"Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare,
che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare,
che io possa avere soprattutto lintelligenza di saperle distinguere.
"
(Tommaso Moro)
Luigi Lusi - il cassiere della della Margherita buonanima - ha qualcosa di più e qualcosa di meno, rispetto al resto dei ladri al potere che abbiamo imparato a conoscere.
O forse a mostrare un atteggiamento diverso è il brodo di coltura nel quale galleggia. Non perché lo scandalo sia di Centrosinistra: ne abbiamo visti tanti, anche su questa sponda.
Però è un fatto: Lusi si ritrova contro lintero sistema politico in cui finora era cresciuto e pasciuto. Probabilmente, quando si arriverà al voto, i suoi colleghi lo consegneranno senza esitazioni alla giustizia, contrariamente a quanto era successo in molti altri casi, con accuse ancora più gravi.
E allora?
Prima ipotesi: anche i partiti politici hanno voltato pagina e sono determinati a fare pulizia al loro interno.
Seconda ipotesi: Lusi non rubava soldi pubblici. O meglio: rubava soldi pubblici che erano ormai transitati nella cassa del partito. Rubava il bottino della banda.
Ecco cosa ha suscitato lesecrazione generale: ha infranto una regola morale che difatti anche nella criminalità organizzata viene punita col massimo della pena.
Imperdonabile.
