"Quelli che la pensano come noi, appunto, sono quelli che non la pensano come noi"
(Leonardo Sciascia)
Ho visto un tg. Un tg del servizio pubblico televisivo. L'ho visto fino alla fine in preda a un susseguirsi di sentimenti.
Prima rassegnazione, poi inquietudine; infine, in rapida successione, incredulità e sollievo.
Sono uscito dalla visione del tg con una sensazione di leggerezza che è durata e dura ancora, mentre ne scrivo.
Motivo: dall'inizio alla fine mai - mai, giuro - è stato pronunciato il nome di Silvio Berlusconi. Non esistono statistiche in proposito: ma da quanto non succedeva?
E' stato l'equivalente di una caraffa di bicarbonato dopo il cenone di Capodanno.
E' mancato il ruttino, ma veramente: una liberazione.
Quando ci pare di essere depressi, pensiamo sempre che potevamo stare, siamo stati, molto ma molto peggio.