"Se non vai al funerale di una persona, non aspettarti che quella persona poi venga al tuo."
(Lawrence Peter 'Yogi' Berra)
Spunta un video dell'irruzione all'Iper Kosher di Parigi. La tesi del sito è che i poliziotti non hanno provato ad arrestarlo, ma lo hanno ucciso apposta perché i morti non rivelano i complotti di cui fanno parte.
Nel video si vede il terrorista che corre verso gli agenti con le mani giunte sul davanti.
I commentatori non si convincono di quelle mani giunte, e nel giro di una decina di commenti la sentenza è unanime e definitiva: era già ammanettato. Correva verso gli agenti con le manette ai polsi.
Poi uno azzarda l'impossibile: ...a meno che non avesse una pistola in pugno.
E fra la delusione generale, il dibattito si spegne, senza nemmeno un ah, be'- sì be'.
Il danno prodotto dai complottisti militanti su facebook consiste nella narcotizzazione dell'opinione pubblica. Quando poi ci troveremo davanti a un complotto vero - ce ne sono, e non pochi - lo sprezzeremo con una risata.
