IN VIAGGIO COI FIGLI. Lalibi è quello di questi anni: sono gli ultimi viaggi che mio figlio vorrà fare con me. Allora dai, forza: un piccolo sacrificio. Ok, un piccolo sacrificio, sperando che serva. Non lo faccio per me. No, no, no. È per lui che lo faccio, per la sua formazione. Sperando almeno Gaudì possa rimanere a macerare nel suo immaginario e dare dei frutti al momento opportuno. E se poi, invece, crescendo mi diventasse uno di quei portabrufoli ambulanti, coi capelli a carciofo e gli occhiali a specchio? Per ogni eventualità, io tengo da parte il biglietto, le ricevute e tutti gli scontrini: se non lui, spero di trovare qualcuno che mi rimborsi. Li ho guardati, i nostri figli, mentre eravamo in viaggio. A ogni sosta tiravano fuori le carte e impiattavano una partitella. Oppure giocavano con la palla ovale che si portavano dietro ovunque. Che fosse Parc Guell o un tavolino di fronte alla Sagrada Famiglia per loro sembrava esserci poca differenza. Non solo: e per schiodarli ci volevano le minacce. Per cui alla prossima occasione io propongo di ricorrere allopzione Capricorn One, dal titolo di un film degli anni settanta in cui si ipotizzava che lo sbarco sulla luna fosse una finzione televisiva realizzata nel deserto dellArizona. Visto che Barcellona o Palermo per giocare a carte o a pallone è uguale, io per la pasqua prossima sarei dellidea di annunziare un viaggio in Cina, documentarsi ben bene, e poi rifugiarsi segretamente in un bed & breakfast di Ficarazzi. 87">
RA | 21/04/2007
Letto [1304] volte | permaLINK | PENULTIM'ORA




Condividi su: 














