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COPERTINA MATTO AFFOGATO


LAGNUSÌA

Certe volte i termini dialettali hanno una complessità che la lingua italiana non prevede.
Prendiamo la parola Lagnusìa. Si potrebbe tradurre semplicemente con Pigrizia. Ma sarebbe semplicistico. La lagnusìa non è pura pigrizia. È pigrizia impastata con lamentela.
Fa male dover ammettere che un carattere dei siciliani è l’indolenza, già in sé ignobile attitudine; ma qui si tratta di un impasto inestricabile dove l’altro ingrediente paritario è la tendenza al mugugno. Anzi, già nell'etimo è la lagna a prevalere.
Parliamo di mugugno, attenzione: non protesta. Perché la protesta rappresenterebbe già una forma di ribellione, che invece risulta pressoché inesistente, nelle cronache e nella storia dell’Isola.
Non fare, e lamentarsi per giunta.
Se quasi ogni forma di volontariato è stata azzerata non è solo perché manca la voglia di fare. Quella si può anche trovare, specie fra le giovani generazioni. Ma per ogni giovane volenteroso che si dà da fare in ogni piazza di ogni paese siciliano, bisogna immaginare un tavolino al bar con quattro maschi adulti che senza nemmeno usare mezzi toni stanno seduti a fare esercizio di lagnusia: perché anche il lavorio degli altri risulta fastidioso. Frase chiave: ma chi glielo/me lo fa fare.

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Roberto Alajmo | 27/05/2017

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