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MORIRE, SCOMPARIRE

Ancora a proposito di questa illustrazione di Gianni Allegra che s’intitola “Soffocare”. La morte pubblica porta in sé il corollario dell’oscenità. L’incidente per strada, lo scempio dei corpi, e la coda che si forma di automobilisti che rallentano per guardare. A quanto pare è un istinto invincibile, come un gatto spiaccicato sul ciglio del marciapiede: tu sai che ti farà orrore, ma non puoi fare a meno di guardare. Da qui viene il pudore di certi grandi capaci di architettare la propria sparizione: Ettore Majorana, Federico Caffè. Gente capace di rendere letterale quello che convenzionalmente è solo un eufemismo. Morte uguale scomparsa.

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Roberto Alajmo | 27/03/2008

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