Questo sito utilizza cookie personalizzare la tua esperienza di navigazione del sito.
Per maggiori informazioni su come utilizzare e gestire i cookie, consulta l'Informativa sui cookie.
Chiudendo questa notifica o interagendo con questo sito acconsenti all'utilizzo dei cookie.


OK  INFORMATIVA  



Vai ai COMMENTI...

Ultimi commenti

Caro Diego, il pessimismo della ragione è...
.:Roberto Alajmo | @:.
.:03/03/2017 | 07:56:40:.

Perfetta analisi e, come sai, sogno che in...
.:Diego | @:.
.:02/03/2017 | 06:30:38:.

Grazie della stima, cara Marina. Ci tornerò...
.:Roberto Alajmo | @:.
.:02/02/2017 | 23:23:32:.

Lo sai cosa penso a volte?
Penso che...

.:Marina:.
.:02/02/2017 | 14:02:19:.

I neo-cafoni sono di più che una categoria....
.:Roberto Alajmo | @:.
.:15/12/2016 | 14:25:50:.

Vai ai COMMENTI...



Menu riservato:

il forum di Roberto Alajmo, scrittore





LA SCUOLA ADOTTA UNO SCRITTORE, TORINO 2017

Ventiquattro ragazzi intorno ai sedici anni possono essere un muro. Un muro alzato a distanza di sicurezza: i primi banchi restano vuoti prudenzialmente. Nel caso io diventassi mortalmente noioso, loro potrebbero gettarsi a terra e strisciare fuori sui gomiti come soldati sotto il fuoco nemico, trovando scampo da una porta provvidenziale che si apre alle loro spalle.
Poi, col passare dei minuti e delle ore, il muro si va delineando nei singoli mattoni di cui è composto, secondo la più tradizionale distribuzione scolastica di personaggi e interpreti. C’è la ragazza secchiona, la furbetta seduttiva, l’integralista della timidezza che vorrebbe fare lo scrittore, il ragazzo intelligente che però non vuole fare un cazzo, i due o tre che sembrano più interessati, anche loro aggrappati con entrambe le mani al freno a mano della timidezza, più naturalmente i quattro o cinque che sono lì solo perché li hanno costretti con la forza. A questi ultimi va la mia solidarietà più totale, ma si consolino: sempre meglio le mie chiacchiere che una lezione di matematica.
Si distinguono i mattoni, ma resta il muro, difficile da scalfire e anche da scavalcare.
In questi giorni posso arare in verticale il muro e piantare dei semi negli interstizi fra un mattone e l'altro. Ma sono semi che germoglieranno, se germoglieranno, sul lungo periodo. E non più di due o tre, nella migliore delle ipotesi. Gli altri semi seccheranno, come è naturale che sia. Se uno di questi semi è destinato a generare una pianta, e se la pianta darà frutti, lo si scoprirà fra una ventina d’anni. E io non lo saprò mai.
Per la maggior parte di loro io rappresento una memoria che la selezione del tempo si incaricherà di cancellare per fare spazio a esperienze nuove e più eccitanti. Per i pochi altri, uno scrittore venuto da un’isola lontana, che ha detto delle cose, alcune anche interessanti.
E fra vent’anni i pochi che germoglieranno e manterranno memoria, si chiederanno: “Ma quello scrittore siciliano, di preciso, come si chiamava?”

Condividi su:Condividi su: 
 Facebook  Twitter  Myspace  Google  Delicious  Digg  Linkedin  Reddit
Ok Notizie  Blinklist  Zic Zac  Technorati  Live  Yahoo  Segnalo  Up News

Roberto Alajmo | 11/04/2017

Letto [1319] volte | permaLINK | PENULTIM'ORA  



  << SFORZARSI DI FAR FINTA DI NIENTE

IL CONTRARIO DI CORTESEMENTE >>