"Quelli che la pensano come noi, appunto, sono quelli che non la pensano come noi"
(Leonardo Sciascia)
Che Luigi Veronelli, se mi guarda dallalto dei cieli, possa perdonarmi.
Che possano perdonarmi tutti i profeti del dio Bacco, sempre sia lodato.
Ieri sera ho fatto una cosa per cui al Gambero Rosso negheranno di avermi mai avuto fra i loro collaboratori.
Ma non posso negarlo: lho fatto.
Ho aggiunto acqua al vino.
Posso dire a mia discolpa che quattordici gradi mi parevano troppi per una cenetta leggera.
Gli uomini lhanno fatto fin dal tempo degli antichi greci. Lo faceva mio padre, e mio nonno prima di lui. Destate ci aggiungevano il ghiaccio, persino.
Poi a un certo punto non lha fatto più nessuno. Non in pubblico, almeno. Mescolare acqua e vino da qualche decennio a questa parte è diventato socialmente inammissibile.
Siamo diventati tutti intenditori, tutti bevitori di qualità.
Ebbene, posso dirlo? Aggiungere un po dacqua fresca al vino rosso mi è piaciuto.
Sì, sì: mi è piaciuto.
E se non mi arrestano prima, lo rifarò.
