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il forum di Roberto Alajmo, scrittore





A proposito delle polemiche susseguenti ai brogli elettorali, la cosa già abbastanza desolante è che comunque, anche se verranno dimostrati, ormai non cambierà nulla. Ma la cosa più desolante ancora è che tanto ormai non cambierà nulla viene considerato un buon motivo per lasciar cadere il problema. Ha ragione Rita Borsellino (vedi lettera a Repubblica del 13 giugno): in realtà nessuno pare disposto a impegnarsi a fondo perché (luogo comune) tanto è andata come è andata. Si tratta di un errore. Un enorme errore dettato da miopia politica. Perché se non si trova una soluzione al problema, non solo le cose sono andate come sono andate, ma anche in futuro andranno come sono sempre andate. Il problema va affrontato oggi per non ritrovarci domani a piagnucolare per gli stessi motivi e ad allargare nuovamente le braccia perché tanto, eccetera eccetera. Che poi è paradossalmente lo stesso difetto di miopia politica che si rimprovera a chi non crede al valore delle elezioni ed è disposto a svendere il proprio consenso: siccome tanto non cambierà mai niente, tanto vale arrendersi alla logica tanto peggio tanto meglio, regalando il proprio voto in cambio di un buono pasto o della promessa di un posto da precario. Se questa logica viene applicata anche per archiviare moralmente il caso dei brogli significa che persino i siciliani meglio intenzionati non riescono a credere al futuro. Invece proprio questo è il momento di porre la questione al centro di un dibattito meno legato agli umori della contingenza. Magari avanzando qualche proposta per migliorare il sistema elettorale, inteso pure come pratica del voto. Prima di tutto ci vogliono controlli di pubblica sicurezza stringenti, proprio inquisitori, ai seggi e nelle immediate vicinanze. Esclusione dei presidenti di seggio che in passato hanno dimostrato incompetenza. E poi, apriamo gli occhi: il vecchio sistema scheda+matita copiativa, dopo sessant’anni di elezioni democratiche, ha fatto il suo tempo. In altri paesi l’elettore trova al seggio una busta e i nomi dei candidati – certo: in numero ragionevole - prestampati su altrettanti foglietti. Mette in busta il nome che vuole, sigilla, infila nell’urna la busta, e butta via gli altri nomi. Niente schede contestate, con questo sistema. Niente foto nel segreto dell’urna. È un piccolo aggiustamento che non servirà a debellare del tutto il fenomeno dei brogli. Non intacca il sistema dei verbali alterati né quello del voto venduto e comprato. Ma da qualche parte bisognerà cominciare, se davvero si vuole almeno complicare la vita ai ladri di democrazia: si accettano contributi. 77">

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RA | 13/06/2007

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