"La lotta dell'uomo contro il potere è la lotta della memoria contro l'oblio
"
(Milan Kundera, Il libro del riso e delloblio)
Da molti anni posseggo un paio di scarpe da tennis. Quando le ho comprate erano bianche, questo me lo ricordo. Adesso hanno un colorito beige che non se ne va manco a metterle in lavatrice. I lacci si sono andati man mano accorciando: li tendevo per fare il nodo, e periodicamente cedevano tac , per cui bisognava riposizionarli in modo che le estremità fossero più o meno della stessa lunghezza. Adesso ne sono rimasti due mozziconi che a momenti non riesco più ad allacciare. La suola è stremata, le cuciture hanno ceduto in più punti, e la tomaia risulta tutta spelacchiata. Preso atto che queste scarpe avevano fatto il loro tempo, ho deciso di comprarne un altro paio. Ho esitato a lungo, ma poi lho fatto: belle, sobrie, modello moderno. Le ho messe, giuro. Ho provato a metterle più di una volta, ma mi fanno male ai piedi. La misura è quella, la marca più che buona. Ma non cè niente da fare, non mi ci trovo. Sono durissime. Per cui ho deciso che per il momento continuerò a mettere quelle vecchie, con tutti i loro difetti. Magari comprerò un paio di lacci nuovi, ma non ci posso fare niente: io dentro quel paio di scarpe vecchie mi ci ritrovo. Ci sto comodo. Ora voi potrete dire che non ve ne frega niente, e che non centra con Palermo. Invece sì: centra, secondo me. (Illustrazione di Loredana Salzano)
