Oggi voglio usare questo spazio per farvi leggere un breve testo che Francesco Piccolo, ha scritto in occasione della festa del cinema di Roma: "Alla fine, credo di aver fatto la scelta giusta. Tra tutti, mi sono messo accanto a una ragazza di Viterbo con un pennarello nero e il dvd di Moulin Rouge. Nicole Kidman andava firmando autografi e stringendo mani con la casualità insondabile dei divi, mentre tutti urlavano “Nicole!” E quando ha visto il dvd è venuta verso di noi e si è fermata un po’. È vero che ero schiacciato e pressato da decine di persone che volevano allungarle la mano o un foglio, ma anche grazie alla pressione e al fatto che tra me e lei c’era solo una transenna e il muro delle ragazze di Viterbo, a un certo punto la distanza tra noi è scesa al di sotto del metro. Mi scoccia dirlo, ma era meravigliosa. Tra il vestito chiaro e la sua pelle pallida c’era poca differenza (“vedi”, ha detto una signora al marito, “adesso si porta così, senza abbronzatura”), i capelli erano né legati e né sciolti e l’atteggiamento era di chi la bellezza ce l’ha addosso da così tanto tempo che se l’è pure dimenticata. La vita, però, è meravigliosa anche perché c’è sempre qualcuno – stavolta una signora piuttosto bassa e anziana – che dice: “però se devo dire la verità, nun me pare sta cosa…” La serata non era cominciata bene: un gruppo di senza casa molto decisi e arrabbiati sono venuti a manifestare davanti all’entrata del “red carpet” – tutti, nessuno escluso, di quelli che erano con me tra il pubblico, lo chiamavano così. Sono arrivati poliziotti con caschi blu e una signora di Taranto (non mi chiedete perché, ma c’era una larghissima maggioranza di pugliesi) ha detto che la sua gioia si stava trasformando in terrore – e francamente era piuttosto esagerata. Ricevuta la promessa di un incontro da Veltroni, i manifestanti se ne sono andati e sul tappeto rosso gli ospiti hanno cominciato a entrare. Quando è arrivato il sindaco, un ragazzo ha preso in braccio la fidanzata per farglielo vedere e lui è venuto a salutare tutti e ognuno lo chiamava Walter e gli diceva da dove arrivava: da tutta Italia. Uno poi ha detto di essere di Roma e “Walter” ha risposto: “meno male”. In verità, poco più in là c’erano tre ragazze bionde e molto alte in compagnia di un ragazzo e parlavano spagnolo, poi quando lui si è allontanato parlavano in tedesco, allora io in inglese ho chiesto di dove erano e la più alta mi ha detto, laconica, in italiano, “forse non lo so più”. Alcuni altri ragazzi di Bari e di Milano erano già qui alle sei, cioè due ore prima, e quelli di Bari non avevano nemmeno il biglietto e mi hanno riso in faccia quando ho chiesto perché volevano vedere la Kidman. Poi si è sentito un applauso convinto, ci siamo eccitati, ma era “solo” Raul Bova. Quando le ragazze hanno cominciato a chiamarlo, la signora a cui non piacerà la Kidman ha detto “ma è sposato!”, e questa frase del tutto insensata è stata capace di spegnere ogni entusiasmo. Una ragazza friulana che si chiama Marika ha confess ato di essere delusa perché si aspettava più gente famosa e quando è passata Alessia Marcuzzi ha detto: “la Marcuzzi è già qualcosa…” Poi è arrivato da lontano un boato che sembrava provenisse dall’Olimpico e in fondo, illuminata dai flash, abbiamo visto Nicole. La gente ha cominciato a correre e a schiacciarci verso le transenne. La ragazza con “Moulin Rouge” in mano lo ha agitato come una trappola e ha funzionato: Nicole lo ha visto e come trascinata da una forza sovrannaturale ha scelto proprio noi." 115">
RA | 18/01/2007
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