiteto usato dal signor B. nei confronti degli elettori di centrosinistra. Ma temo di fargli un complimento. Pugno in faccia. Va bene così?
 

Roberto Puglisi | 22/01/2006 ore 19:45:00 | @

 


Sono ore strane. Da una parte ti verrebbe da ridere. Dall'altra ti trattieni, e trattieni pure il fiato, perchè lo scenario è degno di Macbeth.
 

RA | 22/01/2006 ore 15:46:00 | @

 

L'avete visto il signor B ieri? Pareva De Niro-Capone nell'ultima scena de "Gli intoccabili", quando capisce di essere spacciato. Mi sarei aspettato un bel

*tto in faccia a Confalonieri accompagnato dal grido "Avvocato, faccia qualcosa!". Niente

*tto. Ma lo spettacolo è stato divertente lo stesso.
 

Roberto Puglisi | 22/01/2006 ore 09:11:00 | @

 

Il correttore automatico riceve in pieno volto il

*tto del sig. Buglisi, ma è automatico e incassa bene.

Continuo ad essere dispiaciuto per gli inconvenienti:
prendetela come un forzato esercizio linguistico, una di quelle imposizioni scolastiche di una volta, per cui esistevano "parole sbagliate" anche quando erano proprio quelle giuste.

Per favore non sparate sul correttore... è automatico

rospe | 15/01/2006 ore 00:43:00 | @

 

Io non mi chiamo Buglisi!!!!! (allora lo fate apposta)
 

Roberto Puglisi | 13/01/2006 ore 18:13:00 | @

 

Stamattina, appena ho letto che ha vinto Veronesi allo Strega, mi sei venuto in mente. Forse non te lo ricordi, ma il primo romanzo di Veronesi l'ho letto grazie a te. Perché dopo la nostra intervista, mi hai prestato Gli Sfiorati che avevi appena finito di ri-leggere. Mi sono sempre dimenticata di restituirtelo, ma del resto nn abbiamo mai più avuto occasione di incontrarti. Chissà, magari mi capiterà di intervistarti ancora...A proposito, a Pechino aspettiamo tutti con trepidazione l'uscita del tuo prossimo libro...

Un caro saluto e un abbraccio,

Pianeta W.


               











 

Pianeta W. | 13/01/2006 ore 12:28:00 | @

 


Che gentili che siete tutti (Tranne RP, il solito scorbutico).
Approfitto dello spunto di PW per consigliarvi la lettura di Sandro Veronesi. Quando si dice che in Italia stenta a crescere la generazione dei futuri maestri, bisognerebbe guardare a lui. Che del maestro non si dà per niente le arie.
 

RA | 13/01/2006 ore 12:24:00 | @

 

Ruychi, capisco il senso delal cosa. La biblioteca é in fondo stata sempre così, ci son stati falsi storici, o cose inattendibili, continuamente nella storia. E' cambiato solo il mezzo, che mentre prima eraa disposizione di pochi, ora é a disposizione di molti.forse é questa la differenza.
Forse prima chi si avvicinava alle biblioteche lo faceva per interesse curiosità e capacità critica, forse era più attento.
Adesso credo, che si possa inventare di tutto, i molti ci crederanno, i pochi continueranno a nutrire i loro dubbi.
 

Uma | 13/01/2006 ore 12:23:00 | @

 

Io invece vorrei rendere partecipe questa piccola comunità di un avvenimento per me storico, fortunato, più fortunato che vincere una lotteria (assolutamente senza esagerare).
Oggi, pur con tre anni di ritardo, ho potuto scoprire, leggere, concludere, rileggere e conoscere quello che si inserisce e resterà (anche fra 50 o 100 anni) come uno dei più grandi capolavori della letteratura italiana del ventunesimo secolo. Un testo che permette al suo autore di inserirsi a pieno diritto fra i grandi narratori siciliani di sempre, aggiungendosi a Verga, Pirandello, Sciascia, Camilleri.
La fortuna consiste nell'avere scoperto quest'opera appena 3 anni dopo la sua prima apparizione, e non fra 30 anni in qualche collana di classici moderni, ove verrà inserito.
Di questo romanzo Camilleri ebbe a dire che "non si tratta di una tragedia isolana, di tre solitudini che s'incontrano e cortocircuitano, ma di una splendida, altissima metafora sulla condizione umana".
Il titolo dell'Opera è Cuore di Madre.
L'Autore è Roberto Alajmo.
 

greg | 12/01/2006 ore 23:22:00 | @

 

dopo la distruzione della biblioteca di Alessandria, qualcuno tentò di ricostruirla, riscrivendo ogni signolo libro, a memoria. L'operazione si dimostrò subito complicata e dispendiosa. Di generazione in generazione i volumi così prodotti finirono con il superare di numero quelli perduti. Si sa che la memoria è cosa mobile, e ciò che è perduto non lo è mai del tutto e per sempre. La biblioteca continua a crescere, oggi infesta internet, qualche volume è spurio, altri lasciano a desiderare, altri sono messi lì apposta per dissuadere gli intrusi: quelli che leggono poco e credono di aver trovato prima di aver finito di cercare. La storia come il contenuto dei libri non è fatta di pietra, ma di granelli di polvere che un soffio di vento può rivoltare e rimescolare sulla pagina. A Borges dobbiamo quelle poche indicazioni utili per conoscere il lavoro di questi oscuri poligrafi che dedicano la loro esistenza alla scrittura di tutti i libri possibili... perché poi lo facciano e chi siano, resta cosa incerta.
 

Ruychi | 12/01/2006 ore 11:25:00 | @

 

...e così mi sono fatto un altro amico: Santo Piazzese...
 
