Me lha fatto notare un amico forestiero, e la cosa, che pure era davanti ai miei occhi da sempre, mi è immediatamente apparsa nella sua enormità. Enorme davvero: enorme, e unica, e inspiegabile - è lossessione meteorologica dei palermitani. Se un amico straniero arriva in città durante un giorno di pioggia, io ho un riflesso condizionato. Dopo i saluti, o certe volte anche prima, mi sentirò subito tenuto a specificare che peccato, fino a ieri il tempo si era mantenuto stupendo. O qualcosa di equivalente. Se venivi ieri, la gente ancora faceva il bagno. Oggi, ti assicuro, è la prima brutta giornata dellanno. Tanto più in un inverno primaverile come questo, se qualcuno è così sfortunato da capitare in città proprio durante un giorno di pioggia, io mi sento in dovere di presentargli qualcosa che somiglia a delle scuse ufficiali (da parte di chi? Mia personale o della città nel suo complesso? Magari nel suo libro paga lamministrazione comunale avrà un consulente apposito, responsabile della tenuta meteorologica). È come se credessi che la pioggia dipenda da una questione di sottosviluppo o disorganizzazione. Se piove, vuol dire che qualcosa è andato storto. Se qualcosa è andato storto, di qualcuno la colpa sarà. Come succede per il traffico, per la sporcizia sulle strade o per la criminalità organizzata. Viceversa, di fronte alla mia costernazione, allospite tocca il compito di consolarmi: Ma non importa, Sapessi a Milano comè, Vedrai che domani andrà meglio. E a poco a poco il dispiacere si stempera, si parla daltro, si pensa ad altro. Almeno in apparenza. Quando piove mi prende una specie di apprensione nei confronti degli ospiti stranieri - di tutti gli ospiti stranieri, anche di quelli che non conosco né conoscerò mai. Mi pare che si configuri come una colpa grave, quella di aver trasgredito al luogo comune del sole anche dinverno. Come se, con tutte le cose che abbiamo da farci perdonare dal mondo, dovessimo farci carico pure di unordinaria giornata di pioggia in pieno inverno. Anche in questo: vivere a Palermo è una responsabilità. 106">
RA | 07/02/2007
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