LA-MODICA-QUANTITA'-DI-PATRIOTTISMO

Eccola, la guerra che la nostra generazione pensava di aver potuto saltare.
S’era detto molte volte della nostra condizione di privilegiati, abituati le guerre a esportarle, magari, ma non a misurarle sulla propria pelle, nelle proprie case.
Il coronavirus ci ha messo nelle condizioni di sperimentare la selezione degli affetti e dei ragionamenti. Siamo costretti a restituire valore alle piccole cose che davamo per scontate. Precisamente come succede durante le guerre.
A ogni guerra poi fa seguito un dopoguerra, dove si spera tornerà a contare qualcosa che avevamo tralasciato. Speriamo per esempio che durante la ricostruzione il merito e la cultura di ciascuno siano richiamati in servizio.
Nel frattempo, possiamo solo farci piacere l’inno nazionale anche così stortignaccolo, come viene cantato dai balconi. Facciamoci piacere le bandiere al davanzale, che da noi si erano viste solo durante i mondiali di calcio.
Una moderata dose di patriottismo (cosa diversa dal nazionalismo) è indispensabile per sperare di vincere qualsiasi guerra.



Roberto Alajmo | 16/03/2020 | Letto [734] volte

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