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IL CICLISMO COME SPECIALITA' DEL MASOCHISMO

Funziona così: i pedoni odiano ciclisti, motociclisti e automobilisti. I motociclisti odiano pedoni ciclisti e automobilisti. Gli automobilisti odiano pedoni, ciclisti e motociclisti. La circolazione funziona un po’ così: a circolare è soprattutto l’odio fra le diverse categorie.
Tranne i ciclisti. I ciclisti non odiano nessuno, almeno tendenzialmente.
Nella città dove pedalo io i ciclisti sono, al massimo, impertinenti. Avete presente quando ve ne venite arrivare uno contromano, con l’aria da impunito, mentre siete incollonnati in automobile al semaforo? Ecco: quel genere di impertinenza lì. Quell’impertinenza irridente che contraddistingue spesso i partiti e le classi sociali in ascesa, consapevoli del proprio ruolo e fiduciosi nell’avvenire. Come i cristiani nei primi secoli, i ciclisti di Palermo vanno incontro al martirio sorridendo ai propri carnefici, confidando forse in un paradiso dove le piste ciclabili siano sempre ben segnalate, isolate e lastricate. Confidando pure che il sorriso serva a convertire il peggiore degli aguzzini, quello che ti metterebbe sotto con la macchina – e certe volte ti ci mette sul serio. Il bello è che a quanto pare la strategia del sorriso funziona, dal momento che in giro ci sono sempre meno automobili e sempre più biciclette.
Sia chiaro: in attesa dell’inevitabile prevalenza del ciclismo, la via è destinata ad essere durissima e dissestata. Il ciclista a Palermo è allettato da una città apparentemente pianeggiante e poco piovosa, ma che pure sa essere molto crudele con i soggetti deboli, che vengono spazzati via, letteralmente.
Una vocazione al martirio che però alletta sempre più persone. Forse “bicicletta a Palermo” è una specialità del masochismo. Meraviglia allora che solo negli ultimi anni i ciclisti in questa città si siano fatti coraggio, moltiplicandosi a dismisura. Non è il sadomasochismo una delle motivazioni principali del vivere a Palermo?

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Roberto Alajmo | 16/05/2017

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