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.:Roberto Alajmo | @:.
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il forum di Roberto Alajmo, scrittore



REPERTORIO DEI PAZZI DELLA CITTA' DI PALERMO


LA SCUOLA ADOTTA UNO SCRITTORE, TORINO 2017

Ventiquattro ragazzi intorno ai sedici anni possono essere un muro. Un muro alzato a distanza di sicurezza: i primi banchi restano vuoti prudenzialmente. Nel caso io diventassi mortalmente noioso, loro potrebbero gettarsi a terra e strisciare fuori sui gomiti come soldati sotto il fuoco nemico, trovando scampo da una porta provvidenziale che si apre alle loro spalle.
Poi, col passare dei minuti e delle ore, il muro si va delineando nei singoli mattoni di cui è composto, secondo la più tradizionale distribuzione scolastica di personaggi e interpreti. C’è la ragazza secchiona, la furbetta seduttiva, l’integralista della timidezza che vorrebbe fare lo scrittore, il ragazzo intelligente che però non vuole fare un cazzo, i due o tre che sembrano più interessati, anche loro aggrappati con entrambe le mani al freno a mano della timidezza, più naturalmente i quattro o cinque che sono lì solo perché li hanno costretti con la forza. A questi ultimi va la mia solidarietà più totale, ma si consolino: sempre meglio le mie chiacchiere che una lezione di matematica.
Si distinguono i mattoni, ma resta il muro, difficile da scalfire e anche da scavalcare.
In questi giorni posso arare in verticale il muro e piantare dei semi negli interstizi fra un mattone e l'altro. Ma sono semi che germoglieranno, se germoglieranno, sul lungo periodo. E non più di due o tre, nella migliore delle ipotesi. Gli altri semi seccheranno, come è naturale che sia. Se uno di questi semi è destinato a generare una pianta, e se la pianta darà frutti, lo si scoprirà fra una ventina d’anni. E io non lo saprò mai.
Per la maggior parte di loro io rappresento una memoria che la selezione del tempo si incaricherà di cancellare per fare spazio a esperienze nuove e più eccitanti. Per i pochi altri, uno scrittore venuto da un’isola lontana, che ha detto delle cose, alcune anche interessanti.
E fra vent’anni i pochi che germoglieranno e manterranno memoria, si chiederanno: “Ma quello scrittore siciliano, di preciso, come si chiamava?”

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Roberto Alajmo | 11/04/2017

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