"Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare,
che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare,
che io possa avere soprattutto l’intelligenza di saperle distinguere.
"
(Tommaso Moro)
Una nuova categoria s’avanza, sulle piazze reali e virtuali: l’Indignato Finché č Gratis.
L’IFeG ha come caratteristica quella di bruciare la sua rabbia in fuochi di paglia rapidi e innoffensivi.
Sempre piů spesso si leggono su Facebook invettive degne di comparire in un comunicato delle Brigate Rosse. Anche l’ultimo dei commentatori si sente autorizzato a usare ogni tre righe espressioni come “La Casta” o “I Politici”, tanto generiche quanto spuntate.
Poi, quando viene fuori il caso umano (Don Verzé č morto, mischino! Cuffaro č dimagrito! Lele Mora ha ingoiato una confezione di Ansaplasto!) l’indignazione si squaglia e rimane solo il compatimento per il caso umano.
Comprensibile compatimento, per caritŕ: ma l’ideale sarebbe evitare sia l’indignazione generica, sia la lacrimuccia in bilico per tutte le occasioni in cui qualche mascalzone dichiara “Tengo Famiglia”.
Entrambe le posizioni sono junk food: riempiono senza nutrire.
