"La lotta dell'uomo contro il potere è la lotta della memoria contro l'oblio
"
(Milan Kundera, Il libro del riso e dell’oblio)
Questo vuole essere un dolente omaggio alla bellezza spregiudicata, quella che alla perfezione preferisce l’applicazione sistematica di un talento anche mediocre, ma addestrato, coordinato e variato ogni volta secondo la fantasia del momento.
L'elogio di Zeman riguarda il calcio, ma non solo. Sopravvivendo miracolosamente agli anni dell’ostracismo moggiano, Zeman si è guadagnato l’ammirazione di tutta l’Italia che vorrebbe credere a un progetto basato su dirittura morale e misurazione dei sorrisi.
Proprio perché travalica i confini del calcio, viene l’idea che se Zeman formasse un partito e si candidasse alle elezioni, raccoglierebbe un voto trasversale.
Rimarrebbero esclusi naturalmente i talebani per i quali il fine giustifica qualsiasi mezzo. Quelli che negli ultimi trent’anni hanno trasformato il genio italiano in pura e semplice furbizia, intelligenza di tutti i cretini.
