Il ministro degli esteri non vuole un giornalista del quotidiano La Stampa sull'aereo di Stato. Tutti gli altri sì e lui no. Gli sta antipatica la testata per cui lavora, e quindi lui rimane a terra. Non voglio commentare l'atteggiamento di D'alema, ma quello dei colleghi del giornalista discriminato. In particolare mi piacerebbe sapere se, oltre a fargli ciaociao con la manina dal finestrino, questi eroici esponenti della seconda professione più antica del mondo sono stati sfiorati dalla tentazione di scendere anche loro dall'aereo, come forma di dignità personale, più che di solidarietà nei confronti di un collega. Purtroppo questo mestiere a quanto pare è riservato solo agli asini e ai servi. 76">
RA | 16/06/2007
Letto [1420] volte | permaLINK | PENULTIM'ORA




Condividi su: 














