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il forum di Roberto Alajmo, scrittore





Come farebbero i giornali a riempire la parte bassa della prima pagina se non ci fossero le sentenze della Corte di Cassazione? È quasi una rubrica, fonte di quotidiano buonumore. Quest’oggi ci tocca la notizia “I poveri? Occupare la casa è lecito”. In sintesi: la povertà costituisce titolo per l’occupazione abusiva delle abitazioni. Sotto la leggerezza demagogica della superficie, la notizia segna il crollo di un’ennesima diga etica, una delle ultime rimaste nel nostro paese. A Palermo è successo di recente che una famiglia di senzatetto trovasse già occupata da altre persone la casa che gli era stata assegnata secondo le regole dall’Istituto Case Popolari. E questo non una, ma due volte. La notizia è notizia in quanto è successo due volte alla stessa famiglia, beninteso: perché non si sa quante volte succedano singole usurpazioni del genere in tutta Italia. A quanto pare, spessissimo. Succede pure che un anziano solo vada a curarsi in ospedale e dopo essere stato dimesso trovi il suo appartamento con la serratura cambiata. Prova a immaginare cosa succederebbe a te, alle tue cose, ai tuoi mobili. Immagina un giorno di tornare a casa ancora in convalescenza e scoprire che la vita lasciata dietro quella porta non ti appartiene più, qualcuno se ne è appropriato. Non è un furto, è un totale rimpiazzo personale ed esistenziale. La sentenza della Cassazione ora sancisce e autorizza il bricolage dei diritti su scala nazionale. Ognuno può autoproclamarsi povero e occupare la casa che più gli aggrada, infischiandosene delle graduatorie. Non valgono più le classifiche di diritto stilate dai Comuni: vale l’intraprendenza di ognuno. Ancora un piccolo passo verso la legge del Far West. 57">

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RA | 27/09/2007

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