Il silenzio degli intellettuali di questa città è tutt'altro che silenzioso. Anzi, rumorosissimo. Persino su un quotidiano a encefalogramma piatto come il Giornale di Sicilia fioccano i commenti indignati. Su Repubblica ci sono ogni giorno almeno un paio di editoriali. Io li leggo, e giuro: li condivido quasi tutti. Ma anche quelli che condivido al cento per cento mi danno l'impressione di essere espressione dell'ovvietà. Tutti all'insegna dell'occorrismo e del benaltrismo. Tutti forieri di buonsenso e giustizia: e con ciò? Io da un editoriale mi aspetterei uno scatto, un'idea, un'eresia, uno spunto di riflessione diverso da quello che già posso fabbricarmi da solo. Quel che mi pare di sentire è un rumore di fondo, nemmeno fastidioso. Anzi, conciliante come una ninna nanna e, alla fin fine, narcotizzante. Forse a Palermo ci vorrebbe una moratoria delle opinioni. 42">
RA | 27/10/2007
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