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E' stato il figlio


REMIX: SALVO LICATA, MAESTRO

Ognuno deve scegliersi i propri maestri. Certo. Però devi essere fortunato, perché il maestro che scegli deve pure, simmetricamente, scegliere te. Io in questo ramo d'esistenza posso dire di essere stato molto fortunato, perché il giornalista che leggevo sempre con avida ammirazione prima sull'Ora e poi sul Giornale di Sicilia a un certo punto mi ha scelto come suo allievo morale.
In cuor mio avevo già deciso di rinunziare, di fronte alle porte chiuse del giornalismo e della scrittura professionale, quando Salvo Licata uscì dalla sua consueta grevianza per dirmelo con tre parole: tu devi scrivere. Non ce ne furono molte altre, dette sul tema. Ma bastarono.
Salvo Licata era di quei maestri che non sprecano parole, ma piuttosto fanno. Innanzi tutto mi aveva fatto inserire in un'antologia che si chiamava "La porta del Sole", che l'editore Novecento pubblicava a fascicoli col Giornale di Sicilia. Salvo Licata svolgeva il ruolo di produttore esecutivo, e si batté perché un mio racconto imperniato sul soggiorno di Wagner a Palermo comparisse a fianco dei contributi di molti grandi del passato, da Goethe a Maupassant. Fu la prima volta che il mio nome venne stampato su un assieme di pagine rilegate in forma di libro.
Ho avuto l'onore di essere ammesso nella sua cerchia di giovani educati al mestiere di scrivere, alla cultura e all'etica. Mi accompagnò fino alle soglie della carriera di scrittore, quando uscii dalla sua sfera di influenza per via di uno stile che lui giudicava troppo scarno. Altri dissapori nacquero sul fronte della politica teatrale, che ci vedeva su barricate opposte, tanto che negli ultimi anni le occasioni di frequentazione si erano abbastanza diradate.
Da parte mia, però, non è mai venuta meno la gratitudine, così come spero da parte sua la stima personale. Così funziona: a un certo punto i maestri vanno messi in discussione, così come i maestri devono costantemente mettere in discussione gli allievi.
Né bisogna chiedere a un maestro la coerenza che predica. Un vero maestro equivale a un cartello di segnaletica stradale. Ti indica la strada da percorrere per arrivare dove vuoi arrivare. Ma non ti ci accompagna, né ci va.

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Roberto Alajmo | 04/11/2019

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