 

RA | 12/01/2006 ore 10:17:00 | @

 

Ciao Roberto e ciao a tutti.
Dopo aver letto tutto il tuo trovabile e in attesa di trovare in qualche modo l'introvabile, mi sono dato alla lettura di un romanzo di Santo Piazzese.
Piu' di una volta hai spiegato che lo scopo dei tuoi romanzi e' quello di far sì che il lettore partecipi alla storia, la interpreti e la faccia propria, senza bisogno che gli si propini qualcosa come si somministra la pappa omogeneizzata ai bambini. Tu in questo ci sei riuscito alla grande, esattamente come invece non ha fatto il Piazzese.
Leggere un romanzo di Santo Piazzese e' proprio come aprire la bocca e aspettare l'imboccata di pappa omogeneizzata ogni pagina che si legge, che tradotto per un lettore vuol dire una noia mortale (o due palle pazzesche).
Un altro merito per te, Roberto, che proprio non hai concorrenza, per cui a sto punto speriamo che non tardi troppo l'uscita di una tua prossima pubblicazione.
Ciao. Greg
 

greg | 11/01/2006 ore 17:03:00 | @

 

grazie Alfio, per la traduzione e spiegazione
 

roberta | 11/01/2006 ore 12:13:00 | @

 

per Roberta:

ĞMa cu s'innaddrunòğ

letteralmente:

Ğma chi se ne è accorto?ğ

Per noi siciliani è un po' una domanda retorica, un po' un'affermazione e un po' anche una giustificazione, reticenza e sbigottimento (non so se hai presente le tre scimmiette... o l'altrettanto noto modo di dire Ğnenti vitti, nenti sacciuğ).
 

Alfio F. | 09/01/2006 ore 20:16:00 | @

 

Ho letto, l'idea di fondo pare intrigante e viene voglia di proseguire, però la prosa è un po' abusata (calze bucate nelle scarpe per es.); c'è qualche parola ripetuta troppo (tipo: idea, all'inizio) e inoltre il punto di vista mi stanca un po'. però è ora di pranzo...magari è questo. In ogni caso mi permetto solo perché questa è l'idea, no? Raccogliere critiche dico. Buon proseguimento!
 

cinzia pieragelini | 07/01/2006 ore 18:40:00 | @

 

Buona per gli scrittori in cerca di "sintesi". Qualche mattina or sono una vecchina malconcia (di quelle che hanno in mano solo un vecchio portamonetedi pelle con chiusura a scatto) sale sul 104 e chiede all'intero autobus "pa munnizza unn'aiu a scinniri?", condensando in cinque parole la ricerca dell'ufficio dove discutere di tassa sui rifiuti. L'abbiamo capita tutti, subito.
 

Giuseppe Scuderi | 07/01/2006 ore 18:38:00 | @

 


Scerziamo, sì, scherziamo. Ma speriamo che nessuno faccia scherzi, in questi giorni.


               











 

RA | 07/01/2006 ore 17:23:00 | @

 

Al contrario, io temo che troppi facciano sul serio.
 

Roberto Puglisi | 07/01/2006 ore 14:55:00 | @

 

Ovviamente lo sdegno è finto. Si scherza.
 

Roberto Puglisi | 03/01/2006 ore 17:36:00 | @

 

Domani 9 aprile piazza Verdi (Bologna) sarà reintestata alla memoria di Peppino Impastato, un'azione lanciata da Dogs and Sister e Rita Express Bologna. Alle ore 17:00 una performance teatrale e una rivendicazione di forte impatto e provocatorio suggerito i questi anni dall’oblio e dalla dimenticanza di percorsi e lotte antimafia sostenute da più parti che spesso non hanno avuto giusto credito e giustizia.
attraverso la parola e l’espressione corporea si restituisce alla città la memoria di un’uomo vittima innocente uccisa per mano mafiosa. La storia attraverso i gesti e le parole di un uomo che lascia dietro di sé un’eredita difficile da gestire secondo le politiche vigenti in Sicilia. Dimostrazione di un’appartenenza collettiva è il fatto che prendono parte a questi eventi ragazze e ragazzi da ogni parte d’Italia.
La piece teatrale intitolata “a Peppino” si terrà in piazza Verdi alle ore 17:00, partecipano le attrici Amalia Salemme e Francesca Tasini, la serata prosegue ai Giardini del Guasto con la proiezione del film “I cento passi” di Marco Tullio Giordana.

 
 

anita | 03/01/2006 ore 12:42:00 | @

 

caro Roberto, da palermitana a Milano mi manca non poter averecon me i tuoi libri. Quegli stessi libri che a Palermo non avevo bisogno di possedere, e potevo leggere distrattamente e poi prestare senza curarmi che mi fossero restituiti, o scordarli, o lasciarli a metà. Sento una nostalgia profonda per il primo repertorio dei pazzi e per le morti presunte, ma sono entrambi fuori catalogo. Possibile che dopo le innumerevoli volte che li ho richiesti in altrettanto innumerevoli librerie, non sia balenata all'editore l'idea che ci guadagnerebbe a ristamparli? Sai dirmi qualcosa?
Grazie
ciao
 

gj | 03/01/2006 ore 11:16:00 | @

 

caro roberto la mia libreria si chiama liberamente libri certo mi manca mondello. spero di vederti presto anche se sto ancora sistemando. un abbraccio
 

carmela | 03/01/2006 ore 09:47:00 | @

 

Maledetto correttore automatico. Pugni. Va bene?
 

Roberto Puglisi | 03/01/2006 ore 09:18:00 | @

 

Ma scusate, io non mi diverto mica se qui nessuno si prende a

*tti... Dai, dai, un pizzichino di sciarra, un jab, un gancio...
 

Roberto Puglisi | 02/01/2006 ore 21:50:00 | @

 

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