"Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare,
che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare,
che io possa avere soprattutto lintelligenza di saperle distinguere.
"
(Tommaso Moro)
Non so se ve ne siete accorti, ma la realtà italiana da qualche mese si è sdoppiata. Con precisione: da quando Mario Monti ha idealmente pronunziato quel verso che Paolo Conte attribuisce al dio Atahualpa: Descansate niño, che continuo io.
Ecco. Da quel giorno il governo italiano ha imboccato uno svincolo e la realtà italiana ha proseguito imperterrita. La realtà dei partiti politici, in special modo. Quello parla di risanamento, rigore, lotta allevasione fiscale, prestigio internazionale. Questi continuano a farsi i loro eterni dispettucci, giocando col farsesco monopoli di sempre.
Nessun segno di ravvedimento, nessun aggiustamento di rotta comportamentale. CentroDestra, CentroSinistra e CentroCentro proseguono il loro minuetto nella certezza che appena il meccanico avrà aggiustato quel che cera da aggiustare, dovrà restituire le chiavi.
È come se Monti e i suoi si trovassero su un piano spazio-temporale diverso, assieme ai cittadini che si troveranno a pagare più tasse o meno tasse.
Rimane da stabilire quale delle due sia la realtà vera. E quindi: chi, senza saperlo, si trova proiettato in una dimensione fittizia.
Io un sospetto ce lho: noi.
