La devastazione che il che cosiddetto punteruolo rosso sta provocando fra le palme di Palermo ha qualcosa di metaforico in sé. Una peste spirituale, da romanzo, come quelle descritte da Tucidide, Manzoni, Camus. Una pestilenza che attacca lidentità cittadina, sgominandone la cultura e limmagine stessa: le palme sono sempre state un ottimo arredo per lautoesotismo palermitano. Ora le palme stanno morendo una dopo laltra, e di questo passo presto non ce ne saranno più. Palermo, beninteso, sopravviverà comunque, solo un po peggiore di quella che era. Del resto, una supplenza modernista si trova nelle palme di plastica fluorescente, luminose, che continuano a proliferare come insegna dei locali privati. Suvvia: si può vivere benissimo anche senza palme. Una città che ha rinunciato allessenziale può benissimo fare a meno pure delle piante ornamentali. Dopo aver rinunciato al necessario, stiamo imparando a fare a meno anche del superfluo. 27">
RA | 20/12/2007
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