IN-EFFETTI:-E-IL-PD?

E allora il Pd?
Avendo ormai perculato in abbondanza il riflesso condizionato di chi contrappone questa espressione a qualsiasi argomento, forse possiamo andare un po’ oltre e riflettere su queste quattro paroline ripetute a pappagallo.
Oltre che liquidarle come luogo comune dovremmo riflettere, almeno fra noi avviliti benintenzionati, su un eventuale senso ulteriore.
Mettendoci una virgola diventa:
E allora, il Pd?
Leggiamolo senza i paraocchi dell’ideologia e riferiamolo al presente, non al passato: che sta facendo il Pd, ora? Cosa sta facendo in generale la Sinistra (amici di LeU e PaP, non pensate di cavarvela baloccandovi con le vostre percentuali da particella di sodio) per contrapporre alla deriva gialloverde una proposta politica alternativa? Si è almeno alzata dal letto, l’intera Sinistra, dalla mattina del 5 marzo a oggi?
Secondo me, fin quando non avremo cominciato a costruire una alternativa qualsiasi, ogni stoccata alle contraddizioni governative sarà più che inutile: controproducente. Servirà solo ad alimentare il famigerato algoritmo che già adesso sul web fa sembrare una percentuale plebiscitaria il 17 per cento del 72 per cento conseguito dalla Lega.
D’ora in poi lo dirò anche io, ogni volta che da sinistra arriverà uno strillo puramente distruttivo:
E allora il Pd? (E LeU? E PaP?)



Roberto Alajmo | 06/09/2018 | Letto [4557] volte

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