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Ultimi commenti

Qualcuno parla di due sinistre.
Ho chiesto...

.:fara:.
.:01/11/2014 | 07:55:06:.

@ antonia

Tu dici di non pretendere...

.:Antonio:.
.:01/11/2014 | 06:24:16:.

Ops! Chiedo scusa. ...
.:marina:.
.:31/10/2014 | 20:02:26:.

@Antonia. Ma tu dove vivi?
Scusa se lo...

.:marina:.
.:31/10/2014 | 19:58:59:.

@Antonia. Ma tu dove vivi?
Scusa se lo...

.:marina:.
.:31/10/2014 | 19:58:03:.

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il forum di Roberto Alajmo, scrittore





SCALDATI CONTRO SCALDATI

(Scritto per il convegno su Franco Scaldati che il teatro Stabile di Palermo ospita in questi giorni)
...Il Biondo secondo me storicamente, oltre al merito di aver prodotto da un certo momento in poi il teatro di Scaldati, deve scontare anche un senso di colpa riconducibile al fatto stesso che uno come Scaldati sia stato adottato dallo Stabile.
Scaldati era un parroco di campagna molto amato dai fedeli, capace di toccare le corde del loro cuore. Poi è stato portato a dire messa in cattedrale, dove era difficile distinguere la sua voce sommessa. E magari solo a celebrare messa.
A Scaldati toccava anche più spesso servire quasi da chierichetto nella messa celebrata da altri.
Oggi non dobbiamo avere paura di prendere una prospettiva storica dal suo teatro e dire con sincerità che lo Scaldati migliore è quello precedente all'adozione da parte del Biondo. Il teatro di Scaldati era e sarebbe dovuto rimanere antagonista rispetto a quello dei teatri Stabili. Di tutti e anche di questo.
Adottare un artista così è un rischio che io mi son preso con Emma Dante consapevole che non deve essere Emma a piegarsi alle logiche dello stabile, ma lo stabile a piegarsi alle esigenze di Emma.
Per questo dobbiamo riprometterci di riprendere il filo di Scaldati proprio ripartendo dai suoi primi lavori, nati come teatro da chiesa di campagna, da cantina, da trattoria a conduzione familiare. Prima che la trattoria rinomata si trasformasse in ristorante di lusso, snaturandosi completamente.
Oggi la chiave, secondo me, è sottrarre Scaldati alla maniera scaldatiana. Sottrarlo persino all'idea che lui stesso aveva del proprio teatro. Sparigliare le carte e ridistribuirle. Solo così possiamo sperare di rilanciare Scaldati su un piano nazionale. La messinscena di Lucio, lo scorso anno, è stato il primo passo, ma non è bastato anche perché lo spettacolo girerà pochissimo: e non per colpa nostra.
La strada è impervia, in astratto tutti dichiarano ammirazione, ma alla fine Scaldati rischia di essere come la bella di Siviglia, che tutti la vogliono e nessuno se la piglia...
(Illustrazione: Domenico Ghirlandaio, San Francesco alla prova del fuoco davanti al Sultano, Firenze, Santa Trinita)


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Roberto Alajmo | 01/11/2014

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REMIX: LE FACCE NON PASSANO MAI

Un giorno di giugno del 1938, Leo Longanesi annotava sul suo diario: “Fra vent’anni nessuno immaginerà i tempi in cui viviamo (…) nessuno saprà capire cosa ci è accaduto. Come tramandare ai posteri la faccia di F. quando è in divisa di gerarca e scende dall’automobile?”.
Longanesi aveva ragione:...[leggi tutto]...


Roberto Alajmo | 30/10/2014

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REMIX: MI PARE IL MINIMO

Scusate, ma è troppo bella per metterla solo fra le citazioni in alto a destra di questo sito.
Troppo bella perché riguarda tutti noi, il tempo in cui viviamo, la pandemia di egoismo che sembra aver colpito l’intera umanità, la vita, la morte e l’imminente fine del mondo.
L’ha pronunciata...[leggi tutto]...


Roberto Alajmo | 28/10/2014

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NON CI SONO SANTI

Non è che i santi, di per sé, mi facciano impazzire. Se non altro per le espressioni antipatiche in cui la parola “santi” rimane coinvolta ogni giorno.
“Non ci sono santi”
“Avere santi in paradiso”
“Non è santo che suda”
“Mammasantissima”
Tutte espressioni che per un verso...[leggi tutto]...


Roberto Alajmo | 26/10/2014

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LA STRANA COPPIA

Da quando dirigo il teatro Stabile di Palermo, una domanda che di frequente mi sento fare è:
- Con Emma come va?
Il tono sembra premuroso e leggermente apprensivo, come se la domanda fosse rivolta a un coniuge sposato alla donna che la famiglia disapprovava. O come se ci fosse stata in passato...[leggi tutto]...


Roberto Alajmo | 24/10/2014

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REMIX: IL RIFORMATORIO ITALIANO

Forse funziona come a scuola: tu manchi quando il professore spiega le espressioni di secondo grado, e non riesci più a recuperare. Anzi, scatta proprio un rifiuto. Le espressioni di secondo grado saranno per sempre un buco nero nel tuo bagaglio culturale.
Io per esempio devo essermi distratto...[leggi tutto]...


Roberto Alajmo | 22/10/2014

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NON SARA' UN FUNERALE

Se vi invitassero al funerale di uno sconosciuto, ci andreste? Escludendo masochismi: difficile.
Lo stesso succede per le presentazioni librarie: nessuno vuole andare al funerale di uno sconosciuto. E tantomeno si vorrebbe andare a quello di amici e parenti: ma si deve.
A risultare deterrente...[leggi tutto]...


Roberto Alajmo | 20/10/2014

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LA DOMANDA ASSERTIVA

Il mestiere di giornalista è mutante, da una ventina d’anni a questa parte.
Alcuni effetti secondari di questa mutazione meritano di essere segnalati.
Una cosa che prima non c’era e adesso c’è è la domanda assertiva.
Prima il giornalista poneva all’intervistato una serie di domande-domande,...[leggi tutto]...


Roberto Alajmo | 19/10/2014

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ELOGIO DEL PUBBLICO

Quando finiscono gli spettacoli al Biondo, il pubblico tende a rimanere in sala. Chiacchierano, commentano. Le maschere a un certo punto sono costrette a indurre gentilmente gli spettatori ad accomodarsi fuori. E fuori i capannelli continuano.
Ecco: io guardo quei capannelli e sono felice. ...[leggi tutto]...


Roberto Alajmo | 17/10/2014

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MAI SOTTOVALUTARE UN IDIOTA

La parola inaccettabile, a quanto pare, è scherzo.
Una coscienza civile non riesce ad accettare che dietro le sevizie al ragazzino di Napoli ci possa essere stato uno scherzo. Ma la parola "scherzo" può essere connotata in maniere diverse a seconda dell'aggettivo che l'accompagna. Uno scherzo...[leggi tutto]...


Roberto Alajmo | 14/10/2014

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