"Dunque, madre: che cè?"
(William Shakespeare, Amleto)
Nella ricorrenza del Beato Pasolini si sta raschiando il fondo della retorica nazionale.
La complessità contraddittoria di PPP è ridotta a figurina da album degli scrittori-calciatori.
Nelle pagine della cultura i mattinali della questura si intrecciano ancora e sempre col piagnisteo dei bei tempi andati, quando c'erano gli intellettuali che gliela cantavano chiara, al Potere.
In mezzo, fra i reperti dell'idroscalo e la nostalgia: nulla.
Sarebbe interessante sapere se tutta questa fiera ha portato alla vendita di una copia in più, dei libri di Pasolini. Ed eventualmente sapere quale.
