REMIX:-E-POI-LE-UOVA-CHI-ME-LE-FA?

Il mestiere di scrivere si nutre di rospi in gola. Ogni colpo di tosse è il sollievo di una creazione. Ma il carburante è pur sempre quello: l’infelicità.
Patricia Highsmith, che a quanto pare oggi nessuno legge più, parlava di “ferita emotiva” per indicare l’ingrediente misterioso che distingue una persona che scrive da un grande scrittore.
Anche quando la ferita si è trasformata in cicatrice continua a fare il suo lavoro di alimentazione delle storie. Tanto che chi si ritrova la cicatrice esita a sbarazzarsene.
Ecco il bivio: scriverne ed esorcizzare il dolore o tenerselo dentro e spremerlo ben bene, a costo di continuare a soffrire?
Il dilemma riecheggia la famosa storiella con cui Woody Allen chiude “Io e Annie”:
- Aiuto, mio fratello crede di essere una gallina!
- Lo faccio subito ricoverare!
- Bravo, e poi a me le uova chi me le fa?
Ecco: se sputassi il rospo, poi a me le uova chi me le farebbe?



Roberto Alajmo | 21/04/2017 | Letto [3090] volte

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