"Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare,
che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare,
che io possa avere soprattutto l’intelligenza di saperle distinguere.
"
(Tommaso Moro)
Tenera, intemerata e dal sapore d’altri tempi è l’indignazione suscitata per l’occupazione della Valle dei Templi da parte di Dolce e Gabbana. In effetti fa un certo effetto vedere il tempio di Giunone trasformato in un bordo piscina. D&G lavorano, guadagnano, pagano e pretendono.
Ma oltre a fare la faccia schifata, è giusto porsi una domanda: in Sicilia esiste più un’alternativa alla svendita dei gioielli di famiglia?
La lettura dei giornali è un calvario quotidiano di strade impercorribili, linee ferroviarie interrotte, discariche che straripano e vanno a fuoco, scuole mortificate, atenei retrocessi, emigrazione dell’intera futura classe dirigente. Meritocrazia zero. Prospettive zero.
Un panorama apocalittico edulcorato solo dalla sopravvivenza di alcune bellezze del passato che ancora non siamo riusciti a sabotare. Noi siamo quelli che hanno realizzato impianti petrolchimici e agglomerati industriali in riva al mare, però facciamo gli smorfiosi di fronte a qualsiasi ipotesi di balearizzazione, ci fanno orrore gli albergoni riminesi. Magari a Gela avessero costruito gli albergoni riminesi. Io li amo, gli albergoni riminesi, se li metto a confronto con quel che è stato fatto e si continua a fare.
Arrendiamoci all’evidenza della nostra inadeguatezza. Cos’altro ci resta se non venderci al maggiore offerente?
