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TU QUOQUE, ALESSANDRO

La storia del figlio di Quasimodo che vuole vendere i reperti del Nobel emana una puzza dolciastra, come di pettegolezzo in via di decomposizione.
Il fatto che il poeta siciliano sia andato a ritirare il premio con la sua compagna anziché con la legittima famiglia, in un'epoca in cui il divorzio in Italia non era ammesso, attiene a quegli scandali che non dovrebbero suscitare scalpore al di fuori della stretta cerchia familiare.
Che poi la storia venga fuori dopo tanti anni è un'aggravante che la storia della letteratura non merita.
Mettiamo almeno una regola per arginare l'abbassamento del livello di civiltà: il gossip si può esercitare solo sulle persone viventi.
L'ideale sarebbe che erga omnes valesse la prescrizione "sono cazzi suoi". Ma almeno per le persone scomparse, per favore: sono stati cazzi suoi, e adesso amen.

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Roberto Alajmo | 02/12/2015

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