L'EVOLUZIONE-INVERSA

Quando S. mangia compulsivamente le ciliegie mentre si parla di neonati morti io un po’ mi riconosco. Pure io certe volte mangio voracemente per dimenticare, nutrendo contemporaneamente me stesso e il senso di colpa.
Non è che non gliene frega niente, dei neonati morti: non gliene vuole fregare niente.
Di base, il suo cervello funziona precisamente come il mio: le ciliegie sono buone, la morte è cattiva, quindi io voglio le ciliegie.
La differenza fra me e S. è che io possiedo una dose di pudore che lui non possiede. Io mi trattengo dai miei istinti primordiali, lui no.
S. è l’incarnazione del liberi tutti. A pensarci bene, non dovrebbe sorprendere che abbia successo.
All’elettore di S. piace che lui non riesca a trattenersi dal mangiare le ciliegie perché si sente autorizzato a cedere ai suoi peggiori istinti: parlare ad alta voce, non pagare le tasse, fare il bullo coi più deboli, ruttare in pubblico. E mangiare le ciliegie quando si parla di neonati morti, certo.
Il segreto sta tutto lì: tornare al bivio fra Neanderthal e Sapiens, e imboccare l’altra strada.



Roberto Alajmo | 25/06/2020 | Letto [994] volte

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