"Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare,
che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare,
che io possa avere soprattutto lintelligenza di saperle distinguere.
"
(Tommaso Moro)
(Vi faccio assaggiare un pezzetto dell'appendice al libro "Un lenzuolo contro la mafia", che a maggio sarà ristampato da Navarra Editore)
Quasi certamente tuo figlio Arturo non se ne rende conto, ma lui esiste perché è esistito il Comitato dei Lenzuoli. Perché il Comitato dei Lenzuoli ha significato per almeno una generazione di palermitani la certezza che valeva la pena di continuare a sperare. Se non altro con lostinazione del beckettiano Molloy: non posso continuare, continuerò.
Siccome Arturo è nato nel dicembre del 95, significa che almeno tre anni dopo le stragi e la rivolta morale che ne seguì, labbrivio della speranza ha continuato a correre lungo le strade di Palermo. Fino almeno a quella data era ragionevolmente possibile concepire di concepire un figlio. Cioè, senza condannarlo a nascere in un posto di merda.
