"Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare,
che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare,
che io possa avere soprattutto lintelligenza di saperle distinguere.
"
(Tommaso Moro)
Secondo romanzo consecutivo che ho letto per intero e mi è piaciuto: praticamente un record.
Questo si intitola Piccola guerra lampo per radere al suolo la Sicilia, lo ha scritto un giovane, Giuseppe Rizzo, ed è un petardo piazzato sotto il sedere di un genere letterario ormai a sé stante. Il genere Romanzo al Gusto di Sicilia.
Qualcuno aveva notato che una cosa sono le spremute d'arancia e un'altra le "bevande al gusto di arancia". Lo stesso vale per i romanzi: sui banchi del supermercato non si trovano mai spremute, ma solo romanzi al gusto di Sicilia.
Avete presente quei romanzi in cui i protagonisti indossano la coppola, si spostano a bordo di carretti siciliani e mangiano cannoli? Ecco: questo di Giuseppe Rizzo è lesatto contrario.
Senza contare il miglior incipit che io conosca da Chiamatemi Ismaele a oggi:
La Sicilia non esiste, io lo so perché ci sono nato.
