I-PROFESSIONISTI-DELLE-GIUSTE-CAUSE

Una volta spento il fuoco delle celebrazioni per il trentennale della morte di Sciascia, smettiamo di chiederci “cosa direbbe ora lui”, anche perché su molte cose lui quel che c’era da dire l’ha detto, in maniera definitiva.
Prendiamo il sempre citato articolo sui Professionisti dell’Antimafia. Articolo fuorviante per come individuava esempi personali nel sollevare un problema tuttavia concreto: si sarebbe visto negli anni a venire come sull’antimafia si possono costruire fantastiche carriere. Il sistema Montante dovrebbe averci insegnato che certe mistificazioni fanno grave danno alle giuste cause a cui dicono di ispirarsi. Danno di lungo periodo.
In fondo in quell’articolo Sciascia additava il rischio che su una causa condivisibile come l’antimafia si potesse innestare il profitto individuale di qualche furbastro. Per nulla rinnegando la giusta causa, ma anzi sfrondandola dal rischio di qualsiasi strumentalizzazione.
E oggi? Come riscriverebbe oggi Sciascia un articolo come quello, magari senza cadere nell’errore di personalizzare il ragionamento? Forse avrebbe le spalle sufficientemente robuste per azzardare un articolo intitolato “I Professionisti dell’Antirazzismo”.
Fermo restando che oggi in Italia vanno crescendo esempi ripugnanti di razzismo, se pensiamo di essere persone civili dobbiamo innanzi tutto guardare senza settarismo al campo delle persone civili. E ammettere, a futura memoria, la possibilità che qualcuno stia strumentalizzando l’antirazzismo e la buona fede di tutti noi per finalità di personale carriera.



Roberto Alajmo | 25/11/2019 | Letto [1134] volte

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