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Bella descrizione, Antonia. Secondo me vale...
.:Roberto Alajmo | @:.
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il forum di Roberto Alajmo, scrittore





PALERMO CAPITALE DELLA CULTURA. RACCOGLIERE LA SFIDA.

(Questo pezzo con questo titolo è uscito ieri sul Corriere della Sera, per essere quindi letto da un pubblico "nazionale". Vorrei chiedervi una piccola interazione: pensate che questo pezzo sia sbilanciato? Che rappresenti un modo di schierarsi? E per quale fazione? Vi chiedo di essere sinceri. Io ascolterò fino alla fine i vostri commenti e prenderò la parola solo alla fine).
Adesso c’è il bollo del consiglio dei ministri, su proposta di Franceschini, ma a Palermo litighiamo già da mesi sulla nomina della nostra città come capitale della cultura per il 2018. Litighiamo, perché su qualsiasi argomento noi litighiamo, specialmente su tutto quel che riguarda l’immagine di sé che la città mostra all’esterno. Una vocazione causidico-pirandelliana che porta in continuazione a spaccarsi e spaccare il capello in quattro. Escluderei che a Pistoia, capitale uscente, si sia discusso tanto e tanto accanitamente prima ancora che la nomina prendesse consistenza. Le due fazioni cittadine contrapposte sono quelle tradizionali, orgogliosi versus sarcastici, quest’ultima categoria indicata localmente con un’espressione a sua volta sarcastica: “nemici della contentezza”. La prima fazione, riconducibile grossomodo ai simpatizzanti dell’attuale amministrazione comunale, ha accolto con soddisfazione la nomina di Palermo capitale della cultura. La seconda fazione, riconducibile agli avversari del sindaco Leoluca Orlando, esprime il suo sarcasmo mettendo in dubbio che la città sia all’altezza del ruolo (frase chiave: altro che capitale della cultura, capitale della munnizza).
In realtà, nessuno oggi può dire se Palermo sarà all’altezza o meno. Se lo è stata Pistoia, ci sono speranze che anche noi potremo almeno non sfigurare. La designazione in sé significa poco, e Palermo se la merita se non altro per la sedimentazione di culture diverse che rappresenta da secoli a questa parte, a prescindere da chi la amministra pro tempore. La sua essenza di città controversa e imbastardita non è una controindicazione, anzi: gli artisti maledetti hanno sempre posseduto fascino in più. I visitatori, specialmente in tempi recenti, tendono a rimanere sbigottiti per i vividi chiaroscuri che riscontrano camminando per le strade. I palermitani benintenzionati anzi hanno spesso il compito, nelle conversazioni con gli ospiti che vengono dal continente, di ridimensionare gli entusiasmi per spiegare che la maniera migliore di apprezzare la bellezza di Palermo è avere in tasca il biglietto di ritorno con destinazione una città meno problematica. Palermo sa essere molto seduttiva, sul breve periodo, mentre magari qualche problema può sorgere quando si sceglie di trascorrere qui l’intera esistenza.
La designazione a capitale italiana della cultura rappresenta in ogni caso un’opportunità astratta, che andrà riempita di contenuti, una cornice che ancora deve trovare collocazione. È innegabile che almeno negli ultimissimi anni si riscontri un fermento culturale in forma magari gassosa, e proprio un’occasione del genere può servire a far sedimentare mineralmente questi fermenti finora sporadici. La strada certo è lunga, non sarà diritta, ma di sicuro è stata intrapresa.
I presupposti per trasformare questa carica onorifica in una reale possibilità di crescita ci sono, a cominciare dal fatto che proprio il prossimo anno il capoluogo siciliano ospiterà Manifesta, la biennale d’arte contemporanea itinerante che è stata accolta ultimamente da Zurigo.
E poi c’è un altro sintomo che lascia ben sperare. Un mecenate forestiero, Massimo Valsecchi, dopo aver girato mezzo mondo, ha comprato un edificio settecentesco davanti al mare, Palazzo Butera, lo sta restaurando a spese proprie per trasformarlo in un polo culturale e trasferire a Palermo la sua straordinaria collezione d’arte. Un regalo insperato, in un meridione dove trovare uno sponsor privato per la cultura è impresa molto più impossibile che improbabile.
Quando i palermitani smetteranno di accapigliarsi fra favorevoli e contrari, rischiano di ritrovarsi a vivere in una città che avrà ancora la sua zavorra di munnizza, ma sarà almeno un po’ migliore di com’era.


