Questo sito utilizza cookie personalizzare la tua esperienza di navigazione del sito.
Per maggiori informazioni su come utilizzare e gestire i cookie, consulta l'Informativa sui cookie.
Chiudendo questa notifica o interagendo con questo sito acconsenti all'utilizzo dei cookie.


OK  INFORMATIVA  



Vai ai COMMENTI...

Ultimi commenti

La paura si inerpica tra di noi, sotto le...
.:Guglielmo | @:.
.:27/10/2020 | 12:20:26:.

Si', oggi il mondo è pieno di poeti che scrivono....
.:Rosi | @:.
.:27/09/2020 | 18:52:51:.

Un sorriso e un grazie per te, Rosi....
.:Roberto Alajmo | @:.
.:15/08/2020 | 10:46:47:.

"L’orizzonte marino è un orizzonte liquido...
.:Rosi | @:.
.:06/08/2020 | 14:26:24:.

Non v'e' colore più bello della morbidezza...
.:Rosi Lesto | @:.
.:30/03/2020 | 11:58:10:.

Vai ai COMMENTI...



Menu riservato:

il forum di Roberto Alajmo, scrittore





A MACCHIA DI GATTOPARDO

(Dall'Arte di Annacarsi, che risale a dieci anni fa, ma resta ancora attuale)
C’è, fra i Mimi siciliani di Francesco Lanza, un racconto che pare perfetto per esemplificare lo spirito che presiede all’Arte del Rattoppo così come si è andata affermando attraverso i secoli nell’Isola.
Nel racconto in questione, a una massaia che possiede un grembiule molto logoro viene finalmente regalato un grembiule nuovo e bello. La donna accoglie il regalo con gioia: dopodiché adopera la stoffa del grembiule nuovo per rattoppare quello vecchio. Allo stesso modo, a Palermo ci si è specializzati nell’adoperare la stoffa dei vestiti nuovi per rammendare gli indumenti vecchi. C’è sempre una macchia di colore appena passato, da qualche parte: un colore quasi uguale a quello vecchio, ma non proprio uguale. Il colore risalta, e fa nascere la convinzione di trovarsi in perpetuo sul punto di tornare a un periodo felice, un’infanzia collettiva che non si riesce a collocare temporalmente in un’epoca precisa. Questa costellazione di rattoppi sgargianti nel tessuto della città è distribuita in maniera discontinua. Altrove si direbbe “a macchia di leopardo”, mentre qui è più giusto dire “a macchia di gattopardo”. Dove alla sporadicità del rattoppo corrisponde anche una vocazione alla pura apparenza. Qualcosa è cambiato, ma nella certezza che la sostanza delle cose sia rimasta quella che era. Ci siamo annacati un po’, ma siamo sempre allo stesso punto.

Condividi su:Condividi su: 
 Facebook  Twitter  Myspace  Google  Delicious  Digg  Linkedin  Reddit
Ok Notizie  Blinklist  Zic Zac  Technorati  Live  Yahoo  Segnalo  Up News

Roberto Alajmo | 12/09/2020

Letto [532] volte | permaLINK | PENULTIM'ORA  



  << LA PREVALENZA DI DON FERRANTE

TENDENZE NAZIONALI: IL POICIPENSIAMONOISMO >>