"Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare,
che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare,
che io possa avere soprattutto lintelligenza di saperle distinguere.
"
(Tommaso Moro)
Dal diario di bordo di Adriatica. 5 settembre. Porto di Leuca. Allalba. Il silenzio in barca, come pure la noia, possiede una qualità speciale. Una grana più raffinata del silenzio di terraferma. Cè il silenzio del capitano, che magari sta pensando ai banalissimi cazzi suoi, ma che per autorevolezza viene accreditato dei pensieri più profondi. Il silenzio assume consistenza quando viene spezzato da piccoli suoni ricorrenti. Lo schiocco della vela che anche solo per un attimo smette di prendere vento alla perfezione. Il battere metallico delle drizze sullalbero. E poi il silenzio della notte, propiziatorio del sonno, valorizzato al massimo dal rumore più conciliante del mondo: il cigolio delle cime di ormeggio che si tendono e si allentano a seconda del moto ondoso. (Si ringrazia la rivista Giudizio Universale)