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Roberto Alajmo | 23/07/2017

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REMIX: PICCOLA METAFORA CALCISTICA

Ci dev'essere stato, c'è sempre un momento in cui qualcuno prende un concetto che era nell'aria chissà da quanto tempo e ne fa una sintesi perfetta, confezionata apposta per passare alla storia. In questo caso è un estratto concentrato di quattro parole: Il Problema Di Girarsi. Il primo dev'essere stato...[leggi tutto]...


Roberto Alajmo | 20/07/2017

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ESISTONO DUE TIPI DI BAGAGLIO: IL BAGAGLIO A MANO E IL BAGAGLIO PERSO (REMIX)

Il mondo magari non sta per finire. Ma certi mondi forse sì.
Un piccolo segnale della fine di un mondo si trova persino nelle statistiche dei bagagli smarriti. Pare che nel 2006 le valigie che non arrivavano a destinazione - in Europa, ogni anno - fossero 36 milioni. Oggi sono raddoppiate. ...[leggi tutto]...


Roberto Alajmo | 18/07/2017

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E VEDERE DI NASCOSTO L'EFFETTO CHE FA

L'orribile espressione "ragazzata", se impiegata per definire uno stupro di gruppo, risulta, per l'appunto, orribile.
Però, siccome non bisogna avere paura delle parole, ma semmai delle cose, vale la pena di ricondurre nell'alveo della ragionevolezza una notizia come la decapitazione della statua...[leggi tutto]...


Roberto Alajmo | 12/07/2017

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REMIX: FRONTE ANTI CAZZATE

(Dice che la storia si ripete. E la cronaca, allora? questo l'ho scritto dieci anni fa, e lo potrei ripubblicare mediamente ogni tre mesi).
Per dire: se un tizio scrive sul muro una cazzata, non c'è bisogno di metterlo in prima pagina. In considerazione anche del fatto che il gesto in sé...[leggi tutto]...


Roberto Alajmo | 10/07/2017

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REMIX: PARCHEGGIO A ORE

(Io questo l'avevo scritto nell'ottobre del 2012)
Forse per capire il fenomeno Cinque Stelle bisogna immaginare il Movimento come una specie di parcheggio gratuito. Un grande piazzale dove lasciare posteggiato il consenso nell’ora di punta, quando il traffico della politica sembra impazzito,...[leggi tutto]...


Roberto Alajmo | 04/07/2017

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REMIX: COME RIDEVAMO

Il genere comico deperisce in fretta. Di sicuro più rapidamente del tragico. Sofocle sembra ancora moderno, Aristofane troppo legato ai riferimenti del tempo. Persino rivedere i film di Totò assieme al proprio figlio provoca una strizzata di cuore: ci si sente anacronistici.
L’amico L. mi segnala...[leggi tutto]...


Roberto Alajmo | 03/07/2017

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REMIX: LO SDOGANAMENTO DELLA PEDAGOGIA (E DELLA CACCA)

In effetti, chi l’ha stabilito che un quotidiano abbia il dovere di essere migliore dei suoi lettori?
Forse potrebbe solo la coscienza civile di un Paese che ha deciso, da una ventina d’anni a questa parte, di fare a meno di sé: quindi, nessuno.
Da quando ha cominciato a inseguire i privati,...[leggi tutto]...


Roberto Alajmo | 01/07/2017

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FAZIO O NON FAZIO

Siccome non conosco Fabio Fazio.
Siccome non sono mai stato ospite nelle sue trasmissioni.
Siccome nemmeno ci vado pazzo, per le sue trasmissioni, mi sentirei di dire che questa campagna di odio cavalcata dal solito Gasparri è ignobile.
Fazio guadagna bene. La cosa non dovrebbe fare...[leggi tutto]...


Roberto Alajmo | 29/06/2017

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CANNIBALISMO

Anche volendo fare un'abbondante tara alla maggioranza delle cronache di parte, sembra evidente che nella galassia grillina si stia consumando un travaglio notevole, che ha un epicentro a Roma e uno a Palermo, dove le cinque stelle rischiano di essere inghiottite da un unico buco nero.
Dopo aver...[leggi tutto]...


Roberto Alajmo | 26/06/2017

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