"Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare,
che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare,
che io possa avere soprattutto lintelligenza di saperle distinguere.
"
(Tommaso Moro)
Adesso forse l'elaborazione del lutto è sufficiente a dire che Charlie Hebdo è un brutto giornale. Le vignette non fanno ridere quasi mai, cosa che per un giornale satirico rappresenta un problema, perché la trasgressione fine a se stessa alla lunga risulta noiosa.
Nell'immediatezza della strage poteva suonare come una minimizzazione, un distinguo pretestuoso. Un'infrazione alla regola secondo cui anche se non sono d'accordo mi batterò per la tua libertà d'espressione.
Ma pensandoci bene, a freddo, la libertà di espressione consiste nell'aggirare non solo le censure ma anche le autocensure.
E' anche una sicura differenza fra noi e i tagliagole, dobbiamo tenercela cara: noi possiamo permetterci di criticare chi critica i nostri avversari.
