"Un maestro è come un segnale stradale. Ti indica la retta via, ma non ti ci accompagna. Nè ci va."
(Anonimo)
Non si può dire che la morte di Ugo Riccarelli sia inaspettata. Né per lui, né per chi lo conosceva. Persino per i lettori dei suoi libri, che spesso raccontavano la sua esperienza di pluritrapiantato.
Per chi lo conosceva cosìcosì era difficile relazionarsi, specie nellultimo periodo. Col senno di poi vengono i sensi di colpa. Per lenirli sarebbe bastata qualche visita in più in ospedale, qualche telefonata.
Lui oltretutto aveva il dono di mettere a loro agio anche gli estranei, confidando senza ipocrisie del suo flirt con la morte.
Oppure no: in questi casi chi è meno di parente o vero amico ha il dovere di defilarsi, e lasciare che la persona si concentri sugli affetti maggiori, senza perdere tempo con i semplici conoscenti che non ci sarà comunque modo di conoscere meglio.
Sarà. Anzi: è così.
Ma a me dispiace lo stesso. Perché oltre che uno scrittore vero, Ugo Riccarelli era anche una bella persona. E le due cose sono rarissime da trovare appaiate.
