DIFFERENZA-FRA-CANTIERE-E-TRANSENNA

(Una voce del sillabario siciliano che vado scrivendo per la rivista Il Gattopardo)

CANTIERE

Sul dizionario Treccani alla voce “Cantiere” si legge: “Area di terreno, spesso recintata provvisoriamente, nella quale si svolgono le operazioni necessarie alla costruzione di un’opera di ingegneria civile o di fabbricati in genere”.
Passando in Sicilia le cose, come spesso succede, si complicano. Intanto ci sarebbe da dire sull’avverbio “provvisoriamente”, perché il cantiere stradale isolano ha poco di provvisorio, anzi: tende a sedimentarsi. Una volta installato, è destinato a rimanere lì a tempo indeterminato. Certi cantieri di manutenzione sull’autostrada Palermo Catania, per esempio, hanno l’aria di essere lì addirittura da prima che l’autostrada venisse costruita.
La complessità isolana si riscontra poi nel concetto stesso di cantiere. Nell’accezione locale, cantiere è un’area, sì, recintata. Ma il senso cambia tenendo conto dell’attività che vi si svolge. Sarebbe infatti doveroso distinguere fra cantiere e transennamento. I cantieri sono transennati, ma non tutti i transennamenti sono cantieri. Anzi, nella maggior parte dei casi, in Sicilia, al transennamento non corrisponde nessun fervore lavorativo. Si delimita un’area, dopodiché la si lascia nello stato in cui si trova. I lavori del cantiere seguiranno solo quando e se verrà il momento. È forse un cantiere l’ostruzione che da molti anni inibisce un tratto di via Sicilia, a Palermo? Nessuna attività vi si svolge da moltissimo tempo, eppure la strada ha smesso di essere percorribile. Persino Google Map ormai al suo posto indica i negozi che vi si affacciano, ma nel mezzo di un inspiegabile “pieno” urbanistico. Come se fossero all’interno di una galleria o di un sotterraneo.



Roberto Alajmo | 16/12/2019 | Letto [1471] volte

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