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LE ELEZIONI COME UNA LOTTERIA

(Questa cosa l'avevo scritta qualche anno fa, ma mi pare che a questa tornata elettorale stia accadendo ancora, e con una particolare evidenza).
Detto in sintesi: i siciliani non votano, i siciliani puntano. Esiste una quota variabile di cittadini siciliani che vota pregiudizialmente per il candidato o per lo schieramento che si suppone vincerà le elezioni, a prescindere da quale sia. È un fenomeno che va assimilato a quello additato da Flaiano, che consiste nel correre in soccorso del vincitore, ma con alcune sostanziali differenze. Una sopra tutte: questo elettorato non corre in soccorso del vincitore assodato, ma piuttosto si sforza di indovinare in anticipo chi vincerà, e al momento di votare si regola di conseguenza. Questo anche se nel segreto dell’urna non avrebbe bisogno di derogare alla propria coscienza. Si tratta di un voto difficile da rilevare nei sondaggi perché si mimetizza perfettamente col resto delle preferenze di maggioranza, eppure è diverso: volubile e volatile, sostanzialmente inafferrabile. 
Il tipo di elettore in questione si lascia influenzare dagli stessi sondaggi cui partecipa, riservandosi di cambiare idea a seconda delle risultanze conclusive. Non c’è nessuna implicazione ideale in questo voto, e nemmeno un banale calcolo delle convenienze individuali o corporative. Né si può liquidare il problema etichettandolo come conformismo e qualunquismo. Dietro c’è forse la passione tipicamente meridionale per i concorsi, i quiz e le lotterie in genere, una passione che spinge alle urne con lo stesso spirito con cui si va alla ricevitoria per giocare i numeri del Superenalotto o per indovinare la schedina vincente. 
In fondo è lo stesso meccanismo panico che certe volte scatta nella corsa a comprare o vendere azioni. Il ragionamento è: se qualcuno lo sta facendo è segno che bisogna farlo. 
Resta da stabilire che cosa si può fare per intercettare questo voto d’azzardo. La risposta è: vincere le elezioni. Oppure lasciarlo credere, dichiarare di aver già vinto, gettando il cuore oltre il sondaggio. 

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Roberto Alajmo | 09/10/2017

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