"Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare,
che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare,
che io possa avere soprattutto l’intelligenza di saperle distinguere.
"
(Tommaso Moro)
Tre casi in rapida successione. Il primo: la sanatoria per le badanti. La Lega frena dando la zappa sui piedi della borghesia che dovrebbe costituire lo zoccolo elettorale dell’alleanza di governo. E subito Giovanardi rimedia facendo opposizione interna. Risultato: la sanatoria si farà. Secondo caso: i tagli alla cultura. Tremonti decide e Barbareschi insorge. Finale di partita tuttora incerto. Terzo caso: il parlamentare leghista Salvini nel tempo libero canta canzonacce razziste antinapoletane. Si indignano La Russa, Mussolini e Bocchino: chieda subito scusa. E lui si dimette. Tre notizie in un giorno, che i principali siti di informazione - anche quelli non direttamente alle dipendenze del Maschio Alfa del branco Italia - trattano più o meno con gli stessi elementi. Manca solo un dettaglio: cosa ne pensa l’opposizione. Il Pd, Idv, quel che resta della sinistra-sinistra: tutti non pervenuti. Non si capisce se si tratti di una prospettiva falsata dai mass media o se veramente l’opposizione stia attraversando un periodo di vita puramente vegetativa, incapace persino del riflesso condizionato di una reazione a mezzo stampa. Ma veramente l’impressione è che l’alleanza di governo sia talmente variegata da poter benissimo fare a meno di una controparte. È controparte di se stessa, dice una cosa e la contraddice un attimo dopo. Il tutto risultando credibile agli occhi dell’opinione pubblica. La mutazione genetica del centrodestra italiano di questi anni prevede a quanto pare un destino del genere: nessun bisogno di confrontarsi con l’esterno. Nessun bisogno di discutere i problemi con un interlocutore diverso da sé. Un giorno gli etologi lo classificheranno come un fenomeno unico sul pianeta terra e gli troveranno un nome scientifico: il famoso Ermafroditismo di Maggioranza.
